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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2019/2020
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 098578 - ARCHITETTURA PER IL PATRIMONIO COSTRUITO
Docente Della Torre Stefano
Cfu 4.00 Tipo insegnamento Monodisciplinare

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (1 liv.)(ord. 270) - MI (1094) PROGETTAZIONE DELL'ARCHITETTURA***AZZZZ098578 - ARCHITETTURA PER IL PATRIMONIO COSTRUITO
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1017) ARCHITETTURA - ARCHITETTURA DELLE COSTRUZIONI***AZZZZ098578 - ARCHITETTURA PER IL PATRIMONIO COSTRUITO
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1195) ARCHITETTURA - AMBIENTE COSTRUITO - INTERNI - ARCHITECTURE - BUILT ENVIRONMENT - INTERIORS***AZZZZ098578 - ARCHITETTURA PER IL PATRIMONIO COSTRUITO
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1217) ARCHITETTURA E DISEGNO URBANO - ARCHITECTURE AND URBAN DESIGN***AZZZZ098578 - ARCHITETTURA PER IL PATRIMONIO COSTRUITO

Obiettivi dell'insegnamento

Far crescere la conoscenza sulla cultura del progetto contemporaneo nelle preesistenze.


Risultati di apprendimento attesi

Aumentare la consapevolezza e la responsabilità del confronto fra il patrimonio esistente e un progetto del nuovo di qualità.


Argomenti trattati

L'attenzione a ben "costruire nel costruito" è ora incentivata dal nuovo Codice dei Beni Culturali (2004) che, all'articolo 29 identifica l'intervento sul patrimonio architettonico con il pieno rispetto e la cura dell'integrità materiale dello stesso, accompagnata dal suo recupero in buona efficienza funzionale. Si conferma così la doppia responsabilità del progettista come attento conservatore dell'eredità materiale ricevuta in uso e come produttore di un'architettura nuova, compatibile e di qualità. Si rinnova dunque, oggi come ieri, la nota Querelle des Anciennes et des Modernes, il dialogo di sempre tra documento e sua aggiunta di necessità, Antico e Nuovo.
Alla nascita tardomedioevale (Cassiodoro) della categoria del Moderno (=hodiernus), contrapposta ad Antico, già si affianca l'ampio dibattito che percorre l’Europa della Scolastica tra Haecceitas e Materia signata quantitate.
Il riconoscimento della necessaria autonomia del progetto del nuovo e del pieno rispetto, cura dovuta all'architettura del passato è già ben chiara, ad esempio, negli stessi grandi protagonisti della nuova cultura dell'Umanesimo come Leon Battista Alberti, nominato a Roma dal Papa Niccolò V primo Conservator urbis, organico trattatista (De Re Aedificatoria, 1452) e profondo testimone del progetto nuovo (facciata di Santa Maria Novella a Firenze, Tempio Malatestiano a Rimini, Sant'Andrea a Mantova).
Sulla crescente consapevolezza di dover salvaguardare il grande valore complessivo dell'eredità materica di chi ci ha preceduto, con il Rinascimento matura la coscienza del valore aggiunto di cui è portatrice la Modernità.
Il Settecento, secolo della riscoperta dell'Antico e dell'enciclopedismo riformatore, attraverso la critica dall'interno della tradizione degli Ordini classici, scopre la grande Architettura sociale del Fuori-scala eroico e dell'Assoluto formale europeo (Boullée). La lunga e intensa riflessione definitoria di Quatremère de Quincy (Dizionario di Architettura, Parigi, 1832), ben documenta il passaggio epocale dalla solarità del progetto (neo)classico alla più mobile e irrequieta sensibilità romantica (moderna) del progetto storicista (Boito).
All'inizio del XX secolo il Moderno per antonomasia del Futurismo e delle nuove avanguardie storiche irrompe sul tavolo da disegno dell'architetto contrapponendosi in modo radicale alla "Storia" ormai scaduta a (cattiva) maestra di una ripetizione accademica (questa è l'accusa del Bauhaus di Gropius). Sono gli anni ruggenti del Razionalfunzionalismo dei grandi padri (Mies, Le Corbusier) del Movimento Moderno, del quale, dopo l'esaltante età eroica fra le due guerre, già Persico prevede il superamento. E che, nel nuovo dopoguerra, ormai spogliato di ogni innovatore valore profetico, viene espugnato dalla speculazione edilizia (Calvino, 1963) dequalificandosi come International Style globalizzato, indifferente alle radici identitarie dei luoghi. E', in Italia, la nuova generazione che esordisce alla fine degli anni Cinquanta nella rivista 'Casabella' di Roger e ‘Comunità’ di Olivetti, a rivendicare e sperimentare la definitiva rottura del fronte del Moderno.
Oggi la (non rimpianta) fine di un Postmoderno effimero, di superficie, privo di profondo radicamento con il luogo fa riscoprire la stimolante presenza parlante tra noi della diversità, mentre si fa sempre più urgente (e intrigante) la ricerca di una nuova via del progetto che, intensificando il proprio dialogo narrativo con le preesistenze si traduca in riconosciuto nuovo valore aggiunto utile al raggiungimento di quella felicità pubblica cui già tendeva l'obiettivo comune degli Illuministi riformatori italiani (Muratori, Verri, Beccaria).
A questa esaltante prospettiva di ricerca è dedicato anche il Corso di quest'anno che, collocandosi nel primo semestre, intende attivamente interagire trasversalmente da sùbito con l’elaborazione di un progetto del nuovo di qualità, rivolto ad un consapevole dialogo creativo con il patrimonio costruito esistente. 

 


Prerequisiti
 

Modalità di valutazione

La presenza all’attività didattica e di ricerca del corso è obbligatoria. L’esame orale consiste in un colloquio individuale finale sugli argomenti delle lezioni (che saranno registrate e affidate alla cura degli allievi, con la relativa bibliografia essenziale al termine di ciascuna lezione) e sull’attività laboratoriale svolta dall’allievo.
Nella prima lezione di settembre saranno proposti e concordati con gli allievi I temi definitive ed il relative calendario del Corso, che sarà integrato da utili visite a cantieri in corso d’opera. Si pregano perciò fin da ora gli studenti ed I docenti comunque interessati a voler contatteri il docente per ogni osservazione e suggerimento in merito alla più utile articolazione definitiva del corso in rapporto agli altri corsi e laboratori, per intrecciare un’utile collaborazione didattica e di ricerca applicate.


Bibliografia

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
30:00
45:00
Esercitazione
10:00
15:00
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
0:00
0:00
Totale 40:00 60:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese
schedaincarico v. 1.6.1 / 1.6.1
Area Servizi ICT
22/02/2020