logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2019/2020
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 051495 - LABORATORIO DI URBANISTICA
Docente Marini Edoardo , Tamini Luca
Cfu 8.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1217) ARCHITETTURA E DISEGNO URBANO - ARCHITECTURE AND URBAN DESIGNADUAZZZZA051495 - LABORATORIO DI URBANISTICA

Obiettivi dell'insegnamento

Il Laboratorio esplora i campi d’azione del progetto urbanistico entro i contesti attuali, connotati da una transizione socio-economica che pone nuove domande al sapere tecnico e alla sua tradizione. Nel laboratorio si sperimentano, pertanto, nuove forme del progetto urbanistico utili ad affrontare i problemi emergenti dei territori contemporanei; si costruiscono rappresentazioni problematiche delle situazioni, parallelamente alla definizione di argomentate alternative progettuali; si mette alla prova il rapporto tra la trasformazione spaziale dei paesaggi e la dimensione regolativa del progetto urbanistico. Il Laboratorio, infine, guarda con attenzione alle cruciali questioni dell’identità dei contesti in un periodo in cui occorre immaginare nuovi cicli di vita per le strutture insediative esistenti, in una prospettiva di sviluppo prudente e sostenibile.


Risultati di apprendimento attesi

Lo studente:

- conosce e comprende le tecniche e gli strumenti del progetto urbanistico;

- è in grado di condurre un’impostazione critica del progetto urbanistico e di paesaggio alle diverse scale, correlato al progetto di attività insediative, alla valutazione economica di fattibilità, al progetto di accessibilità;

- è in grado di analizzare e interpretare dal punto di vista storico-critico i luoghi e i contesti;

- è in grado di elaborare soluzioni progettuali in ambiti urbani, anche ad elevata complessità, coerenti con il luogo e il contesto.


Argomenti trattati

La crisi dei titoli subprime del 2008 e quella del 2012 dei debiti sovrani ci restituiscono una città costellata di tanti vuoti anche in contesti dinamici come quello milanese: grandi infrastrutture urbane oggi inutili (gli scali ferroviari, ad esempio), qualche grande area industriale dismessa ma anche molti immobili con destinazione ad uffici, commerciali o produttivi inutilizzati da tempo e talvolta anche costruiti recentemente o mai utilizzati, oppure parti urbane che ancorché non interamente dismesse soffrano la presenza di molti vuoti, come ad esempio, le cosiddette zone produttive specializzate. Si tratta di edifici e spazi abbandonati e degradati ove la città sembra essersi definitivamente ritratta, sia estesi che minuti, talvolta centrali ma perlopiù esterni, che all’improvviso vengono riadattati e recuperati oppure che devono essere definitivamente dismessi e demoliti perché nel frattempo sono stati oggetto di un lento e silenzioso smontaggio pezzo per pezzo (dai serramenti ai cavi elettrici, dai sanitari agli impianti tecnici, etc.). La città che si ritrae è generalmente generata dalle scelte localizzative ed economiche delle imprese, dalle dinamiche del mercato immobiliare e dai relativi processi di finanziarizzazione, dalle differenti modalità di utilizzo del bene da parte della domanda. Ma l’abbandono può anche essere l’esito di vicende o caratteristiche particolari che riguardano il singolo contenitore. Abbandonato può essere l’edificio nato con un progetto sbagliato o che non si presta ad usi differenti da quelli per i quali è stato concepito. Oppure può essere l’esito di un improvviso degrado e marginalità dell’intorno urbano oppure può essere generato da vicende specifiche che coinvolgono la proprietà o i gestori degli immobili, come ad esempio le procedure fallimentari. 

 

Più in generale, soprattutto per alcune specifichi utilizzi, sembra essersi accorciato molto il ciclo di vita degli immobili che diventano velocemente obsoleti dopo qualche decennio, sia perché le richieste della domanda cambiano velocemente, sia perché le modalità di utilizzo e i processi di finanziarizzazione del mercato immobiliare rendono più facile per gli utilizzatori insediarsi in un altro contenitore piuttosto che adattare la sede in cui sono localizzati. Così bastano pochi anni perché un palazzo per uffici, un ospedale, un centro commerciale diventino “vecchi” e conseguentemente vengano rimodernati o lasciati al loro destino.

L’abbandono non è però fenomeno nuovo giacché da sempre le città sono il palinsesto di un continuo processo di riutilizzo e ricostruzione o scarto di spazi e luoghi esistenti e l’elenco dei materiali urbani che anche negli ultimi decenni sono stati dismessi potrebbe essere anche molto lunga (si pensi, ad esempio, agli spazi rurali che in poco meno di cinquant’anni sono praticamente scomparsi). Ciò nonostante, i vuoti urbani continuano a metterci in imbarazzo. Perché non sappiamo come trattarli. Perché quando la città si ritrae crea degrado e fa problema. Perché le Amministrazioni hanno pochi strumenti per intervenire e garantire il “decoro urbano”. Perché la possibilità di riutilizzare la città esistente è il presupposto primo per assicurare che non venga consumato altro suolo per scopi urbani. E poi l’imbarazzo nasce anche dal fatto che l’abbandono e il vuoto ci porta ad interrogarci su come il progetto possa o debba nel tempo garantire flessibilità e adattamento (come ad esempio chiede il nuovo regolamento edilizio unificato) e le risposte non sono semplici.

 

A partire da una selezioni di casi di complessità ed estensione variabili prevalentemente localizzati all’interno dell’area metropolitana milanese, si chiede agli studenti di mettere a disposizione la loro intelligenza e creatività nel proporre soluzioni al riutilizzo e miglioramento di questi spazi abbandonati. Progetti e soluzioni che possono riguardare il contenitore edilizio abbandonato, gli spazi aperti e l’intorno urbano, che possono prevedere sistemazioni ed attività definitive che contemplano la demolizione e la ricostruzione oppure usi temporanei e soggetti a modifiche nel tempo. Progetti e soluzioni che devono riguardare la forma e l’utilizzo della città ma devono anche essere “ragionevoli” circa il processo, la sostenibilità economica e la compatibilità procedurale-amministrativa, ancorché verificata in un ambito accademico e pertanto attraverso simulazione.  Dunque soluzioni che coniughino il progetto degli spazi fisici con i processi che presiedono al mutamento della città. I casi riguardano edifici per uffici, aree industriali o commerciali dismesse nelle diverse declinazioni tipologiche.

 

In particolare, per quanto riguarda gli usi commerciali, l’attuale crescita dell’e-commerce e le conseguenti modificazioni nel comportamento di acquisto del consumatore, la riduzione del reddito e dei consumi avvenuta nell’ultimo decennio e la moltiplicazione di polarità commerciali extraurbane hanno messo in evidenza in misura sempre più rilevante il tema della obsolescenza localizzativa e funzionale e della gestione urbanistica degli spazi commerciali vuoti e abbandonati, con particolare riferimento ai tessuti urbani. Tali esternalità si evidenziano in un quadro nazionale ed europeo del settore distributivo caratterizzato da policy e da configurazioni spaziali riconducibili a una progressiva modernizzazione del mercato dei servizi urbani e alla presenza di una articolata geografia di forme insediative, sempre più organizzata per complementarietà e per addensamenti di offerta, dove i confini territoriali della concorrenza non coincidono con i perimetri amministrativi di comuni, province o città metropolitane, ma sono determinati dalla concentrazione spaziale della domanda e dalla sua mobilità. 

I servizi commerciali, inoltre, mantengono e amplificano una funzione socialmente aggregante: non sono città pubblica in senso stretto, ma rappresentano luoghi dove si svolgono una pluralità di attività di “vita in pubblico” e, con forme molto diverse, continuano a connotare spazi potenzialmente e variamente “centrali” nei sistemi insediativi locali, che si tratti dei tradizionali assi commerciali urbani oppure dei grandi contenitori extraurbani, spesso uniche polarità della città diffusa. L’approfondimento di alcune dinamiche recenti consentirà allo studente di osservare da vicino il decisivo contributo della funzione integrata del commercio alla vitalità di molte aree urbane dove il mantenimento o l’inserimento del servizio commerciale garantisce livelli di complessità, articolazione e vitalità di importanti brani della città, mentre il degrado degli addensamenti commerciali locali può innescare o aggravare il decadimento di intere aree urbanizzate.

In questo quadro, distrettualità, riuso, centralità, integrazione rappresentano quattro potenziali parole chiave per descrivere, interpretare e orientare gli scenari determinati dal forte mutamento in atto nel rapporto tra commercio e città. Il Laboratorio si propone quindi di fornire elementi tecnici e metodologici utili per la definizione di progetti e politiche orientati sia al ridisegno qualitativo e al riuso funzionale dei grandi contenitori urbani e delle polarità extraurbane oggetto di avanzata obsolescenza localizzativa (e di parziale o totale dismissione insediativa), sia alla rigenerazione urbana dei sistemi locali di offerta - centrali e periferici - spesso in avanzata crisi a causa dell’estesa evasione di spesa verso le polarità extraurbane e dall’assenza di attrattori di prossimità.

 

L’obiettivo didattico unitario è che gli studenti imparino ad affrontare situazioni complesse non facilmente strutturate o risolvibile mettendo a prova le loro abilità anche proponendo soluzione innovative e inusuali e si cimentino con la capacità di: 

- mettere in relazione il progetto di trasformazione fisica di un luogo con il relativo intorno urbano e con le finalità a cui è destinato e le attività che ospiterà;

- saper leggere le trasformazioni della città fisica in relazione ai processi sociali ed economici che le generano nonché ai relativi modi d’uso;

- proporre trasformazioni della forma della città e dei suoi materiali che siano fondate (ragionevoli) in relazione al processo realizzativo e le dinamiche socio-economici riguardanti le attività insediate e il mercato immobiliare. 

Si richiede inoltre che gli studenti affinino ulteriormente le loro capacità di:

- organizzare efficientemente il loro lavoro sfruttando pienamente il tempo a disposizione, in particolar modo selezionando e costruendo in breve il tema di indagine;

- saper restituire in modo efficiente, pertinente e non ridondante i risultati del loro lavoro;

- proporre rilievi e indagini pertinenti al tema scelto del contesto urbano e della problematica affrontata;

- progettare la trasformazione fisica della città e dei suoi manufatti.

 

La didattica sarà principalmente focalizzata sull’attività di laboratorio e sarà accompagnata da brevi lezioni ex cathedra e attività seminariali nelle quali saranno invitati soggetti che si sono confrontati con il problema più in generale o il singolo caso-studio.

Le lezioni ex cattedra riguarderanno i seguenti temi:

- i fenomeni di abbandono all’interno dell’area metropolitana milanese con riferimento anche agli strumenti disponibili o utilizzabili;

- i processi di trasformazione della città metropolitana milanese e relative logiche;

- le dinamiche evolutive e le tendenze localizzative degli insediamenti commerciali, con particolare riferimento al fenomeno delle dismissioni funzionali e dei possibili sviluppi e scenari delle geografie dell’offerta all’interno del contesto milanese e regionale;

- la descrizione dei diversi casi studi e relative storie (attori, decisioni, progettualità).


Prerequisiti

NO PREREQUISITI


Modalità di valutazione

La valutazione sarà articolata attraverso esercitazioni applicativo-progettuali svolte in aula, una verifica scritta in itinere sui riferimenti bibliografici (due testi a scelta) e la discussione finale di un report progettuale (in formato A3) sull’ambito urbano/extraurbano scelto dagli studenti fra quelli indicati dalla docenza.

La valutazione finale sarà in relazione al raggiungimento degli obiettivi didattici e dei risultati attesi dal Laboratorio. All’inizio del semestre verrà attivato un sito web del corso (http://www.urbecom.polimi.it/attivita/didattica) e fornito agli studenti un calendario dettagliato delle lezioni, delle esercitazioni in aula e dei sopralluoghi previsti.


Bibliografia
Risorsa bibliografica facoltativaCavoto G., Demalling. Una risposta alla dismissione commerciale. A Response to the demise of retail buildings, Editore: Maggioli, Anno edizione: 2014, ISBN: 9788891604101 http://opac.biblio.polimi.it/SebinaOpac/resource/demalling-una-risposta-alla-dismissione-commerciale-a-response-to-the-demise-of-retail-buildings/PMI1201260
Risorsa bibliografica facoltativaCoppola A., Apocalypse town. Cronache dalla fine della civiltà urbana, Editore: Laterza, Anno edizione: 2012, ISBN: 9788842098409 http://opac.biblio.polimi.it/SebinaOpac/resource/apocalypse-town-cronache-dalla-fine-della-civilta-urbana/PMI1011165
Risorsa bibliografica facoltativaDe Rossi A. (a cura di), Riabitare l'Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste, Editore: Donzelli editore, Anno edizione: 2018, ISBN: 9788868438494 http://opac.biblio.polimi.it/SebinaOpac/resource/riabitare-litalia-le-aree-interne-tra-abbandoni-e-riconquiste/PMI1252566 Note: (selezione di capitoli)
Note:

(selezione di Parti e capitoli del testo)

Risorsa bibliografica facoltativaSecchi B., La città dei ricchi e la città dei poveri, Editore: Laterza, Anno edizione: 2013, ISBN: 9788858106648 http://opac.biblio.polimi.it/SebinaOpac/resource/la-citta-dei-ricchi-e-la-citta-dei-poveri/PMI1183740
Risorsa bibliografica facoltativaTamini L., Zanderighi L., Dismissioni commerciali e resilienza. Nuove politiche di rigenerazione urbana, Editore: EGEA, Anno edizione: 2017, ISBN: 9788823815384 http://opac.biblio.polimi.it/SebinaOpac/resource/dismissioni-commerciali-e-resilienza-nuove-politiche-di-rigenerazione-urbana/PMI1245786

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
29:00
31:25
Esercitazione
19:00
20:35
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
48:00
52:00
Totale 96:00 104:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
20/09/2020