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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2017/2018
Scuola Scuola del Design
Insegnamento 051808 - LA BELLEZZA ITALIANA
Docente Cavalli Alberto
Cfu 6.00 Tipo insegnamento Monodisciplinare

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1087) DESIGN DEGLI INTERNI***AZZZZ051808 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1088) DESIGN DELLA COMUNICAZIONE***AZZZZ051808 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1089) DESIGN DELLA MODA***AZZZZ051808 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1090) DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE***AZZZZ051808 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1153) DESIGN DEGLI INTERNI***AZZZZ096714 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1154) DESIGN DELLA COMUNICAZIONE***AZZZZ096714 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1155) DESIGN DELLA MODA***AZZZZ096714 - LA BELLEZZA ITALIANA
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1156) DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE***AZZZZ096714 - LA BELLEZZA ITALIANA

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

La “bellezza” è un vantaggio competitivo che contribuisce a rendere una creazione attraente, desiderabile e di successo.

La bellezza italiana, in particolare, è una componente essenziale della creatività legata al mondo dell'eccellenza, che nel nostro Paese ha una lunga e prestigiosa storia.

Ma questa bellezza, lungi dall'essere solo una componente estetica e superficiale, si costruisce e si nutre di lavoro, impegno, tradizione e territorio, arte e mestiere.

Diventa ulteriore espressione di un talento che caratterizza l'eccellenza della produzione italiana, e che non può fare a meno dei mestieri d'arte (di tradizione o di nuova generazione) che sono legati al territorio, e che dall'arte, dalla storia e dalla bellezza stessa dei territori traggono forza e identità, in un ideale circolo virtuoso.

Comprendere come identificare gli elementi che stanno alla base di questa bellezza, e come decodificare la “costruzione” di questo pardigma o DNA in perenne mutamento significa riconoscere nel patrimonio materiale e immateriale italiano un'infinita fonte di ispirazione non solo creativa, ma anche professionale e progettuale.

Verrà dunque presentato, spiegato e commentato un modello / paradigma di bellezza italiana, composto da termini-concetti che saranno contestualizzati nell'ambito della manifattura,

della progettualità, della storia, dell'arte, della cultura italiane, al fine di identificare chiaramente qual è il ruolo di ognuna di queste componenti sia nel processo di costruzione della bellezza, sia nell'esito.

Ogni lezione sarà arricchita dalla testimonianza di uno specialista della moda, del design, dei beni culturali, della progettazione e così via.

La maggior parte delle lezioni non avverrà in aula, ma in luoghi emblematici della "bellezza milanese": musei, atelier, e così via.

1. Costruire la bellezza italiana: definizioni progressive di "bellezza", specificità italiana, radicamento della ricerca della bellezza nella cultura produttiva del nostro Paese. I mestieri d'arte alla radice del lusso, dell'eccellenza e della moda: la “bottega” di ieri e i “makers” di oggi.

2. INTERPRETAZIONE. Che cosa distingue un esecutore da un interprete? Perché la capacità di interpretare un progetto è stata storicamente una prerogativa italiana? L'interpretazione come mediazione culturale verso la creazione di bellezza.

3. TRADIZIONE. Il valore della tradizione nella percezione e nella produzione di bellezza: vincolo od opportunità? Tradizione o tradizioni? Il legame tra la bellezza e i patrimoni immateriali impone una costante azione creativa di valorizzazione, per poter riconoscere e innovare l'alta manifattura e la progettualità italiane.

4. ARTIGIANALITÀ. La bellezza e i mestieri tradizionali: saper-fare e arti applicate, oggi. Artigianalità come metodo e come benchmark di riferimento per la creatività e lo stile. Il valore del dialogo tra saper fare e saper creare, storicamente e nella contemporaneità.

5. AUTENTICITÀ. La bellezza italiana come fenomeno legato a una autorialità, a una identità da salvaguardare e da tutelare; bruttezza come kitsch e come surrogato, che aliena un oggetto dal suo significato. Autenticità e nuova vita dei manufatti: la perizia nel restauro e la perennità del bello.

6. INNOVAZIONE. La bellezza italiana è storicamente il frutto di una catena ininterrotta di innovazioni, spesso legate a un contesto storico ed economico ricco di dissonanza e di momenti di crisi. Innovare il metodo è necessario per innovare il prodotto, e innovare la tradizione è fondamentale per creare competitività attraverso la bellezza.

7. CREATIVITÀ. La bellezza italiana come progressiva affermazione di una creatività mai fine a se stessa ma sempre innervata di profondi riferimenti culturali, che si nutre delle opportunità offerte dai territori e che innova lo stile senza dimenticare la forma e la proporzione.

8. TALENTO. Il talento come dono, ma anche come prospettiva da coltivare attraverso l'educazione al bello. Una prospettiva particolarmente evidente nel mondo dello cinema, dell'opera, del teatro, dello spettacolo. L'Italia e la capacità di suscitare, attrarre, educare e conservare i talenti: la sfida della bellezza di domani.

9. ORIGINALITÀ. L'origine come differenza e l'origine come vicinanza alla fonte del valore: la bellezza italiana come distinta da tutto il resto, come valore assoluto, come rifiuto della auto-referenzialità verso una identità affermata e desiderata.

10. TERRITORIALITÀ. Paesaggio, ambiente, territorio: dal genius loci all'origine protetta, dalle materie prime alla capacitò di trasformazione. La bellezza della diversità: il design territoriale e le arti applicate oggi.

11. FORMAZIONE e COMPETENZA. Educare al bello e alla progettualità: la sfida comunicativa e formativa della contemporaneità. Competenza come metodo e come irrinunciabile riferimento per una bellezza non solo formale, ma anche metodologica e sostanziale.

12. La bellezza italiana: tutela, costruzione, interpretazione e dialogo. Commento del paradigma e ristrutturazione storico-culturale dei diversi punti analizzati.

Eventuali altre lezioni (a seconda del calendario): esercitazioni, visite, testimonianze, ripasso.


Note Sulla Modalità di valutazione

Il corso prevede frequenza obbligatoria.

Coloro che non riuscissero ad essere presenti ad almeno il 75% delle lezioni in aula devono contattare il docente, per stabilire insieme il programma d'esame.

L'esame prevede un colloquio incentrato sugli appunti delle lezioni e sulle parti dei testi selezionate dal docente.

Nel corso dell'anno è prevista una esercitazione, che gli studenti effettueranno divisi in gruppi ed esporranno alla classe.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaAlberto Cavalli, Giuditta Comerci, Giovanna Marchello, Il Valore del Mestiere. Elementi per una valutazione dell'eccellenza artigiana, Editore: Marsilio, Anno edizione: 2014 www.marsilioeditori.it
Risorsa bibliografica obbligatoriaStefano Micelli, Futuro artigiano, Editore: Marislio

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
34.0
esercitazione
16.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
0.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.1 / 1.6.1
Area Servizi ICT
08/12/2019