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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2018/2019
Scuola Scuola del Design
Insegnamento 052671 - LABORATORIO DI SINTESI FINALE - SEZ 4
Docente Anzani Anna , Crespi Luciano , Di Prete Barbara , Gatti Giacomo Attilio Carlo
Cfu 15.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1087) DESIGN DEGLI INTERNI***AZZZZA052671 - LABORATORIO DI SINTESI FINALE - SEZ 4
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1153) DESIGN DEGLI INTERNI***AZZZZA096499 - LABORATORIO DI SINTESI FINALE - I4

Obiettivi dell'insegnamento

Scopo del Laboratorio di Sintesi Finale è quello di fornire gli strumenti utili per interpretare in modo critico le tematiche del progetto nel piu ampio contesto delle trasformazioni culturali, sociali e tecnologiche (nuovi stili di vita, nuove configurazioni tipologiche, nuovi scenari tecnologici). Gli studenti saranno chiamati ad elaborare un progetto di Design degli interni con particolare attenzione agli aspetti funzionali, tipologici, strutturali e tecnici.


Risultati di apprendimento attesi

Lo studente:
- conosce e comprende l’ambito di progetto connesso al design di interni, le necessità della committenza, le specifiche tecniche a supporto della progettazione mettendo a sistema anche conoscenze precedentemente acquisite;
- sa operare su progetti di medio-alta complessità e tradurre gli elementi di analisi nella elaborazione di concettualizzazioni progettuali, applicandole e sviluppandole e in progetti di interior design;
- in autonomia e in gruppo imposta il processo di ricerca a sostegno del progetto, opera scelte progettuali e comunica il progetto, sviluppando attitudini alla negoziazione, al teambuilding, all'assunzione di leadership e alla gestione del conflitto


Argomenti trattati

 

Estetica degli avanzi: il design del non-finito

Le società occidentali evolute, un tempo chiamate industrializzate, nascondono al proprio interno un mondo fatto di scarti. Viviamo nell’epoca della “cultura dello scarto” di cui parla anche Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato sì”. Scarti di prodotti che ci hanno fatto credere indispensabili per rendere felice la nostra esistenza e ora accumulati nelle discariche. Avanzi di cibo, e persino di luoghi che hanno smesso di svolgere il ruolo per cui sono stati costruiti e che ora si trovano in una sorta di zona grigia, privi di cittadinanza: troppo poco attraenti, nei confronti delle grandi aree industriali dismesse, per interessare i grandi operatori immobiliari. Troppo recenti e ancora riconoscibili per poter assumere il rango nobile e romantico del “rudero”. Non così speciali da suscitare l’interesse delle Sovrintendenze. Non così degradati da essere classificabili tra le ruinae. Avanzi, insomma.

Come quelli del pranzo gli avanzi presenti sul territorio rappresentano una risorsa strategica, non solo in quanto disponibili a svolgere una nuova funzione, ma anche in quanto custodi di memorie e storie umane che andrebbero altrimenti perse.

Proprio attraverso gli avanzi, è possibile percepire una città invisibile, quella che ciascuno sogna, ricorda, immagina, ma che sfugge all'attenzione conscia (Pignatelli, 1978). L'inconscio non si tocca con le mani, tuttavia il suo intreccio con le narrazioni si colloca in uno spaziotempo a più dimensioni che determina il nostro modo di entrare in relazione con i luoghi e con la città stessa.

In questa prospettiva la cultura del design può svolgere un ruolo determinante, attraverso l’adozione di un approccio progettuale innovativo e originale diverso da quello adottato dal restauro o dal progetto di ristrutturazione architettonica.

La sfida è quella di sperimentare interventi in grado di riconsegnare questi luoghi a nuove possibilità d’uso, per consentire attività di varia natura: espositive, abitative, commerciali, culturali, facendo ricorso a dispositivi allestitivi anche provvisori e coerenti con la natura del luogo, introdotti in modo discreto e finalizzati al suo reinserimento nel tessuto vivo sociale a alla sua valorizzazione anche simbolica. Si tratta di elaborare una "Estetica degli avanzi", accettando lo stato di degrado degli ambienti dati comeun "dono" e come occasione per sperimentare ciò che si potrebbe definire design del "non finito".

Il confronto con le diverse teorie del restauro, inteso quale modalità di intervento sul costruito che più di ogni altra spinge a porsi criticamente nei confronti del passato (Masiero, 2005), diventa un presupposto indispensabile per poter operare in modo consapevole su “documenti” che presentano comunque un valore sia storico sia estetico. Considerando il restauro una filosofia prima ancora di una tecnica (Casiello et al., 2008), si ritiene che la difesa della memoria, della bellezza e dell’autenticità possano promuovere l’identità culturale di un territorio e favorire il benessere collettivo e individuale.

Per altri versi il contributo della cultura cinematografica, vista sia nella sua dimensione storica sia come linguaggio espressivo, può svolgere il ruolo determinante di supporto alle fasi di restituzione delle “narrazioni” costruite a partire dalle “storie” dei luoghi scelti per le verifiche progettuali

Obiettivo del Laboratorio è quello di indirizzare lo studente verso un lavoro di ricerca e di sperimentazione progettuale rivolte ad esplorare un’area disciplinare di confine, collocata tra interior design, arti, restauro, exhibition design, al fine di acquisire una competenza adeguata ad elaborare delle proposte di riuso di questi luoghi. La vera sfida non è tanto quella di immaginare a cosa gli spazi possano essere destinati quanto quella di capire come intervenire, quali strategie progettuali adottare, quali mezzi utilizzare, con quali e quante risorse operare. Insomma come provare a “inventare una nuova tradizione”, senza perdere di vista quella che è ed è stata la migliore tradizione, italiana ed internazionale, nel campo dell’interior design.

 Modalità di lavoro

Come nella consuetudine di questo LSF il tema viene in una prima fase indagato attraverso ricerche bibliografiche, analisi di casi studio, indagini anche dirette, al fine di elaborare risposte di natura ancora concettuale e di definizione dell’orizzonte, del τέλος, di progetto.

In una seconda fase queste risposte saranno messe alla prova su una serie di spazi presenti all’interno del Comune di Varese, di proprietà pubblica, per verificare la loro applicabilità a realtà concrete esistenti sul territorio. Ciò in collaborazione con l'assessorato alla Pianificazione territoriale, programmaziaone e realizzazione delle opere pubbliche del Comune di Varese, che fornirà la documentazione sugli spazi interessati dai progetti e avrà il ruolo di interlocutore di riferimento del lavoro del laboratorio, anche in relazione alla possibilità della divulgazione dei i risultati del lavoro svolto.

 

 Il laboratorio cinematografico

All'interno del Laboratorio è prevista l'attivazione di un laboratorio cinematografico affidato al prof. Giacomo Gatti, regista e giornalista.

Il laboratorio cinematografico si articola su quattro livelli. Un primo livello sarà dedicato a far acquisire agli studenti una grammatica cinematografica di base: composizione dell'inquadratura, campi, piani, uso delle ottiche, principali tipi di macchine da presa; con approfondimenti su inquadrature oggettive e soggettive, piano sequenza, suspense, sorpresa, fino al ruolo del montaggio e della postproduzione.

Negli altri tre livelli, attraverso laboratori pratici, si realizzeranno dei video in cui il cinema verrà utilizzato come mezzo di indagine e ricerca, come modo di rappresentare idee e come strumento per dare contenuto al progetto.

 

Portfolio per il design degli interni

I contenuti saranno centrati sul rapporto tra segno e significato; uso del colore; scelta consapevole dei font; problemi di ridondanza nella comunicazione grafica. La principale finalità del modulo didattico è il consolidamento della cultura dell'immagine propria dello studente. Il Portfolio infatti rappresenta l'elaborato attraverso cui lo studente si presenta al mondo professionale ed è testimonianza della sua preparazione e del percorso di studi svolto.

 

 

Risultati di apprendimento previsti

Lo studente al termine del Laboratorio sarà messo in grado di affrontare un tema di design degli interni di una certa complessità, nelle sue diverse fasi. Da quella iniziale, di esplorazione del tema nei suoi risvolti culturali e sociali . A quelle successive, destinate prima alla formulazione di un layout capace di dare risposta innovativa alla domanda di abitare contenuta nel tema, quindi alla sua traduzione in un master plan adeguato ed infine alla verifica sperimentale del dispositivo spaziale e allestitivo ideato in un contesto fisico esistente. Ciò sarà fatto tenendo conto dei vincoli normativi, tecnologici, di risorse disponibili, assegnati. Coerentemente con gli obiettivi formativi fissati dal CdS, che prevede che la Laurea sia indirizzata alla formazione di figure con competenze tecniche, ma anche con adeguata preparazione critica e culturale, il Laboratorio prevede attività sia di ricerca, soprattutto nella fase iniziale, sia di sperimentazione progettuale, sulla base di una procedura specifica propria dell'Interior design, sulla base di un modello didattico sperimentato negli anni precedenti e formalizzato, nei suoi contenuti teorici, nel testo "Da spazio nasce spazio". Procedura che si differenzia da quella adottata per esempio nelle scuole di architettura.  Una particolare attenzione viene riservata alla capacità da parte dello studente di restituire le proprie proposte progettuali attraverso l'uso di tecniche grafiche avanzate e di modelli fisici.

 


Prerequisiti

Per accedere alla frequenza del Laboratorio di Sintesi Finale è richiesto il superamento di tutti gli insegnamenti di 1° anno, entro la sessione di settembre in cui si desidera inserire il Laboratorio nel Piano degli Studi, nonchè il superamento dei Laboratori di 2° anno.


Modalità di valutazione

Nel corso dell'anno verranno svolte delle valutazioni intermedie, chiamate prove in itinere, dei risultati delle diverse fasi del lavoro. La valutazione finale terrà conto dei risultati di tale prove e verterà, principalmente, sugli esiti del lavoro nella sua restituzione finale.

Il materiale previsto per la prova finale consiste in:

- book contenente i risultati del lavoro di ricerca, svolto sia a livello di gruppo che di coppia

- album contenente gli elaborati tecnici

- presentazione a video, costituita da filmati, immagini, ecc.

- modelli alle scale adeguate


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaLuciano Crespi, Da spazio nasce spazio. L'interior design nella trasformazione contemporanea, seconda edizione aggiornata, Editore: Postmedia Books, Anno edizione: 2018
Risorsa bibliografica facoltativaLuciano Crespi (ed.), Design Innovations for Contemporary Interiors an Civic Art, Editore: IGI Global, Anno edizione: 2016
Risorsa bibliografica obbligatoriaAnna Anzani, Eugenio Guglielmi, Memoria, bellezza e transdisciplinarit , Editore: Maggioli, Anno edizione: 2017, ISBN: 978-88-916-2084-2
Risorsa bibliografica obbligatoriaLuciano Crespi, Manifesto del design del non-finito, Editore: Postmedia Books, Anno edizione: 2018

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
98:00
147:00
Esercitazione
20:00
30:00
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
10:00
15:00
Laboratorio Di Progetto
22:00
33:00
Totale 150:00 225:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.2 / 1.6.2
Area Servizi ICT
04/06/2020