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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2020/2021
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 053005 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE
Docente Farris Amanzio , Gallizioli Caterina , Ugolini Michele
Cfu 12.00 Tipo insegnamento Laboratorio
Didattica innovativa L'insegnamento prevede  1.0  CFU erogati con Didattica Innovativa come segue:
  • Soft Skills

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (1 liv.)(ord. 270) - MI (1094) PROGETTAZIONE DELL'ARCHITETTURAMIAAZZZZN053005 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE

Obiettivi dell'insegnamento

Il Laboratorio di Progettazione finale fornisce un'esperienza progettuale complessa e multidisciplinare, accompagnata dall’approfondimento di alcune questioni specifiche che si pongono al centro della pratica, della cultura e del dibattito architettonico contemporaneo. Attraverso una sperimentazione progettuale che si differenzia nei diversi laboratori per temi e per scale di approfondimento affrontate, obiettivo comune è quello di sviluppare un'azione progettuale di sintesi che sappia coniugare l’argomentazione teorica del tema proposto con l'attività applicata fondata sulle capacità e sui contenuti acquisiti nel percorso triennale.

È prevista un’esperienza di didattica innovativa (1 cfu) dal titolo “Projectelling” finalizzata all’accrescimento delle capacità di comunicazione degli esiti dell’attività progettuale.


Risultati di apprendimento attesi

A valle dell’esperienza del Laboratorio lo studente matura la capacità di mettere a sistema le diverse conoscenze apprese negli anni precedenti e nell’esperienza laboratoriale stessa promuovendo la sinergia tra discipline scientifiche, tecnologiche, artistiche e umanistiche al fine di arricchire e di saper integrare gli ambiti di riferimento che devono essere considerati nell’attività progettuale.


Argomenti trattati

LABORATORIO DI PROGETTAZIONE FINALE: Progetto e Arredo degli Spazi Aperti

Progetto e Arredo degli Spazi Aperti 4CFU: prof. Michele Ugolini

Progetto degli Spazi Aperti Periurbani e Naturali 4CFU: prof.ssa caterina Gallizioli

Progetto degli Interni Urbani Attrezzati 4CFU: prof. Amanzio Farris 

Collaborano al Laboratorio i proff. Francesco Occhiuto e Madì Reggio 

 

Perché occuparsi di progetto e arredo degli spazi aperti: 
negli ultimi trent'anni un vasto panorama di realizzazioni, progetti e un considerevole fervore di iniziative sta producendo un forte cambiamento della configurazione di cospicue porzioni degli spazi pubblici urbani delle città europee così come dei centri minori. Un fenomeno in costante diffusione, come testimoniato dall’elevato numero di concorsi di architettura indetti dalle pubbliche amministrazioni nei quali sono impegnati tanti architetti (giovani) italiani.

Partendo dalla necessità di una riflessione su un fenomeno così diffuso il laboratorio di “Progetto e arredo degli spazi aperti” vuole conseguentemente affrontare le tematiche (problematiche) e le domande sociali che emergono al riguardo degli spazi pubblici aperti, in particolare quelli urbani (strade, piazze, aree verdi) nei quali si esprimono peculiari valori collettivi e sociali. Per loro natura tali luoghi sono aperti all’incontro tra le persone e all’espressione delle relazioni intersoggettive.

A partire dagli anni cinquanta del secolo scorso i luoghi urbani dei piccoli e dei grandi centri, più in generale il territorio urbanizzato, hanno subito un incessante processo di modificazione dal quale è scaturito una messa in crisi dei processi di identificazione collettiva nella loro proiezione e dimensione spaziale. La perdita di identità e valore dei luoghi della città che cambia nel suo continuo divenire necessitano pertanto di un ripensamento che non può esprimersi solo alla scala urbana o del territorio ma si deve realizzare in intorni più limitati, spazialmente definiti in ambiti riconoscibili.
Il progetto di architettura è l’interprete necessario per una loro possibile riconfigurazione, esso necessita però della sua specificazione alla scala dell’arredo per definirne nel quotidiano il carattere dei luoghi e per coniugarne specifici valori di abitabilità. Si vuole porre l’accento sui luoghi, con le loro peculiarità e caratteristiche (contestuali, culturali, storiche, fisico materiche, luministiche e meteorologiche), e sullo spazio quale momento fondativo di una dimensione architettonica più generale.

Lo spazio è da intendersi come catalizzatore non di generiche funzioni ma come sistema complesso di relazioni che si esprimono, oltre che alla scala urbana, anche alla scala ravvicinata dell’individuo-cittadino che abita gli spazi, in questo caso pubblici. Crediamo che quella dell’abitabilità degli spazi sia una delle caratteristiche peculiari e principali sulla quale riflettere per una loro possibile riconfigurazione che non tradisca i bisogni e le attese che in essi si esprimono.
Il progetto di architettura riferito agli spazi aperti pone in essere, dal punto di vista operativo, la necessità di un confronto costante e continuo tra la piccola scala, quella che giunge sino al dettaglio e che contraddistingue in particolare il ‘lavorare in sezione’, e la scala più grande, quella che si affronta solitamente attraverso la lettura planimetrica d’insieme degli ambiti urbani interessati ancorché definiti dimensionalmente.

“Architettura volume zero”, così come recita il titolo di una pubblicazione sul tema, rappresenta una sfida alla formazione tradizionale degli architetti abituati da un lato ad esprimere troppo spesso proposizioni sulla città che non approdano oltre la scala 1:1.000 e dall’altro a formalizzare solo strutture architettoniche volumetricamente definite. Gli spazi aperti chiedono invece di affrontare una delle domande che la contemporaneità esprime da un punto di vista diverso: riconoscendo nell’internità il carattere fondante dell’architettura e nello spazio attrezzato la sua necessaria coagulazione per renderlo abitabile.

I luoghi della città carichi di storia, di segni e di relazioni ci chiedono di ridefinirne il valore semantico per una loro possibile riconoscibilità (forse) condivisa. Essi ci chiedono anche di lavorare per segni più intimi e delicati che solo la materia fisica, di cui l’architettura è costituita, consente. Si tratta allora di disvelare, a volte anche solo per frammenti, potenziali identità inespresse per arrivare a materializzarle nella realtà e farle uscire dal loro stato latente. È sempre il progetto di architettura lo strumento in nostro possesso che rinnova e modifica i dati contestuali e che, appunto, è capace di rivelare, aprendoli a una nuova fruizione e caricandoli di nuovi valori, possibili altri usi e significati dei luoghi e degli ambiti della nostra vita collettiva aperti al cielo e all’orizzonte.

 

Contenuti dell’insegnamento e struttura didattica
il laboratorio si comporrà di un ciclo di lezioni per il quale ci si avvarrà anche di specifici apporti esterni in relazione ai diversi argomenti trattati: sia per la presentazione di progetti significativi e di casi esemplari raccolti nel panorama europeo, sia per l’approfondimento di temi peculiari riguardanti gli spazi pubblici aperti.

Gli studenti dovranno dapprima affrontare un breve lavoro di ricerca e, successivamente, uno di progetto; quest’ultimo dovrà svolgersi in un luogo determinato per porre in essere quelle dinamiche di confronto con la realtà che tali tematiche comportano e necessitano: si ritiene pertanto importante elaborare collettivamente un approfondito lavoro di mappatura e analisi del contesto oggetto di studio e costituire una diretta relazione con gli enti istituzionali (comuni, provincie, parchi, ecc.) e le rappresentanze sociali portatrici di specifiche istanze che caratterizzano il territorio.

Per l’elaborazione del progetto si partirà dall’analisi di alcune opere architettoniche significative quale momento di confronto critico per arrivare a cogliere i caratteri fondanti e le specificità necessarie a strutturare il progetto di uno spazio pubblico aperto attrezzato, configurato nei suoi elementi, margini e arredi, per affrontare poi la questione del dettaglio quale verifica alla piccola scala del rapporto più diretto tra l’uomo e l’architettura.

Per nostra impostazione didattica, il sopraluogo riveste particolare importanza ma potrà essere effettuato solo ed esclusivamente se le norme e le condizioni di sicurezza sanitaria dettate dalla Scuola AUIC lo consentiranno. 

Durante il laboratorio il lavoro degli studenti potrebbe svolgersi anche in aula (al momento non vi è ancora nessuna certezza) nel pieno rispetto e secondo quelle che saranno le indicazioni di sicurezza indicate dalla Scuola AUIC. L’aula è, oltre che un luogo di lavoro nel quale produrre un avanzamento delle proprie ricerche e dei propri elaborati, il luogo in cui svolgere un incessante scambio e dialogo tra studenti, docenti e collaboratori. Tale scambio si potrà avere anche con modalità online. 

Il laboratorio e la sua organizzazione sono pensati per poter comunque garantire la piena operatività sia in caso di svolgimento parzialmente in presenza, sia in caso di totale didattica a distanza, così come è avvenuto, con buoni risultati, nel secondo semestre dell'anno accademico appena conclusosi.

Il sistema delle verifiche seminariali, a cui parteciperanno gli studenti nel loro insieme, appare pertanto il più opportuno e utile alla circolazione delle idee, al confronto dei contenuti espressi dai singoli lavori che in quanto patrimoni di conoscenza devono rendersi collettivi.

Lo sviluppo del lavoro sarà coordinato da revisioni (seminariali e singole) tese a facilitarne lo svolgimento e verrà organizzato sia individualmente che in piccoli gruppi secondo le necessità e il numero degli iscritti.
Assumeranno particolare importanza e si daranno per acquisite le necessarie conoscenze in merito ai temi della rappresentazione dell’architettura (disegno automatico bidimensionale e 3D, renderizzazione, modelli di studio e definitivi, fotografia dell’architettura e dei modelli, schizzi e disegno a matita, presentazioni digitali, ecc.).

Particolare attenzione sarà posta alle presentazioni digitali del lavoro di analisi e progetto. Si ritiene fondamentale sviluppare una precisa capacità comunicativa dei contenuti di senso e valore del vostro lavoro. 

Negli elaborati finali è conseguentemente richiesto un elevato grado di qualità grafica delle tavole, in particolare della grafica computerizzata, e una precisa qualità realizzativa dei modelli di architettura; ci si avvarrà anche della fotografia digitale, opportunamente elaborata attraverso appositi programmi informatici. Potrà essere utilizzato l’ex tempore come strumento di approccio al progetto, individuando nel disegno a mano libera, attraverso schizzi di studio, la prima fase di comprensione e riflessione progettuale.

Insieme al disegno manuale, i modelli di studio rappresentano anch’essi strumento d’importanza primaria per la costante verifica dello sviluppo del progetto. Soltanto in un secondo momento si tradurrà il percorso compiuto in elaborati specifici definitivi: dapprima attraverso la rappresentazione computerizzata definita da un preciso e articolato programma, poi attraverso il modello di presentazione finale. Particolare importanza riveste anche la rappresentazione fotografica, come espressione di una sensibilità artistica più ampia e come strumento d’indagine e verifica del progetto e dell’architettura.

Indicazioni bibliografiche specifiche sui temi trattati nel corso verranno fornite durante le lezioni.

 

Fare laboratorio per noi vuol dire fare progetto. Come e dove. 

Il progetto si svolgerà in relazione con i funzionari e dirigenti dell'Azienda USL di Piacenza e del Comune della città. Riguarderà l'insieme dei numerosi spazi aperti della grande area ospedaliera collocata entro i margini del centro storico della città di Piacenza. E' previsto che nei prossimi anni l'ospedale Guglielmo da Saliceto venga trasferito e realizzata una nuova struttura in altra area della città lasciando libera quella attuale.

Un luogo completamente da reinventare una volta che l'ospedale si sarà trasferito.

Un luogo urbano progettualmente da ripensare a partire da nuove funzioni che possano mantenere elevato l'attuale grado di vitalità urbana impresso dalla potente spinta, sia economica che di relazione, intessuta dalla presenza della struttura ospedaliera. 

Un luogo in cui valorizzare la molteplice varietà di spazi aperti che si trovano entro il suo perimetro: strade, corti storiche, cortili e spazi verdi con importanti alberature, parcheggi e aree dalla connotazione più incerta e interstiziale. 

Un luogo in cui valorizzare la ricca e molteplice presenza di edifici che sono al suo interno, edifici recenti ed edifici storici di elevato interesse architettonico. 

Un luogo da riannodare, spazialmente e funzionalmente, alle parti di città circostanti per una valorizzazione reciproca. 

Un luogo alla ricerca di una nuova (futura) identità urbana. E una grande occasione di reinvenzione per la città di Piacenza all'interno del suo centro storico. 

Il laboratorio ha tra i suoi primi obiettivi, in vista del progetto, quello di scoprire i luoghi incompiuti, e forse persino incompresi, di questo brano di città. Dentro e fuori dall’area di progetto. Vicino e lontano. Si tratta di saperli vedere e riconoscere. Poi di studiarli e comprenderli. Di comprenderne la loro dimensione spaziale, architettonica e urbana, persino di paesaggio (nelle loro componenti naturali e artificiali) per poterli valorizzare.

Spazio aperto, mobilità dolce, armature verdi, acqua e drenaggio urbano, consumo di suolo e connessioni ecologiche, naturalistiche oltre che ambientali e fruitive, rappresenteranno elementi di riflessione costante nel percorso di conoscenza e progetto di questi luoghi.

Ecologisti, naturalisti di varia natura e specie, geologi, ingegneri idraulici e forse civili e ambientali, persino architetti di cui qualcuno prova a presentarsi, con spirito d’impegno, nelle vesti di progettista, ma anche amici che amano definirsi filosofi, saranno le figure, crediamo indispensabili, che ci aiuteranno a comprendere e acquisire consapevolezza di un vasto e articolato mondo che ci circonda e in cui colpevolmente e inconsapevolmente viviamo. Ci aiuteranno a imbastire spunti e pensieri, talvolta anche di progetto. Sicuramente ci aiuteranno a scoprire un po’ della ricchezza e della bellezza dei luoghi in cui viviamo, anche là dove sembrano meno belli e più poveri. Forse ci aiuteranno a innamorarci un po’. A innamorarci di che cosa? Della complessità del mondo e della vita che in esso ci scorre all’interno. Ecco, all’interno.

Si tratta di ricercare e scoprire le identità che caratterizzano questi luoghi sia attraverso una lettura a grande scala degli spazi e degli scenari urbani che si compattano e si dilatano sino a intravedere l’orizzonte, sia attraverso il loro riconoscimento alla più piccola scala delle contenute dimensioni del passo dell’uomo: sulle strade, nelle piazze, sotto i portici, nei prati dei parchi, verso casa, dentro casa e, finalmente, mollemente adagiati sul proprio divano.

Il progetto, strumento di conoscenza e interpretazione del reale, partendo da un approfondimento analitico-interpretativo approderà alla ridefinizione critica e consapevole degli elementi architettonici, spaziali e paesaggistici che caratterizzano il contesto – elementi che lo rendendolo unico per materia, forma e luogo - attraverso la trasformazione dello spazio (all'aperto e al chiuso) per renderlo abitabile e dotato delle necessarie attrezzature d'arredo verificate sino al dettaglio. 

Tra masse edificate e improvvise aperture spaziali, tra lunghi profili orizzontali e snelli contrappunti verticali, tra masse edificate contraddistinte da una molteplicità di linguaggi, forse al momento confusi e incoerenti, ci potrà capitare di progettare un ricco sistema di spazi aperti dove camminare di fretta verso casa, o il lavoro, o di passeggiare, sostare, fare festa, in pochi o in tanti, aspettare un amico o l’amata e l’amato, e chissà incontrare un nuovo amore, o più semplicemente, perderci nei nostri pensieri forse traguardando imprevisti scorci di lontani orizzonti per inseguire inaspettate lontane speranze.

 


Prerequisiti

La successione della frequenza degli insegnamenti nel percorso formativo e l’ordine di verbalizzazione dei relativi esami deve seguire le precedenze indicate nel Regolamento del Corso di Studio.


Modalità di valutazione

Modalità di verifica, valutazione e consegna degli elaborati
Gli elaborati finali (d’esame) consisteranno nelle tavole realizzate a computer e perfettamente stampate (sia di analisi che di progetto), nella realizzazione di uno o più modelli definitivi precisamente realizzati, nella predisposizione e proiezione di una presentazione digitale che dovrà contenere il racconto consapevole del progetto e l’iter del percorso analitico-progettuale seguito (nella presentazione si utilizzeranno gli schizzi e le immagini fotografiche dei modelli di studio e di quello finale oltre a tutti i disegni definitivi). 

Il momento conclusivo del laboratorio, corrispondente alla valutazione finale (esame), si concretizzerà in una mostra degli elaborati sopra descritti (se possibile, in relazione alle condizioni sanitarie future, da tenersi negli spazi della scuola ed eventualmente sul luogo di progetto, oppure da realizzarsi online) con una presentazione digitale, orale e pubblica, del lavoro di analisi e di progetto.

Alla presentazione parteciperanno (in presenza oppure online) ospiti esterni (altri docenti o progettisti); il loro apporto rappresenta per tutto il laboratorio (studenti e docenti) un momento di assunzione di responsabilità pubblica del lavoro svolto, oltre che di verifica e di riflessione critica collettiva.

Concorreranno inoltre alla valutazione finale le verifiche in itinere (svolte durante l’anno) tese a valutare il grado di preparazione dello studente, l’approfondimento dei temi proposti e il livello progettuale raggiunto.

Lo studente è tenuto a rispettare le consegne con la cadenza richiesta; si ritiene fondamentale ai fini della possibilità di accedere alla valutazione finale la consegna di tutti i materiali con la messa a punto delle correzioni indicate.

Tutti i materiali finali, perfettamente redatti, andranno consegnati alla docenza sia su supporto cartaceo che digitale, con modalità di archiviazione predefinite, e concorreranno alla costituzione di un archivio del laboratorio quale testimonianza di un lavoro di ricerca che si svilupperà nel corso degli anni.

Allo studente è richiesto un apporto di idee e proposte sui temi assegnati, nonché una riflessione critica sul proprio lavoro, un impegno continuo e una partecipazione costante e attiva e dovrà dimostrare conoscenza dei temi trattati, autonomia di giudizio, capacità di comprensione e di approfondimento e abilità comunicativa.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaM. Ugolini, Intorno all'acqua. Un grande spazio aperto come costruttore di urbanita' (in) PROGETTI PER LA PIAZZA D'ARMI, Il sistema delle caserme milanesi. Architettura e riqualificazione urbana (R. Pugliese a cura di), Editore: Maggioli Editore, Anno edizione: 2016
Risorsa bibliografica obbligatoriaUgolini M. Gallizioli C. (a cura di), Il canale Villoresi tra natura e artificio: riqualificazione urbana e riconnessione degli spazi pubblici aperti, Editore: Libraccio Editore, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriaOttolini Gianni, Conformazione e Attrezzatura Dello Spazio Aperto - Quaderni del Dipartimento di Progettazione dell'Architettura, Anno edizione: 1987, Fascicolo: QA n. 4
Risorsa bibliografica obbligatoriaAmanzio Farris, Tra costruito e paesaggio. La trasformazione degli spazi marginali come luoghi dello sguardo (in) Progetto, memoria e futuro dei luoghi post-sisma (G. De Pasquale a cura di), Editore: Roma Tre Press, Anno edizione: 2020
Risorsa bibliografica obbligatoriaAmanzio Farris, Situare L'azione. Uomo, spazio, Auspici di architetture, Editore: Alinea, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica obbligatoriaOriana Codispoti, Forma urbana e sostenibilità. L'esperienza degli ecoquartieri europei, Editore: List, Anno edizione: 2018
Risorsa bibliografica obbligatoriaSaitto Viviana (a cura di), Interni urbani, Editore: Maggioli Editore, Anno edizione: 2013
Risorsa bibliografica obbligatoriaV. Dessi', E. Farne', L. Ravanello, M.T. Salomoni, RIGENERARE LA CITTA' CON LA NATURA. Strumenti per la progettazione degli spazi pubblici tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, Editore: Maggioli Editore, Anno edizione: 2016
Risorsa bibliografica obbligatoriaOttolini Gianni, Forma e significato in architettura, Editore: Libreria Clup, Anno edizione: 1996
Risorsa bibliografica obbligatoriaF.Lenzini, F.Lenzini,Riti urbani. Spazi di rappresentazione sociale , Editore: Quodlibet, Anno edizione: 2017
Risorsa bibliografica obbligatoriaC. Norberg Shultz, Genius Loci, Editore: Electa, Anno edizione: 1986
Risorsa bibliografica obbligatoriaAprile Marcella, Sul Paesaggio. Questioni, Riflessioni, Metodologie Di Progetto. , Editore: Franco Angeli, Anno edizione: 2007
Risorsa bibliografica obbligatoriaLeveratto Jacopo, Citta' personali, Editore: Lettera Ventidue, Anno edizione: 2015

Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
43:00
46:35
Esercitazione
29:00
31:25
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
72:00
78:00
Totale 144:00 156:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
15/05/2021