logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2016/2017
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 089719 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DEGLI INTERNI E CONSERVAZIONE DEL COSTRUITO 1
Docente Gabaglio Rossana , Ugolini Michele
Cfu 12.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1018) ARCHITETTURA - PROGETTAZIONE ARCHITETTONICAASIAZZZZA089719 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DEGLI INTERNI E CONSERVAZIONE DEL COSTRUITO 1

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Laboratorio di Architettura degli Interni e Conservazione del Costruito 1
Architettura degli Interni e Allestimento: prof. Michele Ugolini
Restauro Architettonico: prof. Rossana Gabaglio 

 

Osservare l’architettura “da dentro”, dal suo spazio interiore - necessariamente interiore - anche se all’aperto. Dove il nostro corpo, i nostri occhi, la nostra anima, respirano. 

Respirano l’aria luminosa che colma lo spazio trattenuto e circoscritto dalla solida materia.

Perché anche l’architettura è corpo e materia.
Il corpo e l’anima dell’uomo, il corpo e l’anima dell’architettura.
Non c’è anima senza corpo.
Così noi dobbiamo occuparci del corpo dell’architettura per parlare della sua anima.
Il nostro strumento per indagare il corpo e lo spazio dell’architettura è il progetto.
Se l’arte, come l’architettura, in quanto espressioni di intensità – di pensiero, di materia, di relazioni – per compiersi necessitano dell’energia vitale dell’uomo che le produce, le fruisce, le contempla, l’architettura, in particolare, necessita anche dell’uomo che la abita.
E sorgono delle domande.
“Per chi” e “Per che cosa”; “Perché”; “Come”; “Secondo quali principi” l’architettura si costituisce e si rende necessaria.
Quali sono le ragioni del proprio valore. Secondo quali presupposti di intelligibilità e di intrinseca chiarezza l’architettura può farsi conoscenza trasmissibile, oggi come nella storia.
Didatticamente riteniamo che l’architettura non ammetta mediazioni e che l’unico approccio possibile, al nuovo come all’esistente, sia il progetto. In particolare ci interessa il rapporto tra l’uomo e lo spazio. Lo spazio abitabile, costruito e definito dagli elementi architettonici che lo circondano, andrà inteso come condensatore di un sistema complesso di relazioni, non solo funzionali.

Si vuole delineare un progetto che, partendo dall’interpretazione dell’esistente, si configuri nei suoi margini, divisori e arredi, per essere verificato sino al dettaglio, cogliendo nell’internità il carattere specifico dello spazio e individuando in luce, colore, materia, forma, geometria, misura e proporzione specificità dell’architettura di cui il progetto, di conservazione e d’interni, si fa interprete. 

Ma tra nuovo ed esistente non vi è soluzione di continuità, vi è solo trasformazione nel tempo: indagare la storia per approdare al futuro rappresenta il punto di partenza di un processo progettuale.
Diviene perciò necessario saper vedere. Bisogna allenare lo sguardo alla lettura e alla comprensione della natura stratificata della città esistente e dei suoi luoghi, più in generale dell’architettura.
Questa capacità di guardare e ascoltare ciò che ci circonda ci impone il rispetto della fitta trama di segni sedimentati dal tempo che, nel loro continuo mutamento, si fanno elementi che arricchiscono il patrimonio esistente stimolando al contempo l’azione progettuale.
Si tratta allora di disvelare, a volte anche solo per frammenti, potenziali identità inespresse per arrivare a materializzarle nella realtà e farle uscire dal loro stato latente.
Prestare attenzione ai materiali e ai dettagli, alla storia che in essi è inscritta dal tempo che fluisce ininterrotto, significa acquisire la consapevolezza che l’architettura è corpo costruito vissuto dalle persone che la abitano. 

Ascoltare, guardare, sentire l’architettura, per comprenderla nella sua anima profonda, per progettare il mutamento, alla ricerca della forma appropriata.

Il rilievo, nella sua accezione più vasta, rappresenta una possibilità di conoscenza approfondita di un’opera architettonica; il progetto, di cui il rilievo è parte, ne rappresenta la sua estrinsecazione in forma di cambiamento.
Rilevare non vuol dire solo prendere misure e restituirle graficamente, vuol dire, utilizzando specifici strumenti e metodi, indagare, ricercare, conoscere e capire, per acquisire consapevolezza della natura complessa e articolata dell’architettura, nel tempo e nella storia.
Il laboratorio si propone di delineare un progetto che, dal processo di conoscenza fino alla costruzione, intrecciando punti di vista e problematiche specifiche delle discipline della conservazione e degli interni, sia effettivamente contemporaneo perché nutrito dall’esistente e, al contempo, aperto verso il futuro.

Alcune questioni da precisare sulle modalità operative:
- il lavoro proposto si svolge su base annuale e prevede di affrontare esercitazioni iniziali e successivamente lo sviluppo completo di un progetto: quest’ultimo dovrà svolgersi in un luogo determinato (probabilmente lontano da Milano) per porre in essere quelle dinamiche di confronto con la realtà che tali tematiche comportano e necessitano; 

- particolarmente importanti sono i sopralluoghi all’area di progetto, a volte prolungati per più giorni, sia per espletare le fondamentali operazioni d rilievo, sia per approfondire quel più generale rapporto di conoscenza diretta del luogo, dello spazio e dei suoi manufatti;

- guardare, osservare, leggere, studiare, riflettere, pensare sono strumenti indispensabili di cui ognuno di noi è dotato a priori;

- il ricercare negli archivi, il rilevare sul campo, fotografare, ma anche attraversare, vedere e persino toccare, sia le cose vicine che quelle lontane nello spazio e nel tempo, sia quelle grandi che quelle piccole, sono il modo in cui ci si approccia all’architettura, al suo corpo, al suo spazio costruito;
- lo schizzo, il disegno tecnico a matita, i modelli di studio, sono gli strumenti necessari alla prima fase di comprensione, riflessione e restituzione progettuale;
- in generale negli elaborati finali è richiesto un alto grado di qualità grafica, anche digitale, e una precisa qualità realizzativa dei modelli insieme all’uso della fotografia e di presentazioni informatizzate;
- il lavoro, nel suo sviluppo annuale, organizzato sia individualmente che in piccoli gruppi secondo le necessità e il numero degli iscritti, si svolgerà continuativamente in aula per l’intera giornata e sarà costantemente verificato, anche nel rispetto delle scadenze; sarà inoltre sostenuto da verifiche seminariali, particolarmente utili alla circolazione delle idee espresse dai singoli progetti che, in quanto patrimoni di conoscenza, dovranno rendersi collettivi;
- la frequenza è obbligatoria ed è necessaria la partecipazione a tutte le lezioni, alle verifiche in itinere, agli ex-tempore, ai workshop, così come la consegna di tutti i materiali;
- per garantire in alcuni momenti una significativa accelerazione progettuale, oltre la normale cadenza settimanale, si ritiene fondamentale utilizzare la modalità del workshop didattico in cui per diversi giorni continuativamente, in aula o soggiornando sul luogo, ci si applicherà in maniera intensiva al lavoro di analisi e progetto;
- è previsto, negli spazi della scuola o sul luogo di progetto, l’allestimento di mostre degli elaborati didattici prodotti (tavole e modelli) e la presentazione digitale pubblica dei lavori;
- il ciclo di lezioni riguarderà il progetto d’architettura e si avvarrà anche di specifici apporti esterni, a volte dei progettisti stessi, per la presentazione di opere significative, possibilmente realizzate; 

- eventuali viaggi-studio d'architettura o visite a mostre, organizzati all’interno del laboratorio sono da intendersi parte integrante del suo percorso didattico; 

- trattandosi di un laboratorio biennalizzabile (per chi poi decidesse di proseguirlo), nel secondo anno (Laboratorio di Architettura degli Interni e Conservazione del Costruito 2) si affronterà un nuovo e diverso tema di progetto;
- per quanto riguarda la tesi di laurea, per chi sarà in futuro eventualmente interessato a svolgerla all’interno del nostro laboratorio, il lavoro prodotto durante il secondo anno costituirà la base per lo sviluppo e l’approfondimento del progetto e degli elaborati da portare alla discussione in sede di commissione di laurea: per poter proseguire con la tesi è evidentemente necessario un alto grado di qualità del progetto da presentare, sia per quanto riguarda i contenuti progettuali che per le modalità di rappresentazione;

 

Fare laboratorio per noi vuol dire fare progetto.
Nel caso specifico ci occuperemo di un edificio e dello spazio pubblico aperto in cui è inserito.
Il progetto si spingerà sino alla definizione di una nuova parte edificata in ampliamento a quella esistente, quale confronto aperto e compositivamente consapevole tra ciò che l’edificio è stato, è ora, e ciò che sta diventando.
Il progetto, atto di conoscenza del reale e interpretazione del possibile, partendo da un approfondimento analitico-interpretativo approderà alla ridefinizione critica e consapevole degli elementi architettonici che caratterizzano la fabbrica e il suo contesto – elementi che lo rendendolo unico per materia, forma e luogo - attraverso la trasformazione sia dei suoi interni che dello spazio circostante.

Ma allora, alla fine, come ci immaginiamo che debba essere il nostro laboratorio? Un luogo in cui docenti e studenti si impegnano collettivamente a progettare architettura in un continuo scambio di idee e di esperienza; in cui allo studente è richiesto un apporto di riflessione e critica costante, un impegno continuo e attivo: insomma di estrinsecare una passione.


Note Sulla Modalità di valutazione

Modalità di verifica, valutazione e consegna degli elaborati
Gli elaborati finali consisteranno nelle tavole realizzate a computer e perfettamente stampate (sia di analisi che di progetto), nella realizzazione di uno o più modelli definitivi precisamente realizzati, nella predisposizione e proiezione di una presentazione digitale che dovrà contenere il racconto e l’iter del percorso progettuale e di analisi seguito utilizzando gli schizzi e le immagini fotografiche dei modelli di studio e di quello finale oltre ai disegni definitivi.

Tutti i materiali prodotti andranno consegnati alla docenza sia su supporto cartaceo che digitale, con modalità di archiviazione predefinite, e concorreranno alla costituzione di un archivio del laboratorio quale testimonianza di un lavoro di ricerca che si svilupperà nel corso degli anni.

La frequenza è obbligatoria ed è necessaria la partecipazione a tutte le lezioni, alle verifiche in itinere, agli ex-tempore, ai workshop, così come la consegna di tutti i materiali.

Per garantire in alcuni momenti una significativa accelerazione progettuale, oltre la normale cadenza settimanale, si ritiene fondamentale utilizzare la modalità del workshop didattico in cui, per diversi giorni continuativamente in aula o soggiornando sul luogo, ci si applicherà in maniera intensiva al lavoro di analisi e progetto.

Lezioni teoriche ed assistenza al lavoro di progettazione saranno scandite da verifiche in itinere tese a valutare il grado di preparazione dello studente, di approfondimento dei temi proposti e il livello grafico raggiunto. Lo studente è tenuto a rispettare le consegne con la cadenza richiesta; si ritiene fondamentale ai fini della possibilità di accedere alla verifica finale la consegna di tutti i materiali con la messa a punto delle correzioni indicate.

È previsto alla fine dell’anno negli spazi della scuola e sul luogo del progetto, quale momento di valutazione conclusiva, l’allestimento di mostre degli elaborati didattici (tavole e modelli) prodotti nel laboratorio, come momento di verifica e di riflessione critica collettiva.

Allo studente è richiesto un apporto di idee e proposte sui temi assegnati, nonché una riflessione critica sul proprio lavoro, un impegno continuo e una partecipazione costante e attiva.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaOttolini Gianni, Forma e significato in architettura, Editore: Libreria Clup, Anno edizione: 1996
Risorsa bibliografica obbligatoriaGio Ponti, Amate l'architettura. L'architettura è un cristallo, Editore: Vitali e Ghianda, Genova, Anno edizione: 1957
Note:

riedizione da: Cusl, Milano 2004

Risorsa bibliografica obbligatoriaCornoldi A. (a cura di), Gli interni nel progetto sull'esistente, Editore: Il Poligrafo, Padova, Anno edizione: 2007
Risorsa bibliografica obbligatoriaBoriani M. (a cura di), Progettare per il costruito, Editore: Città Studi, Anno edizione: 2008
Risorsa bibliografica obbligatoriaRoberto Rizzi (a cura di), Civiltà dell'abitare. L'evoluzione degli interni domestici europei, Editore: Lybra, Milano, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica obbligatoriaGianni Ottolini (a cura di), La stanza, Editore: Silvana, Cinisello Balsamo, Anno edizione: 2011
Risorsa bibliografica obbligatoriaZevi L. (a cura di), Manuale del restauro, Editore: Mancosu, Anno edizione: 2001
Risorsa bibliografica obbligatoriaOttolini G., Architettura degli interni domestici, Editore: Cortina, Anno edizione: 2015, ISBN: 978-88-7043-192-6

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
35.0
esercitazione
15.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
0.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.1 / 1.6.1
Area Servizi ICT
04/04/2020