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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2018/2019
Scuola Scuola di Specializzazione
Insegnamento 050938 - ELEMENTI DI STORIA DELL'ESTETICA MODERNA
Docente Maramotti Anna Lucia
Cfu 2.00 Tipo insegnamento Monodisciplinare


Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

10003069 codice persona

Anna Lucia Maramotti

S.S.B.A.P. Politecnico di Milano

a.a. 2018-19

insegnamento: Elementi di Storia dell’Estetica Moderna

 

Programma dettagliato e risultati di apprendimento previsti

 

 

Premessa epistemologica: i caratteri essenziali della disciplina.

  La storia dell’Estetica moderna è declinata entro parametri che la contestualizzano, non semplicemente come percorso diacronico che dal XVIII secolo ad oggi ne ha tracciato le trasformazioni, ma come individuazione dei temi che, mentre ne evidenziano la complessità, ne mostrano le finalità.

  A tale proposito deve essere individuato il tema che definisce l’orizzonte entro cui l’Estetica si costituisce come disciplina, l’approccio metodologico, il fondamento delle asserzioni, le modalità di argomentazione, i riferimenti culturali con cui essa si confronta, le doverose distinzioni rispetto ad un comune approccio, la storia che ne costituisce il percorso.

 

L’orizzonte dell’Estetica:

  Esiste l’oggetto d’arte o esiste una relazione fra l’immaginario dell’artefice, l’opera nel suo “esserci” e nel suo “apparire”, l’immaginazione del fruitore?

  Se l’arte non è un intorno cui afferiscono “cose” che posseggono caratteri definibili come estetici, ma è una condizione gnoseologica, ci si chiede quali ne siano i caratteri che, coinvolgendo i tre termini, li rendono un sistema strutturato.

 

L’approccio metodologico:   

  La complessità del fenomeno estetico, inteso come relazione che s’istituisce come sistema olistico, comporta individuare la congruenza fra i tre termini: come essi si relazionino e, al contempo, come ciascuno di essi non si lasci catturare nell’orizzonte degli altri due.

L’opera fa riferimento all’artefice, ma non lo rivela; il fruitore interpreta l’opera, ma non ne esaurisce il significato; l’artefice realizza l’opera, ma non ne offre esaustive spiegazione, tanto meno egli è in grado di stabilire un rapporto di reciprocità con il fruitore.

Eppure l’arte non esiste se non vi è una sorta di triangolazione fra i tre termini. L’artefice, che non lascia segno concreto del suo operato in una “materia”, non è tale, un’opera in un caveau di una banca non è tale, il fruitore distratto non è tale.

 

Il fondamento delle asserzioni:

Da Kant a Croce si è stabilito come l’unico approccio possibile sia per viam negationis. Ciò si deve alla natura dell’arte, che è “esperienza” unica ed irripetibili, non argomentabile induttivamente e neppure deduttivamente, ma solo per frequentazione.

 

Le modalità di argomentazione:

S’impone un percorso fenomenologico che si confronta con la storia dell’estetica da cui emergono aspetti differenti che ne permettono l’approccio ermeneutico. Mentre nelle altre filosofie (come ad es. la filosofia della scienza, la filosofia della storia, ecc) le differenti teorie reciprocamente si contraddicono, nell’ambito dell’estetica si possono solo confrontare. Non esistendo un intorno estetico, viene meno la condizione per cui possa aprirsi un contraddittorio. S’impone il “possibile” come condizione dell’arte.

 

I referenti con cui si confronta la disciplina:

  La memoria come facoltà della coscienza che ne stabilisce di questa l’unità, il tempo della storia, il saper-fare, la mano e “oltre-la mano”, l’intenzionalità d’arte – kunstwollen, le poetiche, le esegesi, appunto l’ermeneutica.

 

Le doverose distinzioni rispetto ad un comune sentire:

Quale il fondamento del giudizio estetico?. Da Hume in poi la natura del giudizio estetico s’impone nella sua particolarità. È condivisibile, ma non è giudizio “universale”.

 

La storia che costituisce il percorso della disciplina:

  La storia dell’estetica intesse rapporti con la filosofia, le discipline coeve e gli eventi storico-culturali.

 

  Obiettivi:

  Premessa  alla congruenza dell’insegnamento rispetto alla Scuola

Premesso che l’estetica moderna è contemporanea allo sviluppo degli storicismi (Idealismo, Giusnaturalismo, Neo-kantismo, Epistemologia-Fenomenologia) in cui si sviluppa la teorizzazione del restauro;

  premesso che le teorie del restauro, se pur a diverso titolo e con diverse modalità, fanno riferimento   all’arte;

  premesso che il dibattito fra conservazione e restauro s’istituisce anche nel confronto con posizioni est etologiche;

  è possibile ripercorrere la storia dell’Estetica moderna tenendo nel debito conto queste premesse.

 

   Argomenti trattati

   - L’estetica nel lungo periodo del pre-restauro fra poetiche e mimesi

   - L’estetica nel periodo del proto-restauro:

   Il Settecento tedesco: Baumgarten, Winckelmann, Humboldt.

   Il Settecento francese: Batteux, Diderot.

   Il Settecento inglese: Shaftesbury, Hume

   Vico

   Kant

   - L’estetica fra restauro e conservazione:

   Il Romanticismo tedesco: Holderlin, Schleirmacher

   Hegel

   Il Neo-kantismo e la Scuola di Vienna: Riegl

   Ruskin

   Marx e il Marxismo: Benjamin, Adorno

La stagione del Positivismo: Taine; i riferimenti allo teorie del restauro in Italia nel  XIX secolo: fra  estetiche e poetiche

   Nietzsche

   Bergson

   Dewey

   Il Neo-Idealismo: Croce, Gentile

   L’Estetica fra fenomenologia ed esistenzialismo: Husserl, Ingarden, Hartmann, Jaspers, Sartre,   Banfi, Paci, Anceschi, Formaggio, Brandi

  Ontologia ed ermeneutica: Heidegger, Gadamer, Ricoeur, Pareyson, Vattimo

  Teoria della ricezione e del decostruzionismo: Lyotard, Derrida

 

  Approccio alla didattica:

   Il programma è esteso e si prevede non possa essere sviluppato in tutti gli argomenti proposti.

   La scelta su quali autori porre particolare attenzione sarà effettuata in base all’approccio con la Classe. Dagli interessi, che emergeranno nel primo incontro, si definirà un percorso consono alle esigenze, agli interessi e soprattutto atto a declinare il rapporto fra conservazione ed estetica.

  Per tale motivo la bibliografia verrà definita successivamente.

  Si prevede anche di suggerire percorsi didattici differenti per ciascuno Studente.

  Si fa presente che si opterà prevalentemente per la lettura delle fonti.

 

Risultati di apprendimento previsti

Le finalità del corso riguardano:

  1. l’apprendimento delle concezioni estetiche rispetto alle teorie del restauro.
  2. offrire i riferimenti estetologici che supportano la concezione conservativa, posizione teoretica differente rispetto a quella propria del restauro che presume di poter individuare l’oggetto estetico. La conservazione fa propria la concezione di un’estetica intesa come rapporto intenzionale fra immaginario dell’artefice, l’opera e l’immaginazione del fruitore. Risulta evidente che nessun giudizio estetico possa essere, come tale, referente per un progetto ed un intervento conservativo.
  3. Qualsiasi oggetto appartenente al passato, non solo come testimonianza storica, ma come referente potenziale di una memoria che rinvia ad un’interpretazione che sfocia nell’esegesi, obbliga ad un intervento conservativo che renda possibile l’atto ermeneutico la cui struttura non ha carattere argomentativo, ma evidenzia condizioni di “possibilità” che possono, a loro volta, sfociare nella dimensione estetica.

 

Prerequisiti

 Non sempre è facile trovare studenti che abbiano già affrontato temi di filosofia e nello specifico di estetica. Pertanto è necessario premettere loro cosa s’intenda per filosofia e quali ne siano gli argomenti specifici e l’approccio metodologico. Pertanto, una volta constatato a quali conoscenze gli studenti si possano affidare e soprattutto quali siano i loro interessi, partendo da questo humus culturale sarà possibile affrontare la disciplina

 

 Note sulla Modalità di valutazione

 Si prevede di concordare con la Docente di Teorie e Storia del Restauro, Prof. Serena Pesenti, un argomento di ricerca  unico per ciascun Studente da elaborare distintamente entro l’ambito della Storia del Restauro e dell’ Estetica.

 In vista della valutazione verrà prodotto da ciascun studente un elaborato scritto che comprenda le due rispettive parti.

 

Tipo Forma Didattica Ore didattiche

lezione 20.0 h.

esercitazione 00.0

laboratorio informatico 0.0

laboratorio sperimentale 0.0

progetto 0.0

laboratorio di progetto 00.0

 

Insegnamento erogato in lingua italiana

                                                                               

 

 


Note Sulla Modalità di valutazione

Le modalità di valutazione saranno  stabilite concordemente con la Collega, Prof. Serena Pesenti solo dopo aver avuto la possiiblità di verificare quale approccio è più consono alla classe.


Bibliografia

Software utilizzato
Nessun software richiesto

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
20.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano

Note Docente
La bibliografia verrà data solo dopo aver constatato le capacità degli studenti. La presenza di Studenti provenienti da culture diverse e soprattutto con una differente preparazione, i testi assegnati saranno ad personam
schedaincarico v. 1.7.2 / 1.7.2
Area Servizi ICT
11/08/2022