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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2017/2018
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 091414 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DEGLI INTERNI II
Docente Caliari Pier Federico Mauro , Papi Daniele Giovanni , Torri Rossana
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAD12AZZZZA091414 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE DEGLI INTERNI II

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

 

LA DIMENSIONE PRIVATA DELL’ABITARE

-       PROGETTARE UNA VILLA

-       PROGETTARE UNO YACHT

 Gli studenti iscritti al Laboratorio, saranno invitati a scegliere uno dei due temi progettuali proposti (villa oppure yacht), qui di seguito descritti.

 

 TEMA PROGETTUALE 1. LA VILLA E LA FORMA

Oggetto del Laboratorio è una riflessione progettuale sull’architettura della villa. 

L’idea di villa è teoricamente e metodologicamente intesa come sintesi di tutte le proprietà e di tutti gli elementi specifici dell’architettura, progettabile alla scala controllata dell’interno domestico unifamiliare.

La tradizione storica e sociale della villa, a partire dai grandi esempi dell’antichità, passando per l’esperienza dell’Umanesimo fino alle più recenti declinazioni della modernità, definisce i contorni di un grande viaggio all’interno dell’architettura su misura, specchio di una individualità che giunge a decidere la forma e l’immagine di ogni elemento presente nel paesaggio della propria esistenza, e specchio di una socialità che si esprime nei rapporti di prossimità e di identità familiare. In sintesi, nella dimensione privata dell’abitare.

La villa sarà progettualmente declinata come casa-museo, cioè come complesso sistema di spazi articolati sulla base della presenza di collezioni d’arte contemporanea e archeologiche, in cui il rapporto tra pubblico e privato, tra luoghi introversi e luoghi aperti allo sguardo esterno, costituisce il vero principio ordinatore del progetto. La villa-museo è collocata a Roma, nei pressi del Colosseo e della Domus Aurea.

Sotto il profilo teorico, il nocciolo di tale riflessione è costituito dalla forma, intesa nella doppia accezione di

a) forma_idea, cioè l’insieme strutturato e ordinato degli elementi che la costituiscono, e di

b) forma percepita, cioè la qualità delle proprietà figurative che si offrono all’osservatore.

 In termini progettuali, con ciò si intende la relazione complessa e indeducibile tra spazio architettonico interno inteso come centralità assoluta, compresi gli oggetti e le attrezzature dell’abitare, la luce, le superfici che lo qualificano e il paesaggio in esso percepito (naturale o artificiale), e l’involucro architettonico esterno inteso come “carena”, cioè come dispositivo plastico percepito dall’osservatore esterno.

 L’idea, alla base della sperimentazione progettuale è che lo sviluppo recente dell’architettura, abbia fortemente messo in crisi il concetto di continuità deducibile tra la forma dell’interno e la forma dell’esterno. Questo, se da una parte, intensifica l’autonomia dell’interno rispetto alla qualificazione dello stesso all’esterno, dall’altra crea una interazione “a distanza” tra forma interna e forma della “carena”.

 Il progetto proposto agli studenti si confronta quindi con tre ordini di riflessione:

- La forma dello “spazio primario” (forma A).

- La forma della “carena” (forma B).

- La relazione formale tra forma A e paesaggio esterno, mediata dallo spazio interstiziale definito per differenza formale tra A e B.

 

METODOLOGIA PROGETTUALE E SVILUPPO PER FASI

L’atto fondativo coincide con la messa a punto di uno “spazio primario”, cioè uno spazio tutto interno definito:

- dalla sua architettura,

- da tutti gli oggetti in esso presenti (opere d’arte, arredi fissi e mobili, contenitori, sedute, rivestimenti e dispositivi di somministrazione della luce),

- dal trattamento delle superfici,

- dalla qualità dei materiali.

In sintesi, la triade lecorbusieriana spazio-oggetto-grafica espressa nella seconda prefazione al “Modulor”.

Si procederà poi con la carenatura dell’organismo primario interno, con il duplice obbiettivo di definire il rapporto plastico tra la villa e il paesaggio esterno, naturale e antropizzato, e tra lo spazio primario e la luce naturale. Il risultato sarà un complesso spazio interstiziale, un “between” tra lo spazio primario e la membrana della carena. Si tratta anch’esso di un interno, occulto e misterioso. Ma anch’esso abitabile.

 Il progetto avrà una specifica declinazione, quella dell’Ego. Divus, che consiste in un agire progettuale che si sviluppa su un doppio binario: progettare per se stessi, progettare per il principe. Operare internamente a questo dualismo, significa lavorare in una dimensione altamente personalizzata e, assieme, fortemente idealizzata, (vedi l’esempio del progetto della reggia del Principe Ottone I di Baviera ideata da Schinckel sull’Acropoli). 

 

INTERNI | DESIGN. ZOOMING SUL PRODOTTO D’ARREDO 

L’abitare “su misura”, con le sue declinazioni e interpretazioni legate al paesaggio di oggetti “one off” presenti nella villa, costituisce storicamente uno dei terreni di confronto progettuale dell’architetto che opera per se (e per il principe). Una realtà scomparsa dagli orizzonti della formazione dell’architetto che questo laboratorio intende ripristinare, riappropriandosi di un mestiere necessario per il controllo del progetto alla scala domestica.

L’esperienza progettuale assumerà quindi una dimensione integrale e porterà ad una riflessione sul disegno del prodotto d’arredo. Il ragionamento alla piccola scala avrà pertanto una ricaduta sulla progettazione di prodotti da realizzarsi con modelli in scala 1:1. Il riferimento metodologico sarà l’insieme di prodotti progettati e realizzati da Gerrit Rietveld nel quadro della sperimentazione operata da De Stijl negli anni ’20, e ancora oggi attualissima per quanto riguarda un approccio “minimalista” al prodotto d’arredo.

 

BIBLIOGRAFIA

Sulla Villa e sulla casa museo

Pier Federico Caliari, Tractatus Logico Sintattico. La forma trasparente di Villa Adriana, Edizioni Quasar, Roma, 2012.

Frank Lloyd Wright, Taylor Woolley (disegni), “Ausgeführte Bauten und Entwürfe von Frank Lloyd Wright”, Ernst Wasmuth Editore, Berlino, 1911. Oggi edito da Jaca Book, con prefazione di Vincent Scully, 1986

Andreoli A. (a cura di) Il Vittoriale degli Italiani. Skirà, Milano, 2004.

Tim Knox, Sir John Soane's MuseumLondon.  Merrell,  2009.

Sulla progettazione nautica

Massimo Musio-Sale, Yacht design. Dal concept alla rappresentazione. Tecniche Nuove, Milano, 2009

Barche, Mensile Internazionale della Nautica, Dicembre 2011. “Una questione di forma”, Intervista a Pier Federico Caliari.

Pier Federico Caliari e Massimo Musio Sale (a cura di) Il Mediterranean Style. 1959_1979, International Sea Press, Milano, 2013

 

TEMA PROGETTUALE 2. LO YACHT E LA FORMA DINAMICA

Il progetto di una barca, in questo caso uno yacht di 12-15 metri, è un processo complesso in cui convergono aspetti di eccellenza ideativa, produttiva, costruttiva, tecnologica e performativa. E’ un’esperienza solo in parte assimilabile a quella del progetto di un edificio, poiché contrariamente ad esso uno yacht è una struttura la cui condizione fondamentale è quella di confrontarsi con il galleggiamento e la navigazione. Non è una struttura statica, è una struttura viaggiante con prerogative non solo di abitabilità, ma anche di manovrabilità. In sintesi è una forma dinamica capace di trasformare il suo assetto e di disporsi a ricevere le sollecitazioni di diversa natura del mare.

Lo yacht design è da intendersi come insieme di saperi, competenze e processi organizzati intorno ad una ricerca sia scientifico-tecnologica che formale. E’ una disciplina declinata in una componente costruttivo-cantieristica legata alle performance e alla navigabilità, in una componente di stile e allestimento one off e in una particolarissima articolazione dell'architettura degli interni, che la rendono del tutto eccezionale sotto il profilo dell'esperienza della storia del Made in Italy.

Abitare il mare è il tema dell’esperienza progettuale. Comprendere la natura di una imbarcazione è il primo passo per portare gli studenti all’interno di un processo progettuale, fino a questo momento unico e originale nell’offerta formativa della Scuola. Acquisire le conoscenze di base di un mestiere è l’obbiettivo finale di un’esperienza conoscitiva che nel Laboratorio trova il suo start up.

Sotto il profilo della riflessione formale e di quanto espresso in precedenza con il concetto di “spazio primario” e con quello di spazio interno inteso come centralità assoluta, la progettazione di un’imbarcazione si porta dietro tutta l’esperienza propria dell’architettura basata sulla percezione dello spazio e della sua abitabilità nonchè sulla comprensione della forma carenata dello scafo e della compressione della sua sezione, attraverso il disegno sia dell’impianto generale sia del dettaglio, questo sì di primaria importanza.

Gli studenti che sceglieranno il tema dello yacht disporranno dei disegni costruttivi di una carena performante di 27 metri realizzata per una nota imbarcazione, il Leopard Sport Open costruito dai Cantieri Arno di Limite sull’Arno verso la metà degli anni Novanta (oggi Cantieri Leopard di Pisa).

Internamente a questo scafo e sopra di esso verrà sviluppata la progettazione degli spazi interni ed esterni seguendo i principi metodologici già espressi per quanto riguarda la progettazione della villa.

Dopo una prima fase a carattere conoscitivo, basata sull’esplorazione di casi studio della nautica contemporanea, si passerà alla progettazione originale della sovrastruttura e dell’interno dello scafo, che raggiungerà la scala del dettaglio, sia mediante la predisposizione di rappresentazioni bi-tri dimensionali sia mediante la realizzazione di un modello a “scheletro”.

 

IL GRAND TOUR

Il percorso conoscitivo dei temi proposti dal Laboratorio prevede anche la partecipazione (facoltativa) al “Grand Tour”, un viaggio di studio che avrà per oggetto la visita:

- alla location di progetto riferita alla villa, che è localizzata a Roma

- ad alcuni dei più significativi capolavori di architettura presenti sul territorio italiano in termini di architettura d’interni (musei e teatri) e di esempi costruiti di architettura della villa.

- ad un cantiere navale di importanza internazionale a Viareggio.

Qui di seguito la bozza del programma di viaggio (aperta ad eventuali modifiche)

 

VIAGGIO DI STUDIO

A PARMA, SIENA, ROMA, VILLA ADRIANA, CAPRAROLA, FIRENZE

 

MERCOLEDI’ 11 OTTOBRE

Ore 6,30 Appuntamento in Piazza Leonardo da Vinci angolo Via Bonardi

Ore 7,00 Partenza da Milano

Ore 9,00 Visita al Palazzo della Pilotta a Parma, Teatro Farnese, Galleria dell’Accademia (Arch. Guido Canali)

Ore 11,00 Partenza per Viareggio

Ore 15,00 Visita al Cantiere Sanlorenzo di Viareggio

Ore 17,30 Partenza per Siena

Ore 20,00 Check in Hotel

Ore 21,00 Cena e serata libera

 

GIOVEDI’ 12 OTTOBRE

Ore 9,00 Visita al Museo di Santa Maria della Scala (Arch. Guido Canali).

Ore 10,30 Partenza per Roma

Ore 13,00 Check In Hotel

Ore 15,00 Visita alle aree di progetto

Ore 17,00 Visita al Teatro di Marcello, Portico d'Ottavia, Isola Tiberina, Pantheon.

Ore 20,00 Cena e serata libera

 

VENERDI’ 13 OTTOBRE

Ore 9,00 Partenza per Villa Adriana

Ore 10,30 Visita di Villa Adriana

Ore 13,00 Pranzo presso Agriturismo La Rosolina

Ore 15,00 Partenza per Roma

Ore 16,30 Visita al Museo dell’Ara Pacis (Arch. Richard Mayer)

Ore 17,30 Visita libera della città.

 

SABATO 14 OTTOBRE

Ore 14,00 Partenza per Caprarola

Ore 11,00 Visita a Palazzo Farnese /Arch. Vignola, Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi)

Ore 13,00 Pranzo

Ore 15,00 Partenza per Firenze

Ore 17,00 Check in Hotel

Ore 18,30 Visita libera della città e cena.

 

DOMENICA 15 OTTOBRE

Ore 9,30 Performance di disegno dal vero alla Loggia dei Lanzi

Ore 11,00 Visita al Museo Gucci (Facoltativa)

Ore 12,00 Visita al Museo dell'Opera del Duomo

Ore 13,00 Pranzo

Ore 17,00 Partenza per Milano

Ore 22,00 Arrivo previsto a Milano

Inoltre, verranno organizzate ulteriori visite al Vittoriale degli Italiani, la casa museo di Gabriele D’Annunzio a Gardone Riviera e presso note aziende di design del prodotto d'arredo (Cassina a Meda, Riva 1920 a Cantù, ecc.)

 

MODULO DI RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE

Prof. Daniele Papi

 

Contenuti

Modulo tecnico

Il modulo vuole approfondire il ruolo del disegno a partire da quella «zona grigia» che si colloca all'intersezione fra l'architettura e le altre arti (pittura, scultura e arti minori). Sembra ormai comunemente accettato che, nonostante nel Rinascimento si sia assistito a quella riqualificazione delle discipline artistiche culminata nell'istituzione delle accademie, allora come oggi l'attività artistica è tanto intellettuale quanto manuale, e i materiali e i metodi impiegati dagli artisti hanno sempre fornito contributi importanti alla loro visione poietica.

In questo riorientamento relativamente recente della letteratura scientifica l'architettura non ha ancora trovato il suo posto, per cui il disegno eseguito dal calcolatore – tecnica del tutto disincarnata e dematerializzata – sembra confermare e sottolineare la distanza che separa il pensiero-concezione dell'esecuzione da ciò che quest'ultima ha di fisico, ed in effetti i due ambiti sembrano del tutto distanti: da una parte l'architetto, dall'altra il costruttore. Ma tanto ai nostri giorni quanto nel passato niente sembra essere più lontano dalla realtà e, anche se nel Rinascimento gli architetti non inventavano materiali nuovi come fanno oggi, essi si producevano frequentemente nelle arti limitrofe in qualità di scultori, pittori, decoratori e scenografi.

Giorgio Vasari, a cui risale la genealogia della separazione tra ideatore e realizzatore, dell'architetto dice: «il suo solo vero lavoro è disegnare, tutto il resto è affidato agli operai e ai costruttori [...] e l'intersezione fra le arti si situa precisamente nel disegno». Orbene, se in questo «disegno» i materiali e gli strumenti giocano un ruolo tanto importante quanto l'intelletto e l'idea, occorre allora interrogarsi su questioni fra loro interconnesse.

Anzitutto: si sono verificati degli scambi tra le discipline in virtù della mediazione degli artisti che lavoravano in ambiti diversi, e se sì in che modo? In secondo luogo: come questi scambi sono stati stimolati dalla grande diversità di tecniche, materiali e strumenti? Infine, poiché le arti «minori» occupano un posto molto importante nella gamma delle attività praticate dagli artisti-architetti, è opporuno chedersi se e in che modo esse abbiano favorito l'affermarsi di nuove idee presso gli artisti ed i loro mecenati. Le risposte a tutti questi interrogativi pongono al centro il disegno e la dimensione rappresentativa.

Ancora nel XIX sec., vale a dire all'epoca che vede costituirsi la storia dell'arte come disciplina accademica e che corrisponde al tempo forte della proclamata unità delle arti, l'architetto e teorico Gottfried Semper e i promotori della conservazione museale concepiscono il lavoro artistico come una fonte di idee ispirate dalla materia: il Victoria & Albert Museum a Londra e il Museum für Kunst und Industrie a Vienna non sono che due esempi di istituzioni fondate su questa visione delle cose, visione che dalla seconda metà del XIX sec. fino al Bauhaus ha ispirato una parte importante delle riflessioni sulle arti e sui mestieri dell'arte.

Occorre insomma analizzare le interconnessioni che operano al di là delle frontiere disciplinari e riorientare il dialogo fra arti e architettura verso la materialità; quindi ricollocare in questo spazio di interconnessione un discorso che è di norma relegato ai margini di ciascuna disciplina: il discorso del disegno.

Articolazione del modulo (6 lezioni di circa 60'):

1. Living architecture, il βίος dell'architettura

2. La dimensione plastica

3. Il disegno di architettura e la «mano» dell'architetto

4. Textures

5. Oltre la bidimensionalità: quadrature e trompe-l'oeil

6. L'architettura e il colore

 

Modulo applicativo

Il modulo considera il “disegno dell’ordine” attraverso la pratica delle lezioni del corso di Biot-Faucher all’Academie des Arts et Architecture di Parigi del 1765.

Disegno in vacuum e in plenum, grana della materia e tessitura, restituzione della luce e dell’ombra, ornato di dettaglio, quadro di visione dello spazio prospettico e concetto di distanza infinita dell’osservatore.

Proiezioni sui piani del diedro di Monge e loro uso per la restituzione secondo Laugier di pianta, prospetto, piano secante (sezione) come elementi imprescindibili e biunivocamente connessi ad uno ad uno a utilitas, venustas, firmitas.

Pratica delle 5 forme del disegno per il progetto attraverso l’analisi dell’opera del Milizia, di Quarenghi e Bibiena.

Realizzazione di 6 cartoni di esercizio a carbone, pasta sanguigna, punta piombo, grafite, acquarello sui temi proiettivi espressi dal percorso.

Articolazione delle esercitazioni (60’ spiegazione in aula 4h lavoro a casa)

  1. ridisegno, cambio della luce
  2. disegno a vista, luce ed ombra
  3. disegno dal vero, contributo delle fonti diverse
  4. disegno mnemonico, conoscenza e eidetica insufficiente
  5. disegno di soggetto, ordini classici e loro forma ornata
  6. disegno di precisione, le forme a distanza infinita e loro ombreggiatura

 

MODULO DI SOCIOLOGIA DEL TERRITORIO

Prof.ssa Rossana Torri

 

CONTENUTI

Il modulo di Sociologia del Territorio ha come principale obiettivo quello di illustrare il contributo delle scienze sociali alla riflessione e alla pratica disciplinare del progetto di architettura, sensibilizzando gli studenti sulla relazione tra uomo e ambiente costruito.

In particolare, coerentemente con il focus del Laboratorio, il modulo propone un percorso seminariale specifico sulla dimensione privata dell’abitare affrontato in una prospettiva storico-sociologica.

Seguendo il filone degli storici francesi Philippe Ariès e Georges Duby (Histoire de la vie privée), vengono percorsi i mutamenti che nel tempo hanno caratterizzato la nozione e gli aspetti della vita privata e le ricadute che questi mutamenti hanno prodotto sulle concezioni, le rappresentazioni e il progetto dello spazio domestico, in una irriducibile dialettica con lo spazio pubblico.

Partendo dalla “casa pubblica” del Medioevo, la trattazione affronta le lente e graduali trasformazioni che hanno visto l’affermazione di una dimensione privata dell’abitare, fino ad arrivare alla contemporaneità, avvalendosi di materiali diversi come immagini, riproduzioni di dipinti e video, a illustrazione dei concetti e dei problemi trattati.

A fondamento del percorso c’è l’idea che lo spazio fisico abbia natura “socialmente costruita”. Lo spazio è, da un lato, espressione dell’organizzazione della società e, dall’altro, produce effetti sui comportamenti degli individui, dei gruppi sociali, delle popolazioni che lo utilizzano e abitano. Citando il geografo contemporaneo Nigel Thrift, “lo spazio è fatto ed è simultaneamente capace di fare”.

 

La bibliografia di base del modulo è costituita da una selezione di capitoli tratti dai seguenti testi:

 

G. Amendola, Uomini e case. I presupposti ideologici della progettazione architettonica: Bari, Dedalo, 1985

P. Ariès, G. Duby, La vita privata. Dal Rinascimento all'Illuminismo: Roma-Bari, Laterza, 2001.

P. Ariès, G. Duby, La vita privata. Dal Feudalesimo al Rinascimento: Roma-Bari, Laterza, 2001.

P. Ariès, G. Duby, La vita privata. L’Ottocento: Roma-Bari, Laterza, 2001.

P. Ariès, G. Duby, La vita privata. Il Novecento: Roma-Bari, Laterza, 2001.

 

 

 

 


Note Sulla Modalità di valutazione

La valutazione avverrà innanzitutto sulla verifica dei contenuti progettuali e, contestualmente, sui contenuti teorici che costituiscono il fondamento del laboratorio e degli insegnamenti integrati ad esso correlati. In particolare sarà verificato il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, definiti in accordo con i seguenti parametri:
1 Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
2 Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
3 Autonomia di giudizio (making judgements)
4 Abilità comunicative (communication skills)
5 Capacità di apprendimento (learning skills)

Le modalità di presentazione dei progetti, il corredo grafico-iconografico e quant’altro necessario alla verifica della qualità del processo progettuale e della consapevolezza dei contenuti, sarà concordato con la docenza.

Modalità di verifica

 

Descrizione

 

Esame orale

  • domande di carattere teorico sugli argomenti del corso
  • domande volte a evidenziare la capacità dello studente di elaborare collegamenti fra i vari argomenti del corso e con gli insegnamenti precedenti

Valutazione elaborato di laboratorio

  • valutazione (di gruppo o individuale) delle attività sviluppate in sede di laboratorio progettuale

 


Bibliografia
Risorsa bibliografica facoltativaWRIGHT, FRANK LLOYD, STUDIES AND EXECUTED BUILDINGS BY FRANK LLOYD WRIGHT, Editore: Ernst Wasmuth, Rizzoli Intl Pubns (novembre 1998), Anno edizione: 1910, ISBN: 9783803001788 http://www.ribabookshops.com/item/studies-and-executed-buildings-by-frank-lloyd-wright/73587/
Risorsa bibliografica facoltativaPIER FEDERICO CALIARI, TRACTATUS LOGICO SINTATTICO. LA FORMA TRASPARENTE DI VILLA ADRIANA, Editore: EDIZIONI QUASAR, ROMA, Anno edizione: 2012, ISBN: 978-88-7140-485-1 http://www.edizioniquasar.it/sku.php?id_libro=1940

Software utilizzato
Nessun software richiesto

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
66.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
73.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.9 / 1.6.9
Area Servizi ICT
30/11/2021