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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2019/2020
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 053005 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE
Docente Mussone Lorenzo , Secchi Marialessandra , Voltini Marco
Cfu 12.00 Tipo insegnamento Laboratorio
Didattica innovativa L'insegnamento prevede  1.0  CFU erogati con Didattica Innovativa come segue:
  • Soft Skills

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (1 liv.)(ord. 270) - MI (1094) PROGETTAZIONE DELL'ARCHITETTURAMIAAZZZZK053005 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE

Obiettivi dell'insegnamento

Il Laboratorio di Progettazione finale fornisce un'esperienza progettuale complessa e multidisciplinare, accompagnata dall’approfondimento di alcune questioni specifiche che si pongono al centro della pratica, della cultura e del dibattito architettonico contemporaneo. Attraverso una sperimentazione progettuale che si differenzia nei diversi laboratori per temi e per scale di approfondimento affrontate, obiettivo comune è quello di sviluppare un'azione progettuale di sintesi che sappia coniugare l’argomentazione teorica del tema proposto con l'attività applicata fondata sulle capacità e sui contenuti acquisiti nel percorso triennale.

È prevista un’esperienza di didattica innovativa (1 cfu) dal titolo “Projectelling” finalizzata all’accrescimento delle capacità di comunicazione degli esiti dell’attività progettuale.


Risultati di apprendimento attesi

A valle dell’esperienza del Laboratorio lo studente matura la capacità di mettere a sistema le diverse conoscenze apprese negli anni precedenti e nell’esperienza laboratoriale stessa promuovendo la sinergia tra discipline scientifiche, tecnologiche, artistiche e umanistiche al fine di arricchire e di saper integrare gli ambiti di riferimento che devono essere considerati nell’attività progettuale.


Argomenti trattati

Costellazioni: un territorio di paesi e piccoli centri.

Paesi e piccoli centri hanno rappresentato negli scorsi decenni un campo di sperimentazione progettuale importante seppure poco visibile. Qui più che altrove si è posta con forza la necessità di verificare i il rapporto tra trasformazioni urbane e modelli sociali, tra iniziative individuali e costruzione del territorio e, in ultima analisi, tra architettura e urbanistica.  Oggi assistiamo ad un ritorno d’interesse per questi contesti mosso anche dall'obiettivo di una rinegoziazione dei rapporti tra città e campagna.

Per descrivere queste porzioni di territorio che troviamo al centro della pianura padana, le categorie concettuali oggi a disposizione non appaiono sempre sufficienti. Termini ormai consumati come città policentrica, città diffusa, generic city, raccontano immagini sintetiche e contesti specifici mettendo in evidenza alcune delle sfide che l’urbanistica ha affrontato nei decenni recenti, ma talvolta ci appaiono come delle forzature imposte a fenomeni urbani non immediatamente decodificabili. La messa in crisi di queste categorie è evidente quando osserviamo territori caratterizzati dalla compresenza di tematiche afferenti a due o più categorie concettuali diverse.

Le costellazioni di paesi e piccoli centri tipiche della bassa pianura padana, spesso connesse allo sfruttamento agricolo di grandi superfici, rappresentano oggi casi studio specifici capaci di arricchire il lessico interpretativo e progettuale a disposizione per descrivere e comprendere le nuove forme dell'urbano in Europa.

In particolare, emerge per questi contesti una duplice questione.

Da un lato assistiamo alla riproduzione in piccolo di dinamiche analoghe a quelle dei contesti urbanizzati delle grandi aree metropolitane. E ciò è vero sia per l’impiego di materiali edilizi banali indefinitamente ripetuti, sia anche per un’offerta di servizi e attrezzature analoga a quella dei contesti metropolitani più consolidati, seppur sparpagliata su un territorio più esteso.

Dall’altro lato, vanno considerati gli alti costi ambientali dipendenti da una preponderanza della dimensione individuale tanto del vivere quanto del muoversi. Si tratta cioè di contesti interessati da stili di vita altamente energivori, per i quali è però possibile predisporre delle strategie volte a un radicale miglioramento del patrimonio edilizio e ad un uso più intelligente dell’automobile.

Diventa allora cruciale domandarsi quali configurazioni spaziali risultino più congeniali a rispondere alle esigenze degli stili di vita contemporanei valorizzando al massimo le potenzialità del contesto. Quale ruolo possono svolgere le trasformazioni urbane rispetto al territorio più vasto? È possibile sviluppare una strategia incrementale positiva e non meramente speculativa?

Il caso studio che abbiamo scelto è una sezione di pianura padana, dalle prealpi agli appennini tra il Chiese e il Mincio, ma più in particolare la sua parte centrale e più pianeggiante, ovvero il territorio delimitato a nord dalla sponda meridionale del lago di Garda e a sud dal fiume Oglio. I comuni che compongono questo territorio sono variegati: si passa da centri popolosi come Castiglione delle Stiviere o Desenzano del Garda a paesi ampi, ma con una densità di abitanti per kilometro quadrato decisamente bassa. Nel corso del Novecento, in alcuni di questi paesi si è dato avvio ad importanti avventure imprenditoriali: Marcegaglia, Golden Lady, Filodoro, Pompea, Pata, Amica Chips. In maniera analoga, nel corso dello scorso secolo, è andata crescendo anche l’attrattività turistica: attraverso delle contraddittorie macchine del divertimento come i parchi a tema; attraverso forme di turismo alternativo in sinergia con la vocazione agricola del territorio; attraverso manifestazioni culturali che hanno riportato l’attenzione su spazi dimenticati.

Ma soprattutto desta preoccupazione il conflitto tra un contesto storicamente stratificato la cui ricchezza è apprezzabile tanto nei centri storici, quanto nella fitta rete di canali che scandiscono lo spazio aperto, e una compagine di tipologie atopiche, siano esse capannoni o case unifamiliari su lotto. Il conflitto non è di natura puramente culturale: i dissesti idrogeologici di questo territorio stanno comportando alti costi ambientali, mentre gli spazi storici ereditati, luoghi centrali morfologicamente riconoscibili, faticano a configurarsi come punti di riferimento per la vita sociale degli abitanti. Per questo motivo, riteniamo che un progetto didattico rivolto alle costellazioni di paesi e piccoli centri rappresenti anche un’occasione per riflettere sulle correlazioni tra disegno del territorio e forma dei luoghi.

 

Obiettivi

Il laboratorio propone agli studenti un percorso formativo fondato sulla pratica del progetto con l'obiettivo di comprendere ed interpretare le trasformazioni in atto nel territorio contemporaneo. Il progetto è quindi visto come strumento di conoscenza e come guida alla trasformazione del territorio.

La capacità di elaborare interpretazioni e di proporre soluzioni attraversando le scale del progetto è il principale obiettivo cui tende l’esercitazione progettuale. Contrastando un atteggiamento che vede la complessità del territorio come qualcosa da analizzare in una sequenza, che va dal generale al particolare, l'attenzione dello studente sarà indirizzata verso la necessità di considerare contemporaneamente le differenti scale della trasformazione comprendendone l'interdipendenza.

Il progetto dello spazio fisico della città e del territorio è visto in questo contesto come le strumento pertinente attraverso il quale l'urbanistica e l’architettura si confrontano con i bisogni ed i desideri della società orientando la trasformazione ed innescando ladiscussione sul futuro del territorio. Gli aspetti sociali economici e processuali della trasformazione saranno dunque parte integrante delle riflessioni progettuali.

 

 

Struttura didattica

Il corso si compone di lezioni, seminari ed esercitazioni progettuali. Il percorso formativo è articolato in tre fasi:

Familiarizzazione con le aree di progetto, elaborazione di strategie di intervento e proposte progettuali a differenti scale.

Seppur legate l’una all’altra le differenti fasi daranno luogo a elaborati intermedi (tavole, brochure, quaderni di schizzi, plastici) dai quali dovrà emergere il ragionamento progettuale sviluppato.

Il corso ripropone, nella propria organizzazione interna, la stratificazione di competenze ormai canonica nelle grandi operazioni urbanistiche che richiedono la composizione di squadre multidisciplinari, ove il progetto urbanistico e architettonico vanno di pari passo con le scelte infrastrutturali e di mobilità. Lo studente sarà dunque sollecitato anche attraverso lezioni specifiche che tratteranno i temi più innovativi riguardo la programmazione e la progettazione della mobilità urbana.


Prerequisiti

La successione della frequenza degli insegnamenti nel percorso formativo e l’ordine di verbalizzazione dei relativi esami deve seguire le precedenze indicate nel regolamento del Corso di Studio


Modalità di valutazione

L'esame consiste nella presentazione degli esiti della esercitazione progettuale, attraverso alcune tavole di progetto, una presentazione orale supportata da una proiezione ed infine un dossier riassuntivo in formato A4. In relazione al modulo di trasporti si sottolinea che la docenza valuterà anche le capacità di apprendimento, verificate attravero dei quiz che si svolgeranno alla fine di ciascuna lezione.

Nel corso dell'esame finale lo studente dimostrerà di aver compreso e di conoscere i contenuti delle lezioni e della bibliografia del corso (che verrà indicata dai docenti al seguito di ogni lezione), di avere confrontato e rielaborato le conoscenze trasmesse, di saper esprimere un giudizio autonomo e motivato sul proprio lavoro e sui casi studio eventualmente approfonditi.

La valutazione è individuale. Gli studenti saranno valutati secondo i seguenti criteri (in ordine non gerarchico):

- La capacità di discutere gli obiettivi di progetto e le relative scelte e di spiegarnee criticamente le relaziooni con le trasformazione del territorio contemporaneo

- la capacità di comunicare il lavoro in modo chiaro ed appropriato. L'accuratezza e appropriatezza nel disegno e la proprietà linguistica nell'illustrare i temi ed il processo progettuale saranno particolarmente valorizzati.

- l'impegno costante nel laboratorio durante tutto il semestre, incluse la partecipazione alle lezioni, ai seminari e alle discussioni di gruppo

- le capacità di apprendimento e l'autonomia nell'organizzare il proprio lavoro

- la conoscenza appropriata delle lezioni e della bibliografia assegnata e le capacitàindividuali di rielaborazione critica dei contenuti

L'esame è orale e pubblico.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaSecchi, B., Prima lezione di urbanistica, Editore: Laterza, Anno edizione: 2000
Risorsa bibliografica obbligatoriaTurri, E., La megalopoli padana, Editore: Marsilio, Anno edizione: 2004
Risorsa bibliografica obbligatoriaCorboz, A., Ordine sparso, Editore: Franco Angeli, Anno edizione: 1998
Risorsa bibliografica facoltativaSecchi, B., La citta' del ventesimo secolo, Editore: Laterza, Anno edizione: 2005
Risorsa bibliografica facoltativaSereni, E., Storia del paesaggio agrario italiano, Editore: Laterza, Anno edizione: 1961
Risorsa bibliografica facoltativaCarlow, V., Ruralism: The Future of Villages and Small Towns in an Urbanizing World., Editore: Jovis, Anno edizione: 2017
Risorsa bibliografica facoltativaCountryside #63/ OASE, Editore: NAi Publishers, Anno edizione: 2004, ISSN: 0169-6238, Fascicolo: 63
Risorsa bibliografica facoltativaSchroder, J., Weigert, K. and Reichenbach-Klinke, M., Landraum, Editore: Jovis, Anno edizione: 2010
Risorsa bibliografica facoltativaFabian, Lorenzo e Paola Pellegrini (a cura di), On mobility, riconcettualizzazioni della mobilita' nella citta' diffusa, Editore: Marsilio, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaAgnoletto, Matteo e Marco Guerzoni (a cura di), La campagna necessaria. Un'agenda d'intervento dopo l'esplosione urbana, Editore: Quodlibet, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaMacchi Cassia, Cesare, Ugo Ischia,, Architettura e territorio. Una ricerca attraverso il progetto., Editore: Forum, Anno edizione: 2008
Risorsa bibliografica facoltativaMacchi Cassia, Cesare, Martina Orsini, Nicolo' Privileggio, Marialessandra Secchi, Xmilano, Editore: Hoepli
Risorsa bibliografica facoltativaWaldheim, C., Landscape as Urbanism: a general theory, Editore: Princeton University Press, Anno edizione: 2016

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
43:00
46:35
Esercitazione
29:00
31:25
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
72:00
78:00
Totale 144:00 156:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
19/01/2021