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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2017/2018
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 096346 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II
Docente De Curtis Annalisa , Morpurgo Guido Mario , Protasoni Sara
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAA12AZZZZC096346 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Progetto Waliców • Spolia

Forma e trasformazione: un Memoriale del presente tra le rovine dell’ex Ghetto di Varsavia.

 

L’ambito di progetto • Fondamenti

La città europea detiene una sorta di triste primato sull’origine della separazione forzata tra etnie e religioni, che rappresentano le stesse componenti fondanti l’identità stessa dell’Europa quale arcipelago intrinsecamente multiculturale.

Nella sua problematica estensione, la figura che polarizza questo principio è il ghetto. Declinato in molte varianti nel corso del tempo, come sequenza di recinti imposti per difendere privilegi e supposte identità razziali o nazionali, separa gruppi comunitari e linguistici.

La ‘tradizione del ghetto’ assume oggi i connotati inquietanti di uno specifico fenomeno urbano, che si sta ulteriormente dilatando nella forma di enclaves interne al corpo della città europea, incidendo in profondità sull’identità futura e sul significato stesso del nostro spazio abitabile, sempre di più simile a una somma di recinti impermeabili, segnati da una profonda lacerazione sociale ed etnica, non più limitata alla granulosa frammentazione fisica delle periferie.

La storia contemporanea delle cosiddette ‘città divise’ –Belfast, Beirut, Berlino, Gerusalemme, Mostar e Nicosia- ne costituisce l’estremizzazione più radicale e, insieme alle recenti rivolte delle banlieues parigine e dei riots nelle periferie londinesi, rappresenta la declinazione a noi più prossima della ‘tradizione del ghetto’ caratterizzata dalla violenza e dalle barriere socio-culturali e fisiche della segregazione.

Il tema del ghetto, di centrale attualità nel dibattito sul presente delle nostre città, rende urgente comprendere i fenomeni di polarizzazione dei conflitti sociali, sempre più specializzati a livello spaziale. Ogni grande città è infatti in bilico tra le possibilità di integrazione e l’accettazione acritica e indifferente di una separata coesistenza delle sue componenti etniche, evidenziando la necessità di intervenire prima che tensioni e conflitti rendano inevitabili nuovi recinti, divisioni e forme di apartheid. Agire dunque anche attraverso il progetto di architettura, anticipando i possibili punti di non ritorno. Ma come?

È proprio la ‘tradizione del ghetto’ continuamente rieditata nella storia dell’Europa moderna, a rappresentare il terreno di studio da cui ripartire per poter avviare un’azione di riconoscimento critico del fenomeno, la cui urgenza sembra sfuggire non solo agli amministratori, ma anche agli architetti e ai pianificatori delle nostre città.

 

Il tema progettuale • Fondazioni

Ripercorrendo la drammatica vicenda della divisione urbana nello sviluppo della città europea, il caso del Ghetto di Varsavia istituito dai nazisti tra il 1940 e il 1943 -anno della sua definitiva liquidazione insieme ad altri 35 casi nella sola Polonia-, rappresenta una matrice-base con cui rileggere le divisioni urbane che segnano il nostro presente, come fenomeno strutturato sulla base di ideologie difensive per giustificare il razzismo e la segregazione.

Il Ghetto di Varsavia rappresenta un caso del tutto speciale, in quanto proprio da questa città ferita è scaturita una speciale forma di vitale risposta, sia nei termini di una specifica produzione culturale, sia attraverso una rivolta compiuta da giovani civili.

L’importanza culturale di questo evento, premessa alla rivolta di Varsavia del 1944 organizzata dalla resistenza polacca è, come noto, terminata con la distruzione pressoché totale della città da parte dei nazisti, edificio per edificio; con l’annientamento della sua popolazione, del suo patrimonio umano, storico-culturale, architettonico, urbano e artistico.

Nonostante le distruzioni naziste, le successive cancellazioni avvenute nel corso della ricostruzione di Varsavia da parte del regime comunista nel dopoguerra, e le demolizioni effettuate in anni recenti a seguito dello sviluppo incessante della Varsavia contemporanea, sopravvivono nella città gli ultimi frammenti del vecchio ghetto. Queste testimonianze di un’intera cultura e della resistenza all’annientamento, sono oggi in pericolo, in quanto rischiano di essere definitivamente rimosse dalla città e dalla coscienza collettiva europea, a causa delle rapide trasformazioni urbane innescate da un’attività edilizia aggressiva e immemore. Si tratta di luoghi che sono patrimonio dell’umanità, che rappresentano una testimonianza, un monito e al tempo stesso uno straordinario materiale di costruzione per un futuro di dialogo e di convivenza civile consapevole del proprio passato; un valore da proteggere e rigenerare mediante un attento progetto museografico, quindi architettonico e urbano, prima che sia troppo tardi.

Alcune aree dell’ex Ghetto polarizzano in maniera particolarmente eloquente il senso del tempo, la dimensione della Memoria, lo spessore documentale della Storia. Tra di esse, un caso-studio particolarmente significativo è rappresentato dall’isolato meridionale di ulica Waliców, durante l’occupazione abitato da intellettuali e teatro di battaglie i cui segni sono ancora visibili. Nell’angolo sud-ovest del vecchio ghetto, insieme alla ex fabbrica che costituiva un tratto del muro occidentale del recinto, resiste ancora una parziale sopravvivenza degli edifici d’affitto a corte interna, che caratterizzavano tutta l’area di espansione della città fino al 1943. Dei quattro edifici originali ne restano tre, di cui due abitati in condizioni di forte degrado e uno, abbandonato, ridotto allo stato di rudere. Essi hanno conservato il loro aspetto originario, rappresentando con specifica e drammatica eloquenza il loro status di “reperti” di un’archeologia dell’epoca contemporanea. La parte nord dell’isolato, rasa al suolo anche se i basamenti degli edifici sono con ogni probabilità ancora esistenti, è un’area libera, utilizzata a parcheggio. 

Il principio progettuale parte dall’idea di offrire una forma di architettura urbana che sia trasformativa, che proponga contenuti attraverso la visibilità e la fruibilità dei resti del Ghetto. Questa speciale “microstoria” urbana, a partire dalla conservazione dei tre edifici ancora presenti in quanto ‘reperti’, stabilisce immediatamente una forma di auto-musealizzazione. Per l’edificio abbandonato si prevede di renderlo in parte attraversabile con un sistema di percorsi espositivi, anche in quota, mediante la formazione di una struttura di appoggio. Si ipotizza inoltre che l’area libera venga scavata al fine di riportare alla luce le tracce delle fondazioni degli edifici demoliti a costituire una sorta di complessivo campo ‘archeologico’, capace di attivare nuove forme di rapporto tra storia e presente.

Il progetto prevede in particolare di dotare questa parte dell’isolato di un Memoriale e Centro di documentazione, nel quale raccogliere i frammenti di altri edifici demoliti riattivandoli nella nuova costruzione, indizi per la ricostruzione della vicenda di questa parte del cosiddetto ‘Ghetto piccolo’, a fianco di un ‘Laboratorio del presente’.

Per questo motivo speciale attenzione è rivolta al rapporto tra disegno complessivo dell'architettura e progetto degli spazi interni, anche degli edifici esistenti, nell'ottica di una loro riorganizzazione per l'esposizione permanente dei frammenti edilizi del Ghetto in quanto documenti di significato 'archeologico'. Il disegno del nuovo edificio, insieme alla riattivazione di quelli esistenti e al disegno dello spazio aperto, si prefigge infatti la costruzione di un comparto museale attrezzato, esteso agli isolati confinanti, capace di rivelare le tracce della storia, valorizzandone il significato civile e la loro dimensione memoriale, culturale ed etica.

In tale prospettiva l’obiettivo del modulo di Architettura del Paesaggio è quello di mettere a fuoco e sperimentare (in stretta correlazione con gli altri insegnamenti che concorrono al laboratorio), categorie, strumenti operativi e strategie per descrivere, interpretare e trasformare/valorizzare spazi aperti e paesaggi, nelle loro componenti naturali e antropiche anche in rapporto alle trasformazioni storiche e al contesto socio-economico e territoriale di appartenenza.

 

I risultati del workshop saranno raccolti nel corso del semestre nel sito ufficiale del Politecnico di Milano www.walicowproject.polimi.it, già attivo dallo scorso Anno Accademico. Questo strumento è stato costruito per documentare i contributi sviluppati dagli studenti  per la costruzione di una metodologia innovativa per la progettazione di strutture museali estese, in contesti urbani particolarmente delicati e complessi sotto il profilo del rapporto tra città e Memoria.

 

Elaborati attesi (formato-base A1 verticale)

–      tavole di inquadramento, scale 1:1000, 1:500

–      tracciati regolatori, scale 1:500, 1:200

–      piante, sezioni generatrici, prospetti, assonometrie in scala 1:200, 1:100

–      modello generale in scala 1:400

–      modello e sue varianti in scala 1:200

–      modelli di parti e dettagli, scale 1:100 – 1:50

–      cahier de dessin in formato A4 verticale, rilegato

 

Organizzazione del workshop

Il Laboratorio di progettazione è attivato in collaborazione con la Faculty of Architecture of the Warsaw University of Technology, il Polin Museum di Varsavia e l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, oltre che con la Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus, in base alla Convenzione per l’insegnamento della Shoah attivata dal 2016 con la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. È inoltre stato richiesto il patrocinio dell’ICOM -International Council of Museum-.

 

Programma

21 settembre 2017avvio del workshop

Insieme alle esercitazioni sono previste comunicazioni tematiche da parte di ospiti esterni, tra i quali progettisti, storici e direttori di musei.

 

19 ottobre 2017Primo seminario di verifica progettuale

Fondamenti/Fondazioni: Riconoscere la pluralità architettonica/Proporre un manifesto del progetto

 

5-9 dicembre 2017 • Seminario a Varsavia

Gli studenti del laboratorio incontreranno i loro corrispondenti della Faculty of Architecture of the Warsaw University of Technology, coi quali si stanno organizzando attività varie.

Il viaggio comprende sopralluoghi sull’area di progetto, la visita nei luoghi topici della città, lezioni di storici e un seminario di esposizione dei progetti presso il Museo Polin, aperto agli intellettuali e architetti polacchi.

 

12 gennaio 2018 • Mostra dei progetti al Memoriale della Shoah di Milano

Seminario-convegno e inaugurazione della mostra conclusiva dei progetti degli studenti italiani e polacchi al Memoriale della Shoah di Milano

La mostra dei progetti verrà allestita dagli studenti negli spazi del Memoriale della Shoah di Milano, nel contesto di una iniziativa pubblica che prevede anche altre attività tematiche. La mostra resterà aperta nelle due settimane successive.

I lavori degli studenti saranno presentati dai docenti del LPA e commentati da una commissione formata dagli ospiti esterni invitati per le lezioni nel corso del semestre e dai docenti della Faculty of Architecture of the Warsaw University of Technology.


Note Sulla Modalità di valutazione

L’attività svolta dagli studenti, che sarà sviluppata da gruppi di 2 persone, verrà valutata in forma progressiva a partire dai risultati dei tre seminari, fino al confronto individuale nell’esame finale, in accordo alle modalità di valutazione riassunte nei 5 descrittori di Dublino, ovvero:

1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)

2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)

3. Autonomia di giudizio (making judgements)

4. Abilità comunicative (communication skills)

5. Capacità di apprendimento (learning skills)

 

Le modalità di verifica che i docenti applicheranno nel corso del semestre e in sede di esame finale, faranno riferimento ai seguenti criteri:

– Esame finale:

• domande sulle scelte metodologico-progettuali inerenti il tema assegnato, nelle sue implicazioni coi caratteri del contesto urbano di riferimento

• domande di carattere teorico sugli argomenti del corso, sia in ordine alle lezioni tenute dai docenti e dagli ospiti esterni, sia rispetto ai riferimenti bibliografici indicati

• domande volte a evidenziare la capacità dello studente di elaborare collegamenti fra i vari argomenti del corso e con gli insegnamenti precedenti

 

– Valutazione relazione di progetto (manifesto del progetto) • valutazione (di gruppo o individuale) delle relazioni preparate per i seminari e per l'esame finale

– Valutazione elaborati di laboratorio • valutazione (di gruppo o individuale) delle attività sviluppate in sede di sperimentazione progettuale, ovvero nel corso delle revisioni settimanali e nei seminari didattici

– Presentazione orale • presentazione (di gruppo o individuale) di attività di progettazione sviluppate nell'ambito del LPA, specialemente nei 3 seminari didattici previsti

– Valutazione prova finale • presentazione e discussione di un'attività svolta in modo autonomo dall'allievo, nell'ambito dei tre insegnamenti erogati nel LPA

 

Note aggiuntive:

Insieme a modelli e ai disegni che verranno richiesti per i tre seminari previsti, si utilizzerà lo strumento del cahier de dessin in formato A4 verticale, illustrato con disegni, schizzi e commentato da note scritte, da redigere durante il laboratorio. Tale elaborato è parte integrante dei materiali da presentare all'esame finale.

Il seminario-mostra conclusiva consisterà nell’esposizione dei progetti in forma comparativa, senza spiegazioni verbali da parte degli studenti, come avviene in un concorso di progettazione.

Si sottolinea che lo studio dei contenuti delle lezioni, della bibliografia di riferimento -testi e progetti- e di eventuali approfondimenti proposti dagli studenti a integrazione della stessa e a commento delle comunicazioni, costituisce il fondamento culturale dell’esercizio progettuale.

 

 


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaM. Auge', Rovine e macerie. Il senso del tempo, Editore: Bollati Boringhieri, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica obbligatoriaJ. Calame, E. Charlesworth, Citta' divise. Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia, Editore: Medusa, Anno edizione: 2012
Note:

Prefazione di G. Morpurgo

Risorsa bibliografica obbligatoriaA. de Curtis, Figurazione: alla ricerca della forma, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriaA. Ferlenga, Citta' e Memoria come strumenti del progetto, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriaK. Frampton, Tettonica e architettura. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo, Editore: Skira, Anno edizione: 1999
Note:

Fondamentale la prefazione di Vittorio Gregotti. Scegliere uno dei progetti presentati.

Risorsa bibliografica obbligatoriaV. Gregotti, I racconti del progetto, Editore: Skira, Anno edizione: 2017
Note:

Postfazione di G. Morpurgo, Per un'archeologia della narrazione in architettura

Risorsa bibliografica obbligatoriaG. Morpurgo, Continente Varsavia: un'archeologia sottoesposta. Storia naturale della distruzione come origine del nesso segregazione-periferia, Editore: Alinea, Anno edizione: 2017, Fascicolo: 81
Risorsa bibliografica obbligatoriaG. Morpurgo, Varsavia, rigenerare cio' che resta del Ghetto, Editore: RCS, Anno edizione: 2017, Fascicolo: La Lettura, 12 febbraio 2017, p.30
Risorsa bibliografica obbligatoriaG. Morpurgo, The Ghetto Tradition in Contemporary European Cities: Memory, Narrative and Reissues, in Eutopia. Ideas for Europe Magazine , Fascicolo: 20.10.2014
Risorsa bibliografica facoltativaP. Biscottini, Note di museologia, Editore: Edicatt, Anno edizione: 2004
Risorsa bibliografica facoltativaA. de Curtis, G. Morpurgo, Il Memoriale della Shoah di Milano. Infrastruttura tra documento e progetto, Editore: Pearson, Anno edizione: 2015 http://www.pearson.it/opera/pearson/0-6033-la_freccia_del_tempo
Note:

In, C. Cozza, I. Valente (a cura di), La freccia del Tempo, Pearson, Torino-Milano 2015, pp.68-74

Risorsa bibliografica facoltativaM. Edelman, Il Ghetto di Varsavia lotta, Editore: Giuntina, Anno edizione: 2012
Note:

Prefazione di W. Goldkorn

Risorsa bibliografica facoltativaM. Edelman, Il guardiano, Editore: Sellerio, Anno edizione: 1998
Risorsa bibliografica facoltativaB. Engelking, J. Leociak, The Warsaw Ghetto. A Guide to a Perished City, Editore: Yale University Press, Anno edizione: 2009
Note:

Chiedere al docente indicazioni sulle modalita' di consultazione del volume (906 pp.).

Risorsa bibliografica facoltativaF. Espuelas, Il Vuoto. Riflessioni sullo spazio in architettura, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2004
Risorsa bibliografica facoltativaL. I. Kahn, Conversation with students, Editore: Princeton Architectural Press, Anno edizione: 1998
Note:

In alternativa: M. Bonaiti, 'Architettura e' ', Louis Kahn, gli scritti, Electa, Milano 2002

Risorsa bibliografica facoltativaLe Corbusier, Scritti, Editore: Einaudi, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica facoltativaG. Morpurgo, Architettura e narrazione nel progetto del Memoriale della Shoah: uno 'scavo archeologico' nella Stazione Centrale di Milano, Fascicolo: ArcHistor n.5 http://pkp.unirc.it/ojs/index.php/archistor/article/view/67

Software utilizzato
Nessun software richiesto

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
66.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
73.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
La frequenza del LPA è obbligatoria secondo i termini stabiliti dalla Scuola AUIC, quindi è condizione necessaria per poter sostenere l'esame finale. Il seminario intermedio previsto a Varsavia (5-9 dicembre 2017) è facoltativo. Gli studenti che per ragioni proprie non potranno parteciparvi ne dovranno dare comunicazione ai docenti con anticipo di un mese. Essi sono comunque tenuti a predisporre gli stessi elaborati di progetto richiesti a tutti i frequentanti. La valutazione degli stessi verrà fornita dai docenti a valle delle attività svolte a Varsavia.
schedaincarico v. 1.6.9 / 1.6.9
Area Servizi ICT
21/10/2021