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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2014/2015
Scuola Scuola di Architettura e Società
Insegnamento 093343 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA
Docente Corno Luca , Fianchini Maria , Gritti Andrea
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAC12AZZZZA093343 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Il laboratorio propone un progetto applicato al patrimonio costruito in una fase di profondi mutamenti della cultura architettonica e delle sue possibilità operative, nella quale si richiede alle discipline del progetto un autentico confronto con la scarsità delle risorse non rinnovabili (compreso il suolo) e con la valorizzazione  dell’ambiente antropizzato.

Su questi terreni si intendono misurare i benefici indotti dai diversi approcci alla cultura della sostenibilità, sia in termini di analisi dei fenomeni in atto che di interpretazione delle strategie da adottare.

 

Il contesto culturale dell’esperimento progettuale

Sotto il profilo della riflessione teorica il laboratorio intende confrontarsi con una genealogia di concetti.

Restauro, ripristino, recupero, riuso, riciclo sono i termini che la cultura del progetto architettonico e urbano (soprattutto italiana) ha sperimentato dalle tesi di E.N. Rogers sulle “preesistenze ambientali” ad oggi.

Questi termini sono caratterizzati da un’interessante oscillazione tra un minimo e un massimo di intervento sulla materia costruita e sull’energia incorporata da quella materia, in virtù della sua organizzazione in forme architettoniche.

Sebbene questi termini siano stati considerati essenziali per una più coerente relazione  tra il patrimonio costruito la sua tutela e la sua trasformazione, le politiche che li hanno applicati non si sono sottratte al primato delle prescrizioni (quantitative e normative) perdendo spesso di vista il senso di quelle che avrebbero dovuto essere opzioni qualitative.

Al contempo si è assistito ad un progressivo schiacciamento del vocabolario strumentale del progetto architettonico su quello in uso presso altre discipline e culture.

Nel confrontarsi con il patrimonio costruito il laboratorio riconosce l’intima relazione tra l’ambiente fisico e la storia delle comunità che lo hanno plasmato.

Il patrimonio costruito è quindi inteso come giacimento non solo di strutture e di forme, ma anche di valori e dinamiche culturali e sociali.

Nel concetto di giacimento si coniugano la dimensione fisico-materiale e quella energetica, intesa in senso lato come successione delle azioni antropiche e ambientali che ne hanno determinato la costituzione.

Per questo motivo il laboratorio intende proporre, in  termini operativi, una riflessione sugli effetti indotti dalle azioni progettuali tanto sulla materia, che costruisce i territori abitati dall’uomo, quanto sull’energia, che misura il lavoro necessario per la loro costruzione e per il loro mantenimento.

In questa prospettiva si vuole attribuire un significato essenziale alla dimensione temporale dei fatti architettonici e urbani, consapevoli che “la generazione di un evento architettonico non si limita al breve spazio di tempo in cui viene progettato e costruito … comincia prima, quando sul filo della memoria degli eventi che lo hanno preceduto, si decide di metterlo in atto; e continua dopo, nell’uso, nelle trasformazioni che subisce, nelle memorie che suscita e che si trasferiscono in altri eventi che seguiranno” (De Carlo 1984).

Nello sviluppare la propria intenzione progettuale il laboratorio non si limita quindi alla ricerca di volumi edificati da sottrarre alla distruzione o da riconsegnare a nuovi usi, ma di architetture che esprimendo  valori, anche immateriali, costituiscono il patrimonio delle società e delle culture che li hanno determinati.

Questa intima dialettica tra i manufatti e i modi in cui sono (o sono stati) abitati sarà utilizzata come scandaglio per rivelare strategie progettuali efficaci in contesti caratterizzati da "paesaggi ibridi", “spazi senza nome", “terrains vagues”, ovvero l’esteso campionario che ha popolato i territori  della dispersione insediativa a partire dall’ultimo scorcio del XX secolo.

Il laboratorio promuove la conoscenza di casi studio esemplari (sia in Italia che all’estero) nel quale siano stati favoriti nuovi cicli di vita dei suoli urbanizzati, anziché il consumo di nuovi, o specifici  processi di riuso, di recupero e di riciclo dei materiali architettonici complementari a interventi di riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio.

 

L’esperimento progettuale

La ricerca progettuale si concentra su un campione territoriale costituito da tessuti, reti, edifici e suoli dove convivono episodi di archeologia industriale e spazi produttivi di più recente realizzazione.

Il laboratorio considera queste componenti del patrimonio costruito quali risorse rinnovabili.

Nel nostro paese, a partire dagli anni ’80, il dibattito disciplinare si è concentrato sul destino  dei recinti industriali abbandonati negli anni ‘70 e '90 del Novecento divenuti, per dimensione e localizzazione, strategici ai fini del ripensamento degli assetti urbani consolidati.

A distanza di quasi trent’anni da quelle prime sperimentazioni il problema si pone in modo differente, estendendosi i fenomeni di abbandono, di sottoutilizzo e di obsolescenza anche a manufatti, tessuti e reti che individuano ampi residui urbani interessati da incerti processi di insediativi.

Il tema scelto dal laboratorio si riferisce pertanto alla definizione di un nuovo ciclo di vita per gli spazi e i manufatti  coinvolti in queste dinamiche.

Attraverso operazioni di sottrazione, innesto, recupero, stratificazione si vogliono promuovere nuove, più durevoli e più sostenibili configurazioni spaziali, soprattutto in ambiti territoriali densamente abitati.

Gli strumenti operativi ricavati dalla conoscenza di casi studio connessi con strategie progettuali ispirate ai concetti di recupero, riuso e riciclo favorirà un approccio multidisciplinare teso a reinterpretare i vincoli (economici, normativi, tecnologici, ecologico-ambientali) che hanno condizionato il ciclo di vita degli spazi e dei manufatti oggetto dell’indagine  progettuale.

L’esperimento progettuale sarà finalizzato a individuare più aggiornate metodologie di interpretazione del rapporto tra nuovo ed esistente,  finalizzate a supportare operazioni di rigenerazione alle diverse scale di intervento.

 

Le fasi di elaborazione

Nello sviluppo delle attività si assumono come fondamentali le implicazioni pratiche e teoriche del progetto di architettura inteso come strumento per la “misura del contesto” e per la “configurazione dello spazio abitato”.

Per lo sviluppo di questi passaggi si ritiene essenziale la rappresentazione delle idee progettuali attraverso diagrammi in grado di esprimere sinteticamente gli elementi essenziali della proposta.

Il percorso sarà quindi articolato intorno a due fasi di elaborazione, che procederanno in parallelo, e che saranno reciprocamente correlate da momenti di discussione e valutazione.

Una fase sarà dedicata alla definizione delle soluzioni progettuali relative a spazi e  manufatti soggetti a pratiche di abbandono o sottoutilizzo: dalla definizione attraverso alternative del programma di usi e funzioni fino alla identificazione di specifiche articolazioni dedicate alla sostenibilità degli interventi proposti.

L’altra fase di elaborazione sarà dedicata alle tecniche di descrizione e interpretazione del contesto territoriale assegnato e si concentrerà sulla valorizzazione dell’intervento di recupero/riuso/riciclo delle strutture esistenti lette nel loro complesso come espressione di un campo territoriale esteso e complesso.

L’attività di laboratorio prevede integrazioni e conversazioniin forma seminariale, intese, al contempo, come incursioni nei /escursioni dai  “territori dell’architettura”.

Gli approfondimenti bibliografici saranno dedicati a testi che abbiano assunto il patrimonio costruito come oggetto privilegiato dell'azione progettuale.

Specifiche bibliografie tematiche saranno dedicate agli argomenti integrativi l’attività progettuale e comunicate durante lo svolgimento del laboratorio.

 

L’integrazione in “morfologia dei tessuti e caratteri tipologici dell’architettura”.

Assunto come fondativo il nesso pratico-teorico tra morfologia urbana e tipologia edilizia, l’integrazione intende proporre una riflessione specifica su alcune strategie operative utili alla definizione tanto degli assetti formali quanto di quelli tipologici.

Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema delle organizzazioni formali e strutturali degli ecosistemi territoriali in modo che possano essere resi disponibili agli studenti specifici strumenti per lo sviluppo dell’esperimento progettuale assegnato.

In particolare si indagheranno i principi morfogenetici e i caratteri tipologici alla luce della dialettica tra persistenza e variabilità, tra conservazione e trasformazione, tra fragilità e complessità degli stati di equilibrio formale.

Questi modelli offriranno l’occasione per interpretare e governare sistemi dinamici non-lineari o adattativi complessi come quelli territoriali caratterizzati dagli attuali fattori di crisi e dalla scarsità delle risorse.

 

L’integrazione in “analisi prestazione del costruito”

Nell’ambito del laboratorio l’obiettivo della diagnostica prestazionale è  valutare la relazione di adeguatezza tra i sistemi edilizi oggetto dell’elaborazione progettuale in rapporto alle strategie d'uso e alle relative scale di intervento.

Nel caso di edifici già utilizzati l’analisi prestazionale orienta il progetto di adeguamento / riqualificazione.

Nel caso di edifici vuoti o da destinare a nuovi usi, permette di valutare i livelli di compatibilità rispetto a eventuale ipotesi di nuove funzioni/attività e di individuare le potenziali criticità da risolvere attraverso il progetto.

In caso di assenza di ipotesi di riferimento l’analisi prestazionale offre gli strumenti per orientare la scelta di nuove destinazioni d'uso.

La diagnostica prestazionale opera attraverso metodologie e strumenti diversi (in parte quantitativi, in parte qualitativi) operando confronti con requisiti prestazionale derivati, a seconda dei casi, da normative cogenti e/o di consiglio, buone pratiche, esigenze implicite e/o esplicite di committenti, utenti, ecc.

Nell’ambito del laboratorio gli ambiti esigenziali (sicurezza, benessere, fruibilità, salvaguardia energetica, ecc.) sono trattati con differenti livelli di approfondimento, in rapporto al tema progettuali e agli obiettivi di intervento.


Note Sulla Modalità di valutazione

Gli elaborati prodotti dagli studenti (riuniti in gruppi di 3/4) saranno valutati nel corso di 2 seminari dedicati alle 2 fasi complementari del corso.

Il primo seminario verterà sulla presentazione dei contenuti progettuali dedicati alle strategie di recupero/riuso/riciclo del primario complesso produttivo oggetto di indagine.

Il secondo seminario valuterà le modalità di relazione della proposta progettuale con il contesto assegnato intendendo con ciò verificare le effettive capacità di rigenerazione delle strategie assegnate .

Agli studenti saranno offerti materiali illustrativi del contesto oggetto di studio, specifiche descrizioni dei manufatti cui applicare le soluzioni progettuali esempi significativi di interventi nel campo del recupero/riuso/riciclo.

Fin dai primi incontri i gruppi sono chiamati a formalizzare uno specifico ”programma di ricerca” che verrà costantemente aggiornato in base all’avanzamento delle soluzioni progettuali.

Il progetto sarà preceduto da lezioni e incontri dedicati alla presentazioni di casi studio e al consolidamento del contesto disciplinare di riferimento.

Durante il seminario conclusivo ai gruppi verrà richiesta la dimostrazione di coerenza tra il “programma di ricerca” preliminarmente assunto e la soluzione progettuale adottata nel contesto specifico.

In sede di esame si verificherà l’apporto individuale degli studenti ai gruppi di lavoro e il livello di approfondimento dei temi affrontati nel laboratorio. 


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaBelgiojoso L. B. e altri (a cura di), Riuso e riqualificazione edilizia negli anni '80, Editore: Franco Angeli, Anno edizione: 1981, ISBN: 9788820421359
Note:

Atti del convegno:

Risorsa bibliografica obbligatoriaRassegna, I territori abbandonati, Anno edizione: 1990, Fascicolo: 42
Risorsa bibliografica obbligatoriaCiorra P., Marini S.(a cura di), Re-Cycle. Strategie per l'architettura, la città e il pianeta, Editore: Electa, Anno edizione: 2011, ISBN: 9788837088965
Note:

Catalogo della mostra in corso al MAXXI di Roma: 1 dicembre 2011 - 29 aprile 2012

Risorsa bibliografica facoltativaLynch K.,, Deperire. Rifiuti e spreco di uomini e città, Editore: CUEN, Anno edizione: 1992, ISBN: 887146177X
Risorsa bibliografica facoltativaMcDonough W., Braungart M., Dalla culla alla culla. Come conciliare tutela dell'ambiente, equità sociale e sviluppo, Editore: Blu Edizioni, Anno edizione: 2003, ISBN: 9788887417722
Risorsa bibliografica facoltativaAugé M., Rovine e macerie. Il senso del tempo , Editore: Bollati Boringhieri, Anno edizione: 2004, ISBN: 9788833915166
Risorsa bibliografica facoltativaLatouche S., Breve trattato sulla decrescita serena, Editore: Bollati Boringhieri, Anno edizione: 2008, ISBN: 9788833980027
Risorsa bibliografica facoltativaAutori Vari, Nuove Ecologie, Anno edizione: 2008 http://www.excave.it/pdf/NuoveEcologie_AttiDelConvegno.pdf
Note:

Atti della "Giornata di incontri sulle trasformazioni urbane e territoriali", Modena 24-05-2008

Risorsa bibliografica obbligatoriaCarlos Martí Arís, Le variazioni dell'identità. Il tipo di architettura, Editore: CittàStudi, Anno edizione: 1996, ISBN: 9788870059052
Risorsa bibliografica obbligatoriaJames Douglas, Building Adaptation, Editore: Elsevier ltd, Anno edizione: 2006, ISBN: 9780750666671

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
66.0
esercitazione
46.0
laboratorio di progetto
73.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
24/10/2020