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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2016/2017
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 091319 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA
Docente Bianconi Marco , Rocca Alessandro
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAD12AZZZZB091319 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

 

Exit, dopo la città giardino

 

"I can't understand why people are frightened of new ideas. I'm frightened of the old ones" (John Cage)

Le nuove tecnologie stanno cambiando i parametri del quotidiano contemporaneo. Cambiano i requisiti dell’ambiente residenziale, i caratteri dei luoghi di lavoro, la percezione e l’uso dello spazio pubblico. La tecnologia è oggi il nuovo medium dominante, un sistema di conoscenze che riscrive abitudini e regole della vita quotidiana, introduce nuove routine e genera un nuovo orizzonte culturale e comportamentale. Il progetto deve considerare e interpretare la persistenza della struttura urbana e territoriale e la durata dei modelli tipologici e morfologici agganciati ad abiti culturali stratificati e condivisi. Nello stesso tempo, deve incorporare gli stimoli, le opportunità e le soluzioni offerte dalla scienza applicata costruendo per le persone gli scenari più produttivi, accoglienti ed efficienti, dove sviluppare in modo creativo le nuove potenzialità tecniche. La progettazione architettonica e urbana è dunque chiamata ad assumere, come tema generale, il disegno di un mondo nuovo, e a prefigurare lo spazio, l’immagine, la struttura, l’organizzazione e le modalità d’uso di un futuro prossimo venturo, un futuro in rapido avvicinamento che, in molti casi, già si manifesta con forza nel nostro presente.

 

Mobilità

 Gli ultimi sistemi di trasporto, di mobilità pubblica e privata, possono adottare forme, tecnologie e modalità di funzionamento e impiego molto diverse da quelle attuali. Le applicazioni Smart City introducono una domotica a scala urbana che punta a coordinare e integrare, in sistemi complessi, l’intero ventaglio della mobilità. Per altri versi, si realizzano modalità di movimento che ampliano di molto i gradi di libertà, consentendo un’interazione più sicura, e quindi più ravvicinata, tra mezzi meccanizzati e spazio pubblico. Veicoli elettrici, autoguidati, portatili, configurano nuovi parametri di sicurezza e accessibilità e una nuova ricchezza di relazioni e anticipano la nascita di uno spazio pubblico meno differenziato, dove la separazione dei flussi non è più necessaria e dove si richiedono nuove attrezzature e nuove infrastrutture più ibride, leggere e flessibili. Le secolari forme urbane della strada e della piazza possono essere chiamate ad affrontare mutazioni profonde che potrebbero richiedere la loro eclissi definitiva per lasciare il posto ad altri luoghi, altre piattaforme con nuovi caratteri spaziali, funzionali e simbolici. Ugualmente, questa mobilità leggera, interattiva e flessibile, suggerisce una nuova metodologia di organizzazione del rapporto tra spazio pubblico e spazio privato, tra percorso e sosta, tra esterno collettivo e interno domestico. La distribuzione interna degli edifici, sia di abitazione che a diversa destinazione, richiede di essere riconfigurata sui nuovi parametri di una mobilità, e di una accessibilità, molto più variegata e informale, che prevede un’organizzazione meno gerarchizzata, reticolare, pervasiva e tendenzialmente continua.

 

Cecità

 Camminare in una bolla, ascoltare musica, leggere messaggi e scrivere tweet. Essere fisicamente in un luogo e mentalmente in un altro. Basculare come zombie (in)consapevoli. Il cambiamento della postura di deambulazione per l’attenzione allo smartphone ha modificato l’inclinazione dell’asse visivo da orizzontale a 45 gradi verso il basso. Le conseguenze più dirette sono l’aumento di incidenti che coinvolgono i pedoni, tanto che alcune municipalità pensano a rendere illegale mandare i messaggi mentre si cammina nello spazio pubblico. Pragmatiche città come Stoccolma, Augusta e Copenhagen hanno introdotto “text walking lane”, semafori e segnaletica orizzontale dedicata, a volte ironicamente, a chi non può fare a meno di scrivere mentre cammina. Il secondo atteggiamento suggerisce la modifica dello spazio conseguente al cambiamento delle abitudini di utilizzo del suo utente principale. Ammette che la tecnologia degli smartphone fa parte della nostra vita e non solo come un divertimento o una distrazione ma come un importante strumento di interazione con la città da cui ricavare mappe per spostarsi e informazioni su servizi, negozi o ristoranti. Immaginare un scenario futuribile della città, uno spazio a prova di “pilota automatico” dove persone ipovedenti, rispetto alla realtà diretta, ma dotati di diversi strumenti e sensi, ne diventano gli utenti ideali.

 

La fine dell’ornamento

La realtà aumentata, l’irrompere e il diffondersi di brandelli di realtà virtuale nelle routine metropolitane, il sovrapporsi di immagini olografiche, video, monitor, pareti interattive, indicatori led, suoni registrati, sistemi di illuminazione e di condizionamento, stanno trasformando l’architettura in un sistema infrastrutturale grezzo che si completa e si specifica attraverso la sommatoria delle sue dotazioni elettroniche. Negli anni Settanta, il loft newyorchese ha rappresentato la prima alternativa radicale all’interno borghese, spostando il centro domestico da quello che la casa può esporre, le collezioni, gli arredi, i decori, a quello che nello spazio può accadere: la produzione artistica, l’happening, l’esaltazione dell’intensità dello scambio sociale. In poche parole, un trasferimento di valore dagli oggetti alle azioni, dalle cose agli eventi. A quella intuizione vincente, l’architettura ha risposto trasformandosi essa stessa in protagonista dell’evento, usando come strumentazione spettacolare il repertorio formale della tecnologia avanzata, delle strutture innovative, dei materiali industriali più avanzati. 

Oggi, in una atmosfera generale molto mutata e tutt’ora in grande cambiamento, si assiste a un analogo massiccio trasferimento di valore. L’evento si smaterializza in uno sciame elettronico che si condensa in immagini, messaggi e spazi che possono essere continuamente riprogrammati e ridisegnati. Tutto l’apparato tecnico, formale e ornamentale del neomodernismo hi-tech appare come una sovrastruttura che può essere rimpiazzata da un apparato ornamentale immateriale, un apparato di byte che può ottenere effetti altrettanto spettacolari ma anche, se utilizzato nel modo giusto, interazione, condivisione, flessibilità, sostenibilità economica e sociale.

 

La produzione dello spazio: il progetto

La produzione dello spazio, citando il celebre saggio di Henri Lefevbre, riguarda oggi l’invenzione di nuove modalità di coesistenza, di sovrapposizione, di espansione e accoglienza delle attività vitali della città e del territorio. Al sorgere del ventesimo secolo il progetto della città giardino proponeva una nuova interpretazione del rapporto con la natura; oggi, sia le città che i giardini sono molto cambiati, ma l’obiettivo di ripensare lo spazio artificale recuperando qualità, modalità d’uso e immagini di origine bucolica resta di grande interesse e attualità. Gli scambi tra la condizione urbana e il mondo rurale, tra l’alternanza tra luoghi della congestione e della contemplazione, la progettazione di presenze vegetali importanti in contesti cittadini, sono tutti frammenti che concorrono a costituire una nuova cultura urbana che non è più basata sull’antagonismo tra città e campagna, punto centrale della tradizione italiana, ma sulla compresenza, mescolanza e ibridazione di paesaggi e ambienti plurali che possono convivere ed essere complementari.

La progettazione architettonica e urbana sarà quindi chiamata a interpretare una condizione metropolitana tipicamente contemporanea, a configurare edifici e spazi aperti adeguati alle nuove disponibilità tecnologiche, alla forma della società emergente. Si tratterà quindi di concepire un intervento complesso, di carattere strategico, da rappresentare indicativamente secondo tre scale progressive e integrate in un ragionamento unitario: un masterplan chiaramente strutturato e fondato su una precisa idea di carattere architettonico e sociale; un approfondimento progettuale di spazi aperti in scala più ravvicinata; uno sviluppo progettuale di uno o più edifici che giunga a definire in dettaglio i caratteri morfologici e distributivi e le caratteristiche tecniche essenziali.

 

La scala urbana

In aggregato, e su scala urbana, le implicazioni dei cambiamenti sopracitati sono molteplici. Si diversificano i tipi e le situazioni insediative e cambia l’organizzazione urbana, soprattutto nelle aree di frangia. Allo stesso tempo, questi mutamenti nelle condizioni di contesto aprono a ipotesi progettuali inedite. Il laboratorio propone un’esperienza di progetto finalizzata a identificare i connotati morfologici e insediativi di queste nuove tendenze, partendo dalla verifica/validazione/falsificazione di una serie di assunti di base della pianificazione. Città compatta / città radiocentrica: dal punto di vista delle reti infrastrutturali e del metabolismo urbano, sostenibilità ambientale e dispersione sono concetti necessariamente contrapposti? Da qui discendono anche questioni legate alla connettività: esperimenti di ‘off-grid living’ (off-grid inteso dal punto di vista energetico).

Mixité (usi del suolo): le comunità (e il modo in cui ci relazioniamo a chi ci sta vicino) sono sempre piu ‘di interesse’ e sempre meno legate alla prossimità spaziale. Come garantire, date queste premesse, condizioni ottimali di urbanità su scala locale? Le politiche dei trasporti sono tradizionalmente basate sulla divisione tra trasporto pubblico e mobilità con mezzo privato. Le modalità ‘on demand’ e di ‘sharing’, ma anche i sistemi di Personal Rapid Transit e l’arrivo di vetture autoguidate, potenzialmente minano alla base questa dicotomia e spostano l’attenzione dalla materialità delle infrastrutture e i veicoli, a un’idea di mobilità intesa come servizio. Cambia il modo in cui si dimensionano gerarchicamente le infrastrutture? Se sì, come? In relazione ai processi di governance delle trasformazioni urbane, nuove pratiche di partecipazione attiva delle popolazioni, esperimenti di social innovation, crowd funding e urbanistica open source sembrano indicare il superamento della netta distinzione tra policy-makers e policy-takers. A tal fine, particolarmente importanti risulteranno lo studio dei mutamenti nelle pratiche legate alla mobilità e ai trasporti, lo studio dell’organizzazione degli spazi collettivi, delle funzioni e degli usi del suolo.

 


Note Sulla Modalità di valutazione

La valutazione avverrà in base ai criteri indicati, per i corsi di laurea di livello magistrale, nei "Descrittori di Dublino", che richiedono agli studenti di procedere alla progressiva acquisizione delle seguenti capacità:

conoscenze e capacità di comprensione che estendono e/o rafforzano quelle tipicamente associate al primo ciclo e consentono di elaborare e/o applicare idee originali, spesso in un contesto di ricerca;

capacità di applicare le loro conoscenze, capacità di comprensione e abilità nel risolvere problemi a tematiche nuove o non familiari, inserite in contesti più ampi (o interdisciplinari) connessi al proprio settore di studio;

capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità, nonché di formulare giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche collegate all’applicazione delle loro conoscenze e giudizi;

capacità di comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità le loro conclusioni, nonché le conoscenze e la ratio ad esse sottese, a interlocutori specialisti e non specialisti;

capacità di apprendimento che consentano loro di continuare a studiare per lo più in modo auto-diretto o autonomo.

La frequenza delle lezioni, la presentazione degli elaborati di lavoro e la partecipazione ai seminari sono attività obbligatorie e necessarie per sviluppare il progetto architettonico e urbano secondo le linee guida tracciate e discusse nel corso del semestre. L’esame finale consiste nella valutazione degli elaborati svolti durante il semestre e del progetto, del quale lo studente dovrà possedere piena consapevolezza teorica e tecnica.


Bibliografia
Risorsa bibliografica facoltativaBanham, Reyner, Ambiente e tecnica nell'architettura moderna, Editore: Laterza, Anno edizione: 1993, ISBN: 884204170X
Note:

BCA 720.47 BANHR

Risorsa bibliografica facoltativaCerteau, Michel : de, L'invenzione del quotidiano, Editore: Edizioni Lavoro, Anno edizione: 2001, ISBN: 8879109936
Note:

BCA 306 CERTM

Risorsa bibliografica facoltativaDimendberg, Edward, Diller Scofidio + Renfro : architecture after images, Editore: University of Chicago Press, Anno edizione: 2013, ISBN: 9780226151816
Note:

BCA 720.922 DIS 004

Risorsa bibliografica facoltativaKubo, Michael - Moussavi, Farshid, The function of ornament, Editore: Actar, Anno edizione: 2006, ISBN: 8496540502
Note:

BCA 729.1 FUNOO

Risorsa bibliografica facoltativaLefebvre, Henri, La produzione dello spazio, Editore: Mozzi, Anno edizione: 1976
Note:

BCA 153.752 LEFEH

Risorsa bibliografica facoltativaPell, Ben, The articulate surface : ornament and technology in contemporary architecture, Editore: Birkhauser, Anno edizione: 2010, ISBN: 9783034602211
Note:

BCA 729.1 PELLB

Risorsa bibliografica facoltativaRahm, Philippe, Architecture metereologique , Editore: Archibooks, Anno edizione: 2009, ISBN: 9782357330498
Note:

BCA 720.47 RAHMP

Risorsa bibliografica facoltativaRocca, Alessandro, Architettura low cost/low tech : invenzioni e strategie di un'avanguardia a bassa risoluzione , Editore: Sassi, Anno edizione: 2010, ISBN: 9788896045152
Note:

BCA 724.7 ROCCA

Risorsa bibliografica facoltativaRocca, Alessandro, Architettura naturale, Editore: 22 Publishing, Anno edizione: 2006, ISBN: 8895185005
Note:

BCA 720.47 ROCCA

Risorsa bibliografica facoltativaGabellini, Patrizia, Fare urbanistica : esperienze, comunicazione, memoria, Anno edizione: 2010, ISBN: 9788843052103
Note:

BCA 711.4 GABEP

Risorsa bibliografica facoltativaMazza, Luigi, Piano, progetti, strategie, Editore: Franco Angeli, Anno edizione: 2004
Note:

BCA 711.1 MAZZL

Risorsa bibliografica facoltativaRatti, Carlo, Architettura open source : verso una progettazione aperta, Editore: Einaudi, Anno edizione: 2014, ISBN: 9788806214272
Note:

BCA 720.1 RATTC


Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
65.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
72.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
22/04/2021