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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2019/2020
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 053137 - LABORATORIO TEMATICO
Docente De Curtis Annalisa , Morpurgo Guido Mario
Cfu 10.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1195) ARCHITETTURA - AMBIENTE COSTRUITO - INTERNI - ARCHITECTURE - BUILT ENVIRONMENT - INTERIORSAC2AZZZZF053137 - LABORATORIO TEMATICO
ACIAZZZZF053137 - LABORATORIO TEMATICO

Obiettivi dell'insegnamento
 

Risultati di apprendimento attesi
 

Argomenti trattati

LABORATORIO TEMATICO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA

Progetto Waliców • Spolia
Forma e trasformazione: un Memoriale del presente tra le rovine dell’ex Ghetto di Varsavia.

VIDEO PRESENTATION:
https://www.youtube.com/watch?v=km4Du-3ShLk&feature=youtu.be

L’ambito di progetto • Fondamenti

La città europea detiene una sorta di primato sull’origine della separazione forzata tra etnie e religioni, che rappresentano le stesse componenti fondanti l’identità stessa dell’Europa quale arcipelago intrinsecamente multiculturale. 

Nella sua problematica estensione, la figura che polarizza questo principio è il ghetto. Declinato in molte varianti nel corso della storia europea, come sequenza di recinti imposti per difendere privilegi e supposte identità razziali, separa gruppi comunitari e linguistici.

La ‘tradizione del ghetto’ assume oggi i connotati inquietanti di uno specifico fenomeno urbano, che si sta ulteriormente dilatando nella forma di enclaves interne al corpo della città europea, incidendo in profondità sull’identità futura e sul significato stesso del nostro spazio abitabile, sempre di più simile a una somma di recinti impermeabili, segnati da una profonda lacerazione sociale ed etnica, non più limitata alla granulosa frammentazione fisica delle periferie.

La storia contemporanea delle cosiddette ‘città divise’ –Belfast, Beirut, Berlino, Gerusalemme, Mostar e Nicosia- ne costituisce una declinazione contemporanea ma anche una forma di estremizzazione radicale e, insieme alle recenti rivolte delle banlieues parigine e dei riots nelle periferie londinesi, rappresenta la declinazione a noi più prossima della ‘tradizione del ghetto’ caratterizzata dalla violenza e dalle barriere socio-culturali e fisiche.

Il tema del ghetto come forma urbana di istituzionalizzazione della differenza, è quindi di centrale attualità nel dibattito sul presente delle nostre città. Esso rende urgente comprendere lo sviluppo dei fenomeni di polarizzazione dei conflitti sociali, sempre più specializzati a livello spaziale. Ogni grande città è infatti in bilico tra le possibilità di integrazione e l’accettazione acritica e indifferente di una separata coesistenza delle sue componenti etniche, evidenziando la necessità di intervenire prima che tensioni e conflitti rendano inevitabili nuovi recinti, divisioni e forme di apartheid urbana.  Agire dunque anche attraverso il progetto di architettura, anticipando i possibili punti di non ritorno. Ma come?

È proprio la ‘tradizione del ghetto’ come prassi urbana della segregazione, rieditata nella storia moderna in particolare durante l’occupazione nazista delle città dell’Europa orientale, a rappresentare il terreno di studio da cui ripartire per poter avviare un’azione di riconoscimento critico del fenomeno, la cui urgenza sembra sfuggire non solo agli amministratori, ma anche agli architetti e ai pianificatori delle nostre città.

 

Il tema progettuale • Fondazioni

Ripercorrendo la drammatica vicenda della divisione urbana nello sviluppo della città europea, il caso del Ghetto ebraico di Varsavia istituito dai nazisti tra il 1940 e il 1943 -anno della sua definitiva liquidazione insieme ad altri 35 casi nella sola Polonia- rappresenta una matrice-base con cui rileggere le divisioni urbane che segnano il nostro presente, come fenomeno strutturato sulla base di ideologie difensive e scioviniste per giustificare il razzismo e la segregazione.

Il Ghetto di Varsavia rappresenta un caso del tutto speciale, in quanto proprio da questa città ferita è scaturita una speciale forma di vitale risposta, sia nei termini di una specifica produzione culturale, sia attraverso una rivolta compiuta dai giovani.

L’importanza culturale di questo evento, premessa alla rivolta di Varsavia del 1944 organizzata dalla resistenza polacca è, come noto, terminata con la distruzione pressoché totale della città da parte dei nazisti, edificio per edificio; con l’annientamento della sua popolazione, del suo patrimonio umano, multiculturale, architettonico, urbano e artistico.

Ma nonostante le distruzioni naziste, le successive cancellazioni avvenute nel corso della ricostruzione di Varsavia nel dopoguerra, e soprattutto le demolizioni effettuate in anni recenti a seguito dello sviluppo incessante della Varsavia contemporanea, sopravvivono nel quartiere meridionale della città gli ultimi frammenti del vecchio Ghetto. Queste testimonianze di un’intera cultura e della resistenza all’annientamento, sono oggi in pericolo, in quanto rischiano di essere definitivamente rimosse dalla città e dalla coscienza collettiva europea, a causa delle rapide trasformazioni urbane innescate da un’attività edilizia aggressiva e immemore. Si tratta di luoghi che sono patrimonio dell’umanità in quanto rappresentano una testimonianza, un monito e al tempo stesso uno straordinario materiale di costruzione per un futuro di dialogo e di convivenza civile consapevole del proprio passato; un valore da proteggere e rigenerare mediante un attento progetto museografico, quindi architettonico e urbano, prima che sia troppo tardi.

Alcune aree del distretto meridionale di Mirów polarizzano in maniera particolarmente eloquente il senso del tempo, la dimensione della Memoria, lo spessore documentale della Storia dell’ex Ghetto di Varsavia. Tra di esse, un caso-studio particolarmente significativo è rappresentato dall’isolato meridionale di via Waliców, durante l’occupazione abitato da intellettuali e teatro di battaglie i cui segni sono ancora visibili. Nell’angolo sud-ovest del vecchio ghetto, insieme alla ex fabbrica che costituiva un tratto del muro occidentale del recinto, resiste ancora una parziale sopravvivenza degli edifici d’affitto a corte interna, che caratterizzavano l’area centrale della città fino al 1943. Dei quattro edifici originali ne restano tre, di cui due ormai disabitati e in condizioni di forte degrado e uno, abbandonato, ridotto allo stato di rudere. Essi hanno conservato il loro aspetto originario, rappresentando con specifica e drammatica eloquenza il loro status di “reperti di un’archeologia dell’epoca contemporanea”. La parte nord dell’isolato, rasa al suolo anche se i basamenti degli edifici sono con ogni probabilità ancora esistenti, è un’area ancora libera, parzialmente di proprietà privata.

Il progetto si basa su uno scavo fisico e concettuale nelle fondamenta della città, attivando una forma di "archeologia critica" che rafforza l'identità dei luoghi della memoria e dei loro significati profondi, suggerendo una struttura museale innovativa: un "museo del presente" basato sull’architettura della responsabilità etica,offrendo un’idea trasformativa e propositiva di usi e significati innovativi attraverso la visibilità e la fruibilità dei resti del Ghetto. Questa speciale “microstoria” urbana, a partire dalla conservazione dei tre edifici ancora presenti in quanto ‘spolia’, stabilisce immediatamente una forma di auto-musealizzazione.

La sperimentazione progettuale proposta dal Laboratorio Tematico è in particolareincentrata sull’applicazione del documento di orientamento per il futuro ad uso pubblico del sito, rappresentato dalle Preliminary Architectural Guidelines for the preservation and regeneration of the memorialistic site of Waliców streetintrodotte nel marzo 2019 al Polin Museum – una delle principali Istituzioni culturali della città, partner del WalicówProject – nell’ambito del seminario “Waliców: DNA of Warsaw - Europ's Heritage" promosso sulla base dei progetti realizzati dagli studenti della Scuola di AUIC del Politecnico di Milano nelle tre precedenti edizioni del Waliców Project e dei suoi effetti nel dibattito cittadino sul futuro dell'area, che ha prodotto sui tre edifici superstiti l'assegnazione del vincolo di conservazione da parte della Soprintendenza ai Monumenti della Regione di Mazovia.

Il programma progettuale prevede per l’edificio in rovina a doppia corte ‘Waliców 14’ la formazione di un Memoriale del Ghetto-Centro di Documentazioneche possa includere la fascia centrale in comune con gli altri due edifici. L’edificio-Memorialesarà reso attraversabile con un sistema di percorsi e spazi espositivi.

Si ipotizza inoltre che l’area ancora libera a nord di questo primo edificio libera venga in parte scavata al fine di riportare alla luce il sostrato formato dalle tracce delle fondazioni degli edifici distrutti nel biennio 1943-44, a costituire una sorta di complessivo “parco archeologico”, capace di attivare uno spazio pubblico capace di stabilire nuove forme di rapporto tra storia e presente.

Si prevede il recupero dei due edifici sopravvissuti a corte singola ‘Waliców 10’ e ‘Waliców 12’ per riorganizzarne l’originale compagine abitativa con residenze temporanee, studi e atelier per giovani ricercatori e artisti.

Insieme alla riattivazione degli edifici esistenti e al disegno dello spazio aperto valorizzandone il significato civile e la loro dimensione memoriale, culturale ed etica, il progetto contempla la realizzazione di un nuovo edificio sul sedime del quarto caseggiato a doppia corte demolito dopo la guerra, da adibirsi a spazio polifunzionale per le arti plastiche e performative, capace di rigenerare le tracce della storia ancora presenti nel sottosuolo.

Tutto ciò nella prospettiva di rendere questo sito di valore storico-documentalenon un museo di se stesso, ma un luogo vitale, un nuovo centro di attività collettive per la salvaguardia della Memoria e per la produzione di cultura e di informazione, sia a livello locale, sia internazionale, attivato dai progetti di giovani studenti per un’architetturadella responsabilità etica sul passato e sul presentedella città europea. 

Il Laboratorio Tematico è alla sua quarta edizione. I risultati delle attività effettuate nel corso degli Anni Accademici, ovvero le diverse mostre e seminari organizzati a Varsavia e a Milano precedenti sono documentati nel sito ufficiale del Politecnico di Milano www.walicowproject.polimi.it, Il sito sarà implementato nel corso del semestre in modo da documentare il work in progress. 

Elaborati attesi (formato-base A1 verticale)

  • disegni di inquadramento urbano, scale 1:1000, 1:500
  • tracciati regolatori, scale 1:500, 1:200
  • piante, sezioni generatrici, prospetti, assonometrie in scala 1:200
  • modello sezionato e sue eventuali varianti, scala 1:200
  • eventuali modelli di studio parti e dettagli, scale 1:100 – 1:50
  • cahier de dessin in formato A4 verticale, rilegato

 

Organizzazione del workshop

Il Laboratorio di progettazione è attivato in collaborazione con il Museum Polin di Varsavia e l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, e con la collaborazione della Faculty of Architecture of the Warsaw University of Technology e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus, in base alla Convenzione per l’insegnamento della Shoah attivata dal 2016 con la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano.

 

Programma

Fine Febbraio 2020 • avvio del workshop • Insieme alle esercitazioni sono previste comunicazioni tematiche da parte dei docenti del Laboratorio e di ospiti esterni.

Fine Marzo 2020 • Primo seminario di verifica progettuale • Fondamenti/Fondazioni: riconoscere la pluralità architettonica/ manifesto del progetto

Fine aprile 2020 • Secondo Seminario di verifica progettuale • Figure di regolazione: sezioni generatrici e prospetti

Inizio giugno 2020 • Seminario con mostra finale dei progetti a Varsavia (sede da confermare). I lavori degli studenti saranno presentati dai docenti del LT e commentati da ospiti esterni  e dai docenti della Faculty of Architecture of the Warsaw University of Technology.


Prerequisiti
 

Modalità di valutazione

L’attività svolta dagli studenti, che sarà sviluppata da gruppi di 2 persone, verrà valutata in forma progressiva a partire dai risultati dei tre seminari, fino al confronto individuale nell’esame finale.

Insieme a modelli e ai disegni che verranno richiesti per i tre seminari previsti, si utilizzerà lo strumento del cahier de dessinin formato A4 verticale, illustrato con disegni, schizzi e commentato da note scritte, da redigere durante il laboratorio.

Il seminario conclusivo consisterà nell’esposizione dei progetti in forma comparativa.

Lo studio dei contenuti delle lezioni, della bibliografia di riferimento -testi e progetti- e di eventuali approfondimenti proposti dagli studenti a integrazione della stessa e a commento delle comunicazioni, costituisce il fondamento culturale dell’esercizio progettuale.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaMorpurgo Guido, Varsavia-Waliców: sezione archeologica della città post-apocalittica, Anno edizione: 2018, Fascicolo: Territorio n.84
Risorsa bibliografica obbligatoriaMorpurgo Guido, Continente Varsavia: da metropoli a necropoli. All'origine del nesso segregazione-periferia, Anno edizione: 2017, Fascicolo: Ananke n.82, pp.62-66
Risorsa bibliografica obbligatoriaMorpurgo Guido, A Tale of Two Cities. Designing an Extended Museum of the Present with the Former Warsaw Ghetto Fragments: the Waliców Project, Editore: Wydzial Architektury Politechniki Krakowskiej, Taiwpn Universitas, Krakow, Anno edizione: 2019
Note:

in Folga Januszewska D., Lehmannova M., Gaburova J., Kellner E., Jaskanis P. (a cura di ), "Museums and Identities. Planning an Extended Museum"

Risorsa bibliografica obbligatoriaMorpurgo Guido, Il muro di Varsavia: anatomia di un'infrastruttura della coercizione. Progettare con le spoglie del Ghetto nella cittá della distruzione totale / The Warsaw Wall: an anatomy of an infrastructure of the coercion. Design with the Ghetto's spoils in the city of total destruction, Editore: Brixia University Press, Anno edizione: 2019
Note:

in Longo O., Dalzero S., Iorio A., Orsini F., Pirina C., Sigurtà D. (a cura di), "Boundaries Landscapes"

Risorsa bibliografica obbligatoriade Curtis Annalisa, Figurazione: alla ricerca della forma, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriade Curtis Annalisa, Vercellotti Andrea, Il Museo in tempo reale, Editore: Nottetempo, Anno edizione: 2019
Risorsa bibliografica obbligatoriade Curtis Annalisa, Il museo come laboratorio del presente, Editore: Mimesis, Anno edizione: 2018
Risorsa bibliografica obbligatoriaGubler Jacques, Architettura dell'indelebile. Due Memoriali, Milano e Drancy, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2018
Risorsa bibliografica facoltativaGregotti Vittorio, Morpurgo Guido, I racconti del progetto, Editore: Skira, Anno edizione: 2018
Risorsa bibliografica facoltativaMorpurgo Guido, Architettura e narrazione nel progetto del Memoriale della Shoah: uno 'scavo archeologico' nella Stazione Centrale di Milano, Anno edizione: 2016, Fascicolo: ArcHistoR, n.5 http://pkp.unirc.it/ojs/index.php/archistor/article/view/67
Risorsa bibliografica facoltativaMorpurgo Guido, Educazione europea. Appunti per una didattica dell'architettura dei fondamenti, Editore: Società Scientifica nazionale dei docenti di Progettazione Architettonica. ProArch, Anno edizione: 2019
Note:

in Jacopo Leveratto (a cura di), "Imparare architettura: I laboratori di progettazione e le pratiche d'insegnamento. Atti del VII Forum di ProArch"

Risorsa bibliografica facoltativaMorpurgo Guido, The Ghetto 'Tradition' in Contemporary European Cities: Memory, Narrative and Reissues, Fascicolo: Eutopia. Ideas for Europe Magazine¿, 20.10.2014
Note:

Testo in Inglese/Italiano disponibile attraverso il docente

Risorsa bibliografica facoltativaMorpurgo Guido, Prefazione a J. Calame, E. Charlesworth, , Editore: Medusa, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativade Curtis Annalisa, Morpurgo Guido, Il Memoriale della Shoah di Milano: infrastruttura tra documento e progetto, in Cozza C., Valente I. (a cura di), pp. 68-74, Editore: Pearson, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica facoltativade Curtis Annalisa, Forme del Sacro nella storia del presente, Editore: RCS MediaGroup, Anno edizione: 2015, Fascicolo: 10
Risorsa bibliografica facoltativaEngelking Barbara, Leociak Jacek, The Warsaw Ghetto. A Guide to a Perished City, Editore: Yale University Press, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica facoltativaEdelman Marek, , a cura di Goldkorn Wlodek, Il ghetto di Varsavia lotta, Editore: Giuntina, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaHeydecker Joe J., il ghetto di Varsavia. Cento foto di un soldato tedesco nel 1941, Editore: Giuntina, Anno edizione: 1983
Risorsa bibliografica facoltativaMazor Michel, La città scomparsa. Ricordi del ghetto di Varsavia, Editore: Marsilio, Anno edizione: 1992
Risorsa bibliografica facoltativaBerg Mary, Il ghetto di Varsavia. Diario (1939-1944), Editore: Einaudi, Anno edizione: 1991
Risorsa bibliografica facoltativaAugé Marc, Rovine e macerie. Il senso del tempo, Editore: Bollati Boringhieri, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica facoltativaLaskowski Piotr, Spolia, Anno edizione: 2014, Fascicolo: Paragone letteratura, n.111-112-113
Risorsa bibliografica facoltativaFrampton Kenneth, Tettonica e architettura. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo, Editore: Skira, Anno edizione: 1999
Note:

Leggere l'introduzione di Vittorio Gregotti

Risorsa bibliografica facoltativaFerlenga Alberto, Città e Memoria come strumenti del progetto, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica facoltativaLe Corbusier ( a cura di R. Tamborrino), Scritti, Editore: Einaudi, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica facoltativaKahn Louis Isadore, Conversations with students, Editore: Princeton Architectural Press, Princeton, Anno edizione: 1998
Note:

In alternativa: Bonaiti M., Architettura è. Louis Kahn, gli scritti, Electa, Milano 2002


Forme didattiche
Tipo Forma Didattica Ore di attività svolte in aula
(hh:mm)
Ore di studio autonome
(hh:mm)
Lezione
36:00
39:00
Esercitazione
24:00
26:00
Laboratorio Informatico
0:00
0:00
Laboratorio Sperimentale
0:00
0:00
Laboratorio Di Progetto
60:00
65:00
Totale 120:00 130:00

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
15/04/2021