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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2014/2015
Scuola Scuola del Design
Insegnamento 096198 - LABORATORIO CONCEPT DESIGN/CONCEPT DESIGN STUDIO
Docente Bruno Davide Maria , Roda Rui Miguel Ferreira , Seassaro Alberto
Cfu 18.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Des (Mag.)(ord. 270) - BV (1160) DESIGN DEL PRODOTTO PER L'INNOVAZIONEPR1AZZZZA096198 - LABORATORIO CONCEPT DESIGN/CONCEPT DESIGN STUDIO

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Scuola del Design. A.A. 2014_2015

1° anno Laurea Magistrale di Design del prodotto per l'innovazione

LABORATORIO CONCEPT DESIGN/CONCEPT DESIGN STUDIO

Il Laboratorio di Concept design è costituito da tre moduli di insegnamento indipendenti che hanno come risultato didattico la realizzazione di tre differenti progetti portati alla scala del concept. Ogni modulo di 6 cfu induce lo studente ad affrontare un punto di vista particolare della progettazione così che lo studente, alla fine del semestre laboratoriale, possa essersi confrontato con tre diversi temi progettuali tra loro indipendenti, sia per tematica, sia per metodo, sia per modalità di conduzione e docenza.
Il fine è quello di immergere lo studente del primo anno di Laurea Magistrale in un'esperienza progettuale intensiva, articolata e multiforme, facendogli apprendere l’importanza delle diverse culture ed approcci operativi cui il design contemporaneo si riferisce parallelamente.

Il Laboratorio si compone di tre corsi distinti, ognuno dei quali si articola in un arco di tempo di circa 5 settimane. Ogni modulo si conclude con un esame di valutazione del lavoro svolto dagli studenti. La media dei voti conseguiti nei tre moduli costituirà il voto conclusivo del Laboratorio.

Primo modulo _ Progettare il sistema prodotto _ Davide Bruno _ dall'8 ottobre al 7 novembre 2014

Secondo modulo _ Visioning _ Alberto Seassaro _ dal 12 novembre al 19 dicembre 2014

Terzo modulo _ Product Cultures _ Rui Roda Miguel Ferreira _ tutto gennaio 2015

 

Programma del Primo Modulo (prof. Davide Bruno)

Il primo modulo del laboratorio di concept design ha come finalità la progettazione di attrezzature e oggetti tecnici per lo sport e per le competizioni olimpioniche.
Particolare attenzione è focalizzata alla capacità innovativa nel produrre elementi “leggeri” di supporto alle attività sportive, e più in generale, ai temi di riferimento, ci si propone di fornire agli studenti le competenze e l'insieme dei fondamenti disciplinari necessari a una forma di progettazione integrata degli aspetti tecnici, prestazionali, morfologici, comunicativi e strategici dei prodotti industriali. Si eseguiranno simulazione del processo di progettazione il cui obiettivo è produrre effetti d’innovazione a livello di sistema-prodotto (prodotto, processo, comunicazione). Si procederà attraverso lo sviluppo del concept tra teorie e metodi di progettazione, di massima del prodotto industriale. La rappresentazione del progetto sarà attraverso lo sviluppo di un concept avanzato rappresentato attraverso tavole sinottiche, scenari, bozzetti, rendering e disegni per la definizione di idee innovative e delle caratteristiche tecniche, estetiche, funzionali e prestazionali del prodotto.

Nel laboratorio di progettazione del prodotto verrà richiesto agli studenti, riuniti in team di lavoro, di affrontare la fase di analisi, di scenario e di progettazione di alcune tipologie di prodotti industriali. Inoltre sarà richiesto di sviluppare un progetto di prodotto fondato sull'innovazione tecnologica che investe il mondo nei prossimi anni. In questo caso gli studenti si dovranno confrontare attraverso la definizione di scenari possibili a breve e medio termine finalizzati allo sviluppo di nuovi prodotti dedicati all'aumento della qualità prestazionale attraverso la definizione di concetti inediti mirati, necessariamente, a ridefinire il posizionamento delle imprese sul mercato. Verrà richiesto allo studente di sviluppare una capacità di analisi riferita, da un lato, ai singoli oggetti (alle loro caratteristiche dimensionali e formali, agli elementi e ai materiali che li compongono, ai modi del loro funzionamento, al sistema produttivo che li origina) e, dall'altro lato, al livello relazionale che si stabilisce tra prodotti, ambiente e utilizzatori.
Verrà posta particolare attenzione al processo di analisi, di trasferimento da altri settori merceologici oltreché la possibilità di definire in alcuni casi scenari possibili nei prossimi anni.



Il corso intende fornire inoltre un'adeguata conoscenza:
 dei metodi d'indagine e delle tecnologie per il controllo della qualità;
 delle risorse in termini sia ambientali che energetici con particolare riferimento ai problemi di impatto ambientale; di integrazione dei sistemi di produzione;
 di innovazione tecnico-metodologica.
 In tale ambito tematico gli studenti affronteranno anche la definizione del campo d'interazione soggetto/prodotto e delle relazioni di contesto, l'individuazione delle modalità interattive e delle loro variabilità e articolazioni, onde mettere a punto le linee di compatibilità lungo cui le variabili del prodotto confermano interfaccia e prestazioni "a misura d'uomo", d'ordine funzionale come simbolico e culturale.
 L'attenzione degli studenti sarà sollecitata anche nei confronti dei processi industriali affinché considerino la reciprocità dei vincoli fra progettazione e produzione, con particolare riguardo alle interazioni degli addetti ai cicli produttivi con talune caratteristiche dei materiali, dei dispositivo tecnologici, delle strutture organizzative.


Bibliografia del Modulo del Prof. Bruno

D. Bruno, Cultura, finanza, politica: verso una nuova speranza progettuale, Editore: Aracne Roma, Anno edizione: 2008, ISBN: 978-88-548-0167-7

D. Bruno, Questione di Metodo: analisi, sintesi, teorie e casi di studio sulla cultura del progetto, Editore: Aracne Roma, Anno edizione: 2009, ISBN: 978-88-548-2359-4

D. Bruno, Design: progettazione continua, Nuove tecniche di sviluppo dei prodotti industriali, Editore: Maggioli, Anno edizione: 1999

D. Bruno, Learning design by design Experience, Poli.design Editore, Milano 2002, Editore: Poli.design Editore, Milano, Anno edizione: 2001

D. Bruno, Dalla tradizione al futuro: comunicare in movimento. Comunicazione, design dei trasporti, arte e cultura, Skira Editore, Milano 2011.

 

Programma del Secondo Modulo (prof. Alberto Seassaro)

Visioning è un termine di origine economico-aziendale, recentemente entrato in uso anche nel mondo del design, nell'ambito della "scenaristica" che indica le attività di progetto finalizzate a prefigurare interventi capaci di incidere sulle trasformazioni (di ordine sociale, economico, ambientale) che si prevede potrebbero determinarsi in tempi medio brevi. Visioning è un neologismo che rimanda alle due modalità fenomeniche con cui si manifesta la luce: "sight" (it. "vista") e "vision/view" (it. “visione/veduta") – l'atto del vedere e il suo risultato – che richiamano direttamente la disciplina del "design" che sovrintende al "progetto della realtà sensibile" – in cui è preponderante, con la "percezione visiva", l'azione della luce.

Il modulo di "Visioning" propone agli studenti un percorso di "Light visioning", ovvero di sperimentazione morfologico-linguistica" mirata ad esplorare progettualmente la fenomenologia della luce. Assunto questo "universo tematico" si procederà in un breve itinerario, mediante lezioni condotte dalla docenza (di storia, scienze umane, scienze naturali, tecnica, arti visive, architettura, linguaggio ecc.), a tratteggiare e rendere intelleggibile il “sistema della luce” assumendola dapprima come "narrazione" (raccolta di materiali "Light book" di ciascuno studente) e poi come "metafora" su cui costruirà (individualmente o in gruppo) una elaborazione "concettuale" fondata sul rapporto "forma/contenuto".

La "sperimentazione progettuale" delle "forme sensibili" della luce, si verificherà quindi attraverso la realizzazione materiale (condotta manualmente dagli studenti) di un "artefatto luminoso" (light cube), espressione di un concept, che verrà valutato nel corso dell'esame seminariale conclusivo. Il tema della "luce" – e l’approccio progettuale del "visioning" – esprime il massimo grado di complessità progettuale: per i caratteri fisici e percettologici che implica, per la vastità degli ambiti di politica industriale e sociali che investe, per l’importanza economica e produttiva dei comparti merceologici di prodotto e di servizio che muove, per la estrema articolazione degli scenari simbolici ed estetici che evoca, per la rilevanza storico-culturale ed artistica che sottende, ed anche per i contenuti disciplinari e scientifico-metodologici di Design che esprime. Esso costituisce per il Laboratorio di Concept Design l'opportunità più appropriata per il conseguimento delle sue finalità formative e culturali. Una breve essenziale bibliografia, di supporto al processo progettuale, verrà consegnata all’inizio del corso.

Bibliografia del modulo del Prof. Seassaro

Antonella, Penati (a cura di), Design e Narrazioni ( 3 voll.):
– E' il design una narrazione?
– il design costruisce mondi.
– il design vive di oggetti-discorso.
Editore: Mimesis, Anno prima edizione: 2013

Frova Andrea, Luce, colore, visione: perché si vede ciò che si vede,
Editore: Rizzoli, Milano, Anno prima edizione: 2000

Sedlmayr Hans, La Luce nelle sue manifestazioni artistiche,
Editore: Aesthetica, Palermo, Anno prima edizione: 1994

Brusatin Manlio, Storia dei colori,
Editore: Einaudi, Torino, Anno prima edizione: 1999

Roberto Casati, La scoperta dell' ombra,
Editore: Laterza, Bari, Anno prima edizione :2008

Altri testi - indicati dalla docenza durante lo svolgimento del laboratorio - potranno integrare le conoscenze degli studenti per meglio
supportare l'esercizio progettuale.

 

Programma del Terzo Modulo (prof. Rui Roda Miguel Ferreira)

Il terzo modulo ha come obiettivo fare immergere gli studente all’interno di una scala culturale e spaziale molto dilatata e solitamente estranea alle dimensioni ed ai caratteri del product design: quella dei luoghi urbani e ambientali senza uso, dei cimiteri industriali e delle aree dismesse, delle marginalità urbane e della periferia metropolitana o suburbana. Come punto di partenza per una comprensione del tema, saranno presentati casi emblematici tangibili, forme di relazione con i ‘rifiuti’ urbani, su diversa scala e di diversa natura, presenti nelle città e nei paesaggi; questi dialoghi vengono inoltre proposti per aree artistiche che producono metafore al fine di una approssimazione al tema, con motivazioni comuni ma trasversali alla disciplina del design, e che dimostrano a volte l’importanza dell’inclusione della dimensione sociale nella portata delle soluzioni.

Si propone lo sviluppo di esercizi e processi che forniranno forme concettuali d’idee orientate a modelli rigenerativi dei ‘prodotti abbandonati’, nei quali gli studenti avranno come sfida quella di esercitare la capacità di confrontarsi con dimensioni e problemi insoliti atipici, che dipendono da processi di osservazione e sensibilità molto peculiari, e che in tal modo possono essere ricondotti a casi progettualmente tangibili all’espressione nelle espressioni del designer contemporaneo. Sulla base di una profonda riflessione sul significato di nuovi usi della città, gli studenti dovranno avere come riferimento, tutte le volte che sarà possibile, l’integrazione di processi di coinvolgimento di comunità locali nella ricerca di possibili variabili da integrare nei processi di rifunzionalizzazione, formulare un appello alla consapevolezza del significato di uso della città nel XXI secolo in termini di abitabilità, in termini di nuovi modelli capaci di dialogare con nuove forme di riorganizzazione del mondo richiesto dalla microimprenditorialità di massa, da nuovi modelli di riorganizzazione sociale, di svago, tra gli altri modelli.

L’esercizio ha come obiettivo creare una prospettiva dialogante con il sistema d’uso dei prodotti obsoleti delle città che produrrà, come possibili ipotesi, scenari elastici ed utili alla rappresentazione di una nuova filosofia generale del progetto, quello che offrirà la continuità di uso degli spazi interni della città.

Bibliografia del modulo del Prof. Roda

Indicazioni bibliografiche puntuali seguiranno nel corso delle lezioni


Note Sulla Modalità di valutazione

Il laboratorio di Concept design è costituito da tre moduli di insegnamento indipendenti che hanno come risultato didattico lo svolgimento di tre autonome esperienze progettuali.
Ogni modulo si conclude con un proprio esame e con una valutazione del lavoro svolto dagli studenti. La media dei voti conseguiti nei tre moduli costituirà il voto conclusivo del laboratorio.


Bibliografia

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
120.0
esercitazione
30.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
9.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
21.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua / Italiano / Inglese
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.1 / 1.6.1
Area Servizi ICT
17/10/2019