logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2014/2015
Scuola Scuola del Design
Insegnamento 096733 - VERO/FALSO/VEROSIMILE
Docente Vitale Giovanna
Cfu 5.00 Tipo insegnamento Monodisciplinare

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1153) DESIGN DEGLI INTERNI***AZZZZ096733 - VERO/FALSO/VEROSIMILE
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1154) DESIGN DELLA COMUNICAZIONE***AZZZZ096733 - VERO/FALSO/VEROSIMILE
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1155) DESIGN DELLA MODA***AZZZZ096733 - VERO/FALSO/VEROSIMILE
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1156) DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALE***AZZZZ096733 - VERO/FALSO/VEROSIMILE

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Vero/Falso/Verosimile

Il racconto credibile

Il designer ha una necessità primaria: quella di essere in grado di produrre rappresentazioni e strumenti di comunicazione efficaci e utili per attivare il dialogo e la condivisione del senso tra individui. Il progettista deve assumersi sempre la responsabilità comunicativa e inventare personali metodi per registrare ciò che percepisce, deve produrre artefatti utili per rendere partecipi gli altri delle proprie inedite visioni e deve far emergere gli elementi d’intersoggettività e i significati condivisibili all’interno dell’equipe di lavoro e con gli utenti finali. Per raggiungere lo scopo occorre mettere in campo l’abilità nel descrivere con il linguaggio verbo-visivo, che è proprio del campo del progetto, e allenarsi a costruire racconti percepibili, significativi e credibili.

 

Oggetto

Il corso ha per oggetto il tema di una vicenda, la serie di eventi raccontati soprattutto attraverso le immagini, e prende in considerazione numerosi esempi storici: dai dipinti delle Tombe egizie alla Colonna traiana, dall’arazzo di Bayeux, ai cicli pittorici di Giotto, nella Basilica Superiore di Assisi, o di Piero della Francesca, in S. Francesco a Arezzo. Li propone, facendo notare il perdurare del senso attraverso i secoli, come esempi ante litteram di storyboard, operazioni compiute di storytelling a tal punto da essere usati ancor oggi, per esempio nel cinema (verranno portati gli spezzoni dei film in oggetto) come location altamente narrative.

Si renderà visibile una prospettiva storica: dall’antichità, per scoprire insieme da quando l’uomo abbia fatto uso del linguaggio delle immagini per raccontare una storia con immediatezza a un pubblico il più possibile vasto, attraversando i secoli per osservare quali e quante “storie credibili” siano state raccontate con efficacia, dalla “Donazione di Costantino” ai “luoghi leggendari” e ai “mondi immaginari”, fino ai giorni nostri per smontare e comprendere le operazioni narrative messe in campo dalle marche con la comunicazione strategica che completa ed esalta le azioni di branding.

 

Questioni affrontate

Le caratteristiche di natura comunicativa, estetica ed emozionale sono da prescrivere con la stessa attenzione di quelle ingegneristiche e tecniche. Bisogna capire che un prodotto o un servizio, credibile e coerente, deve poggiare su un immaginario reso condivisibile. Perciò si cercheranno risposte a questioni, sempre attuali, quali: come inventarsi il racconto credibile? Come individuare un canovaccio visivo che contenga gli argomenti forti, veri e vincenti? Come individuare la trama narrativa giusta da mostrare agli altri osservatori?

 

Lo scopo didattico

Lo scopo didattico del corso è duplice: da un lato l’osservazione condivisa della necessità di rappresentare in maniera credibile e, dall’altro, l’allenamento della capacità dei partecipanti di costruire “racconti per immagini” capaci di comunicare con efficacia e immediatezza.

Si punta alla trasmissione di strumenti critici e metodologici per il riconoscimento e poi la progettazione di racconti condivisibili, di rappresentazioni credibili, di conversazioni strategiche. Lo scopo finale è raggiungere la consapevolezza della complessità sistemica dell’azione di visual design, attraverso il contatto con strategie creative vincenti e avanzate.

 

Il percorso

Prevede sia esposizioni ex cathedra, sia una fase conclusiva con esercitazione pratica.

 

Esercitazione pratica

Verterà sulla realizzazione guidata di una tavola del “Basic Approach” esperienziale da parte di ogni singolo studente (vedi G. Vitale “Prima del progetto”, Lupetti 2009). Si tratta di un metodo immersivo che porterà gli studenti a visitare e a fare esperienza dei luoghi, dei prodotti e delle emissioni comunicative di una marca, scelta insieme, a smontarne il “mondo verosimile” messo in scena per il pubblico e a rappresentarne qualità differenziali e Weltanschauung della brand scoperte insieme.

 

Bibliografia minima

Eco, U., Storia delle terre e dei luoghi leggendari, Bompiani 2013

Noble, I., Bestley, R., Comunicare con le immagini, Zanichelli 2013

Semprini, A., Marche e mondi possibili, Franco Angeli 1993

Vitale, G., Prima del progetto, Lupetti 2009

Vitale, G., Il design di sistema per le istituzioni culturali, Zanichelli 2013

Calabrese, O., Bettini, M. (a cura di) Voi non siete qui. Catalogo della mostra, Skira 2006

 


Note Sulla Modalità di valutazione
 

Bibliografia

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
34.0
esercitazione
16.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
0.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.1 / 1.6.1
Area Servizi ICT
08/12/2019