logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2017/2018
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 092101 - ARCHITETTURA SOCIALE
Docente Capolongo Stefano
Cfu 4.00 Tipo insegnamento Monodisciplinare

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1017) ARCHITETTURA - ARCHITETTURA DELLE COSTRUZIONI***AZZZZ092101 - ARCHITETTURA SOCIALE
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1018) ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA***AZZZZ092101 - ARCHITETTURA SOCIALE
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURA***AZZZZ092101 - ARCHITETTURA SOCIALE

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Il progetto di sviluppo e di emancipazione dell’umanità attraverso l’organizzazione di una società urbana totale manifesta oggi la propria crisi nel fatto che la promessa di nuove e migliori condizioni di vita si dimostra mantenuta solo per una piccolissima parte del pianeta. È per questo che va riesaminato il concetto stesso del termine benessere analizzando come tale concetto si è andato modificando nel tempo dall’accezione più antica, legata a una dimensione trascendente del senso della vita e della morte, a quella più recente legata in gran parte alle capacità di possesso e consumo. La ricerca del benessere si è andata sempre più traducendo in questi ultimi anni in un immenso spreco di risorse e nella limitazione delle possibilità stesse di sopravvivenza. Una società post-industriale, liberata dalla schiavitù della produzione di beni, che fonda il proprio benessere sullo sviluppo della creatività, sullo scambio di informazioni e sulla produzione di conoscenza, è una intuizione appena delineata nei suoi tratti generali. Ma quale ambiente saprà accogliere in un equilibrato rapporto tra l’uomo e la natura questa nuova società? Quale progetto siamo in grado oggi di definire per la costruzione di questa società, per la sua organizzazione, per realizzarne gli spazi di vita? Da sempre nel corso dei secoli al senso di insicurezza, di instabilità, di labilità della struttura sociale, di incertezza del vivere e del sopravvivere si sono contrapposte la fiducia e la speranza connesse all’atto del costruire, del fare architettura, dell’organizzare gli spazi sociali della città e del territorio. Una costante volontà di comprendere e di razionalizzare il fenomeno sociale, e il rapporto tra organizzazione sociale e organizzazione degli spazi fisici di vita, ha infatti portato l’Europa, nel corso di quasi cinquecento anni, a definire precise regole di comportamento sociale e precisi modelli di organizzazione dello spazio urbano e delle relazioni territoriali, fino a conseguire radicali trasformazioni e concreti miglioramenti nelle condizioni di vita. Non a caso a partire dall’esperienza traumatizzante a livello economico, sociale politico, religioso, culturale, vissuta dalle popolazioni delle città colpite dalle grandi epidemie, si è via via affermata la sperimentazione di nuove tipologie architettoniche, di nuovi sistemi costruttivi e da nuovi criteri di organizzazione urbana che hanno contribuito a radicare una nuova speranza di vita e fiducia nel futuro. Contro ogni evidenza che faceva della città il luogo prediletto della morte, si sono verificate proprio nella città, come in grandi laboratori sperimentali, le possibilità non solo di arginare le epidemie, ma di sviluppare ulteriori livelli di cooperazione sociale, di migliorare i sistemi di assistenza, di istruzione, di approvvigionamento alimentare e i livelli di nutrizione, di individuare nuove risorse e promuovere un miglior uso di quelle esistenti. Le sperimentazioni compiute nel XII e XIII secolo con i lebbrosari, successivamente con i lazzaretti e in particolare con i lazzaretti delle città di mare, le sperimentazioni che hanno caratterizzato le diverse fasi di sviluppo delle istituzioni assistenziali e la definizione delle tipologie degli organismi ospedalieri contemporanei, stanno a indicare la volontà di conseguire nuove condizioni di benessere, di promuovere attraverso l’attenzione posta non solo alla terapia, ma soprattutto alla prevenzione, lo sviluppo delle forze produttive e della città come luogo della loro massima espressione. A questo lungo lavoro è nostro compito dare continuità individuando innovative linee progettuali.


Note Sulla Modalità di valutazione

La frequenza al corso non è obbligatoria, ma fortemente consigliata. Ai non frequentanti è richiesto lo studio di ulteriori testi di cui vengono riportati i titoli nella bibliografia sotto riportata.

L’esame consiste in una prova orale che verte sui contenuti del ciclo di lezioni e sulla bibliografia riportata, con domande di carattere teorico sugli argomenti del corso volte a evidenziare la capacità dello studente di elaborare collegamenti fra i vari argomenti del corso.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaCapolongo S, Edilizia ospedaliera. Approcci metodologici e progettuali, Editore: HOEPLI, Anno edizione: 2006, ISBN: 9788820334963
Risorsa bibliografica obbligatoriaAttali J, L'Ordine cannibale. Vita e morte della medicina, Editore: Feltrinelli, Anno edizione: 1980, ISBN: 978-8807190032
Risorsa bibliografica obbligatoriaMcNeill W, La peste nella storia, Editore: Eunaudi, Anno edizione: 1981, ISBN: 9788866970163
Risorsa bibliografica facoltativaCapolongo S, Architecture for flexibility in healthcare, Editore: Franco Angeli, Anno edizione: 2012, ISBN: 9788820415020

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
42.0
esercitazione
0.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
0.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
27/09/2020