logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2020/2021
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 056006 - LABORATORIO DI ARCHITETTURA DEGLI INTERNI
Docente Gabaglio Rossana , Ugolini Michele
Cfu 10.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1195) ARCHITETTURA - AMBIENTE COSTRUITO - INTERNI - ARCHITECTURE - BUILT ENVIRONMENT - INTERIORSAC2AZZZZD056006 - LABORATORIO DI ARCHITETTURA DEGLI INTERNI
ACIAZZZZD056006 - LABORATORIO DI ARCHITETTURA DEGLI INTERNI

Obiettivi dell'insegnamento

Il laboratorio affronta il progetto di architettura dal punto di vista dello spazio interno. In quanto fenomeno fondativo indipendente dalla scala alla quale si applica, esso si caratterizza per una peculiare attenzione ai suoi fruitori e ai loro gesti di relazione e di apertura agli altri e al mondo; viene colto e determinato come concreto corpo costruito, nella dinamica, verificata fino alla scala del dettaglio, fra i suoi margini edificati, la luce che lo anima, gli arredi che lo attrezzano, i materiali e gli elementi decorativi che lo qualificano; mira a definire una precisa identità di ogni luogo, nella dialettica fra impianto spaziale, figurazione, dimensionamento, aspetti strutturali, controllo ambientale, prestazioni energetiche. Il laboratorio pone particolare attenzione al recupero del patrimonio edilizio e architettonico esistente e spesso fragile, interpretando i temi posti dell'abitare contemporaneo, da quelli della residenza a quelli di organismi complessi e multifunzionali per la cultura, i sistemi museali e il vivere sociale, fino a quelli della riqualificazione e attrezzatura degli spazi aperti.

Le integrazioni disciplinari che caratterizzano ciascuna sezione (Progettazione architettonica, Tecnologia dell’architettura, Architettura del paesaggio, Restauro, Progettazione urbana) consentono, nell’intreccio fra i contenuti teorici propri di ogni disciplina, differenti angolature tematiche e declinazioni progettuali esplicitate nei singoli programmi.


Risultati di apprendimento attesi

Secondo i Descrittori di Dublino (DdD), il superamento dell’esame attesta l'acquisizione dei seguenti risultati:

DdD 1, conoscenza e comprensione:

- conoscenza degli elementi fondamentali dell’architettura degli interni e delle sue modalità di applicazione nel processo progettuale ai fini della trasformazione dei luoghi e degli spazi abitati.

 

DdD 2, capacità di applicare conoscenza e comprensione:

- capacità di controllo degli aspetti compositivi del progetto e dei suoi connotati tipologici e funzionali, che regolano i rapporti qualitativi delle forme architettoniche dello spazio.

 

DdD 3 (autonomia di giudizio), 4 (abilità comunicative) e 5 (capacità di apprendimento):

- capacità di operare e di comunicare in autonomia le scelte progettuali effettuate (DdD 3, 4 e 5).


Argomenti trattati

Laboratorio di Architettura degli Interni (Sezione D)  a.a. 020.021

Architettura degli Interni 6cfu: prof. Michele Ugolini 

Restauro 4cfu: prof. Rossana Gabaglio

(presentazione del Laboratorio:https://web.microsoftstream.com/video/cfc676ce-747b-4be5-92e8-d9d9c26ede08)

Osservare l’architettura “da dentro”, dal suo spazio interiore - necessariamente interiore - anche se all’aperto. Dove il nostro corpo, i nostri occhi, la nostra anima, respirano. 

Respirano l’aria luminosa che colma lo spazio trattenuto e circoscritto dalla solida materia.

Perché anche l’architettura è corpo e materia.
Il corpo e l’anima dell’uomo, il corpo e l’anima dell’architettura.
Non c’è anima senza corpo.
Così noi dobbiamo occuparci del corpo dell’architettura per parlare della sua anima.
Il nostro strumento per indagare il corpo e lo spazio dell’architettura è il progetto.
Se l’arte, come l’architettura, in quanto espressioni di intensità – di pensiero, di materia, di relazioni – per compiersi necessitano dell’energia vitale dell’uomo che le produce, le fruisce, le contempla, l’architettura, in particolare, necessita anche dell’uomo che la abita.
E sorgono delle domande.
“Per chi” e “Per che cosa”; “Perché”; “Come”; “Secondo quali principi” l’architettura si costituisce e si rende necessaria.

 

Il laboratorio

Il Laboratorio di Architettura degli Interni integrato da Restauro propone agli studenti un approccio multidisciplinare che metta in sinergia attraverso un percorso di ricerca comune le discipline della progettazione dell’architettura e degli interni con quello della conservazione del patrimonio costruito affidando al progetto il ruolo di catalizzatore unificante dei diversi saperi.

Il laboratorio si occuperà della valorizzazione di contesti complessi, caratterizzati dalla presenza di uno spazio pubblico composto da uno o più edifici esistenti, approfondendo sia il tema degli spazi interni, sia degli spazi aperti in cui gli edifici sono inseriti rileggendone la loro dimensione spaziale, materica, la loro condizione ambientale e di confort bioclimatico, per arrivarne a strutturare un progetto d'insieme (masterplan).

Il progetto si spingerà sino alla definizione di una nuova parte edificata in ampliamento a quelle esistenti, quale confronto aperto e compositivamente consapevole tra ciò che l’edificio è stato, è ora, e ciò che sta diventando.

Si vuole delineare un progetto che, partendo dall’interpretazione dell’esistente, si configuri nei suoi margini, divisori e arredi, per essere verificato sino al dettaglio, cogliendo nell’internità il carattere specifico dello spazio abitabile e individuando in luce, colore, materia, forma, geometria, misura e proporzione specificità dell’architettura di cui il progetto si fa interprete. 

Ma tra nuovo ed esistente non vi è soluzione di continuità, vi è solo trasformazione nel tempo: indagare la storia per approdare al futuro rappresenta il punto di partenza di un processo progettuale.
Diviene perciò necessario saper vedere. Bisogna allenare lo sguardo alla lettura e alla comprensione della natura stratificata della città esistente e dei suoi luoghi, più in generale dell’architettura.

Obiettivo è sviluppare la capacità di guardare e ascoltare ciò che ci circonda e che ci impone il rispetto della fitta trama di segni sedimentati dal tempo che, nel loro continuo mutamento, si fanno elementi che arricchiscono il patrimonio esistente stimolando al contempo l’azione progettuale.
Si tratta allora di disvelare potenziali identità inespresse per arrivare a materializzarle nella realtà e farle uscire dal loro stato latente.
Prestare attenzione ai materiali e ai dettagli, alla storia che in essi è inscritta dal tempo che fluisce ininterrotto, significa acquisire la consapevolezza che l’architettura è corpo costruito vissuto dalle persone che la abitano. 

Ascoltare, guardare, sentire l’architettura, per comprenderla nella sua anima profonda, per progettare il mutamento, alla ricerca della forma appropriata.

Il rilievo, nella sua accezione più vasta, rappresenta una possibilità di conoscenza approfondita di un’opera architettonica; il progetto, di cui il rilievo è parte, ne rappresenta la sua estrinsecazione in forma di cambiamento.
Rilevare non vuol dire solo prendere misure e restituirle graficamente, vuol dire, utilizzando specifici strumenti e metodi, indagare, ricercare, conoscere e capire, per acquisire consapevolezza della natura complessa e articolata dell’architettura, nel tempo e nella storia.

Una attenzione ai principi bioclimatici permetterà di riflettere sulle possibili modalità di controllo ambientale e di verifica del confort termico a livello di sito e di singoli edifici.

Il progetto, atto di conoscenza del reale e interpretazione del possibile, partendo da un approfondimento analitico-interpretativo approderà alla ridefinizione critica e consapevole degli elementi architettonici che caratterizzano la fabbrica e il suo contesto – elementi che lo rendendolo unico per materia, forma e luogo – attraverso la trasformazione sia dei suoi interni che dello spazio circostante, per arrivare a definire spazi abitabili e confortevoli (all'aperto e al chiuso) completi delle loro attrezzature d'arredo verificate sino al dettaglio. 

In particolare ci interessa il rapporto tra l’uomo e lo spazio, individuando nell’internità il carattere specifico dello spazio abitabile, costruito e definito dagli elementi architettonici che lo circondano, che andrà inteso come condensatore di un sistema complesso di relazioni, non solo funzionali.

Si partirà dall’analisi di alcune opere architettoniche significative da verificare secondo le due diverse discipline.

Il laboratorio si propone di strutturare un progetto che, dal processo di conoscenza fino alla costruzione, intrecciando punti di vista e problematiche specifiche delle discipline della Progettazione dell’Architettura e degli Interni, della Conservazione del Patrimonio Costruito sia effettivamente contemporaneo perché nutrito dall’esistente e, al contempo, aperto verso il futuro. 

 

Modalità didattiche operative: 

- didatticamente riteniamo che l’architettura non ammetta mediazioni e che l’unico approccio possibile, al nuovo come all’esistente, sia il progetto;
- il lavoro proposto si svolge su base semestrale e prevede di affrontare esercitazioni iniziali e successivamente lo sviluppo completo di un progetto;

- il lavoro di progetto proposto vuole porre in essere quelle dinamiche di confronto con la realtà che il progetto stesso comporta e necessita, conseguentemente dovrà svolgersi in un luogo determinato (la città di Piacenza; per maggiori specifiche vedere in fondo al programma) e in relazione con gli enti territoriali (comuni, provincie, parchi, ecc.) e le rappresentanze portatrici delle istanze sociali presenti in quel contesto;

- particolare importanza rivestono i sopralluoghi all’area di progetto, sia per espletare le fondamentali operazioni di rilievo, sia per approfondire quel più generale rapporto di conoscenza diretta del luogo, dello spazio e dei suoi manufatti, oltre che dei suoi attori istituzionali e sociali e più in generale delle esigenze che un territorio esprime ma esso potrà essere effettuato solo ed esclusivamente se le norme e le condizioni di sicurezza sanitaria lo consentiranno; 

- la componente teorica del lavoro didattico riguarderà il progetto d’architettura e si comporrà di lezioni finalizzate allo sviluppo delle tematiche progettuali di volta in volta affrontate; a tal scopo ci si avvarrà anche di specifici apporti esterni, a volte dei progettisti stessi, per la presentazione di opere significative;

- il lavoro di analisi e progetto, organizzato in gruppi secondo le necessità e il numero degli iscritti, per una parte si potrebbe svolgere in aula per l’intera giornata (al momento non vi è ancora nessuna certezza) nel pieno rispetto e secondo quelle che saranno le indicazioni di sicurezza;

- l’aula è, oltre che un luogo di lavoro nel quale produrre un avanzamento delle proprie ricerche e dei propri elaborati, il luogo in cui svolgere un incessante scambio e dialogo tra studenti, docenti e collaboratori; tale scambio si potrà avere anche con modalità online; 

- il laboratorio e la sua organizzazione sono pensati per poter comunque garantire la piena operatività sia in caso di svolgimento parzialmente in presenza, sia in caso di totale didattica a distanza, così come è avvenuto, con buoni risultati, nel secondo semestre dell'anno accademico appena conclusosi;

- il lavoro sarà costantemente verificato in itinere (anche nel rispetto delle scadenze) e sarà inoltre sostenuto da verifiche seminariali particolarmente utili alla circolazione delle idee espresse dai singoli progetti che, in quanto patrimoni di conoscenza, dovranno rendersi collettivi;

- in generale negli elaborati finali è richiesto un alto grado di qualità grafica, anche digitale, e una precisa qualità realizzativa dei modelli insieme all’uso della fotografia e di presentazioni informatizzate;
- la frequenza è obbligatoria ed è necessaria la partecipazione a tutte le lezioni, alle verifiche in itinere, agli ex-tempore, ai workshop, così come la consegna di tutti i materiali; - è previsto, negli spazi della scuola o sul luogo di progetto (se le condizioni sanitarie e di sicurezza lo consentiranno), l’allestimento di mostre degli elaborati didattici prodotti (tavole e modelli) e la presentazione digitale pubblica dei lavori, quale momento di verifica e di riflessione critica collettiva;

- ulteriori indicazioni bibliografiche, oltre a quelle riportate di seguito, verranno fornite in aula relativamente agli specifici argomenti trattati;

- guardare, osservare, leggere, studiare, riflettere, pensare sono strumenti indispensabili di cui ognuno di noi è dotato a priori;

- il ricercare negli archivi, il rilevare sul campo, fotografare, ma anche attraversare, vedere e persino toccare, sia le cose vicine che quelle lontane nello spazio e nel tempo, sia quelle grandi che quelle piccole, sono il modo in cui ci si approccia all’architettura, al suo corpo, al suo spazio costruito;
- lo schizzo, il disegno tecnico a matita, i modelli di studio, sono gli strumenti necessari alla prima fase di comprensione, riflessione e restituzione progettuale. 

 

Fare laboratorio per noi vuol dire fare progetto. Come e dove. 

La pandemia da Covid-19, superato il periodo d'emergenza, impone una nuova strategia di pensiero oltre che di azione, ponendo la salute delle persone quale bene primario e la sua tutela, a partire da una rilettura del rapporto con il territorio, come condizione necessaria da perseguire. Tale strategia è utile anche per definire città meno vulnerabili, più sostenibili e resilienti. 

L'ambito territoriale di progetto riguarda la città di Piacenza e il tema della rigenerazione urbana dei quartieri periferici attraverso una strategia d’implementazione di nuove "Case della Salute" (CdS) quali presidi territoriali di tipo sanitario e sociale in una situazione di nuova normalità post Covid-19.  

L'obiettivo è di trasformare le Case della Salute da semplici presidi di tipo sanitario in nodi d’innovazione sociale, ambientale, architettonica e urbana nei quartieri della città, per promuovere una rinnovata cultura della salute e dell'assistenza, favorendo benessere e inclusione sociale per tutte le fasce di popolazione, equità nell’accesso alle strutture socio-sanitarie. 

Le Case della Salute, come i municipi e le scuole, dovranno assumere sia un valore urbano definendo nuove forme di centralità periferiche lavorando nella relazione tra edificio, contesto e servizi erogati, sia un ruolo identitario per la comunità, in un rinnovato senso dell’abitare città più salubri. Dovranno farsi costruttori di nuove urbanità in senso spaziale, architettonico e ambientale, migliorando accessibilità e accoglienza, valorizzando i luoghi e il patrimonio costruito abbandonato o sottoutilizzato. 

Il tema generale di progetto riguarderà la definizione di una strategia localizzativa di Case della Salute nei quartieri della città di Piacenza attraverso l'individuazione di alcuni immobili abbandonati o sottoutilizzati quale azione di recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico esistente in relazione con il sistema della mobilità dolce, dei parchi urbani, delle scuole e degli altri edifici pubblici. 

Il tema specifico di lavoro riguarderà la progettazione di una Casa della Salute. Il progetto giungerà a definire i suoi spazi interni sino alle attrezzature d'arredo e i suoi spazi aperti egualmente attrezzati. Diventa perciò importante che il progetto non si chiuda in se stesso ma si apra alla relazione con l'intorno in un reciproco scambio con le spazialità interne. 

Ma alla fine, come ci immaginiamo che debba essere il nostro laboratorio? Un luogo in cui docenti e studenti si impegnano collettivamente a progettare architettura in un continuo scambio di idee e di esperienza in cui lo studente è sollecitato a estrinsecare una passione. 


Prerequisiti
 

Modalità di valutazione

Modalità di verifica, valutazione e consegna degli elaborati
Gli elaborati finali (d’esame) consisteranno nelle tavole realizzate a computer e perfettamente stampate (sia di analisi che di progetto), nella realizzazione di uno o più modelli definitivi precisamente realizzati, nella predisposizione e proiezione di una presentazione digitale che dovrà contenere il racconto consapevole del progetto e l’iter del percorso analitico-progettuale seguito (nella presentazione si utilizzeranno gli schizzi e le immagini fotografiche dei modelli di studio e di quello finale oltre a tutti i disegni definitivi). 

Il momento conclusivo del laboratorio, corrispondente alla valutazione finale (esame), si concretizzerà in una mostra degli elaborati sopra descritti (se possibile, in relazione alle condizioni sanitarie future, da tenersi negli spazi della scuola ed eventualmente sul luogo di progetto, oppure da realizzarsi online) con una presentazione digitale, orale e pubblica, del lavoro di analisi e di progetto.

Alla presentazione parteciperanno (in presenza oppure online) ospiti esterni (altri docenti o progettisti); il loro apporto rappresenta per tutto il laboratorio (studenti e docenti) un momento di assunzione di responsabilità pubblica del lavoro svolto, oltre che di verifica e di riflessione critica collettiva.

Concorreranno inoltre alla valutazione finale le verifiche in itinere (svolte durante l’anno) tese a valutare il grado di preparazione dello studente, l’approfondimento dei temi proposti e il livello progettuale raggiunto.

Lo studente è tenuto a rispettare le consegne con la cadenza richiesta; si ritiene fondamentale ai fini della possibilità di accedere alla valutazione finale la consegna di tutti i materiali con la messa a punto delle correzioni indicate.

Tutti i materiali finali, perfettamente redatti, andranno consegnati alla docenza sia su supporto cartaceo che digitale, con modalità di archiviazione predefinite, e concorreranno alla costituzione di un archivio del laboratorio quale testimonianza di un lavoro di ricerca che si svilupperà nel corso degli anni.

Allo studente è richiesto un apporto di idee e proposte sui temi assegnati, nonché una riflessione critica sul proprio lavoro, un impegno continuo e una partecipazione costante e attiva e dovrà dimostrare conoscenza dei temi trattati, autonomia di giudizio, capacità di comprensione e di approfondimento e abilità comunicativa.

 


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaGianni Ottolini, Forma e significato in architettura , Editore: Libreria Clup,, Anno edizione: 1996
Risorsa bibliografica obbligatoriaAdrano Cornoldi (a cura di), Gli interni nel progetto sull'esistente, Editore: Il Poligrafo, Anno edizione: 2007
Risorsa bibliografica obbligatoriaMaurizio Boriani (a cura di), Progettare per il costruito, Editore: Città Studi, Anno edizione: 2008
Risorsa bibliografica obbligatoriaRoberto Rizzi (a cura di), Civiltà dell'abitare. L'evoluzione degli interni domestici europei, Editore: Lybra, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica obbligatoriaGianni Ottolini (a cura di), La stanza, Editore: Silvana, Anno edizione: 2011
Risorsa bibliografica obbligatoriaGio Ponti, Amate l'architettura. L'architettura è un cristallo, Editore: Vitali e Ghianda - Genova, Anno edizione: 1957 Note: riedito da: Cusl, Milano 2004
Risorsa bibliografica obbligatoriaZevi L. (a cura di), Manuale del restauro, Editore: Mancosu, Anno edizione: 2001
Risorsa bibliografica obbligatoriaValentina Dessì, Progettare il comfort urbano. Soluzioni per un integrazione tra societa'e territorio, Editore: Simone editore, Anno edizione: 2007
Note:

capitoli 4, 9, 10, 11

Risorsa bibliografica obbligatoriaGianni Ottolni, Architettura degli interni domestici, Editore: Cortina, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriaV.Dessì, E. Farne', L. ravanello, M.T. Salomoni, RIGENERARE LA CITTA' CON LA NATURA. Strumenti per la progettazione degli spazi pubblici tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, Editore: Maggioli, Anno edizione: 2016
Note:

SI SCARICA GRATUITAMENTE da: https://www.researchgate.net/publication/304827844_RIGENERARE_LA_CITTA'_CON_LA_NATURA-Strumenti_per_la_progettazione_degli_spazi_pubblici_tra_mitigazione_e_adattamento_ai_cambiamenti_climatici

Risorsa bibliografica obbligatoriaCroce S., Fiori M., Poli T., Città resilienti e coperture a verde, Editore: Maggioli, Anno edizione: 2017
Note:

Capitolo 1, fino a pag. 105

Risorsa bibliografica obbligatoriaAntonio Brambilla, Gavino Maciocco, Le Case della Salute. Innovazione e buone pratiche., Editore: Carocci Faber, Anno edizione: 2016
Risorsa bibliografica obbligatoriaS. Capolongo, M.Mauri, G. Peretti, R. Pollo, C. Tognolo, G. Zingaretti, Centri Socio-Sanitari Territoriali, Anno edizione: 2016

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
36:00
39:00
Esercitazione
24:00
26:00
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
60:00
65:00
Totale 120:00 130:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
15/05/2021