logo-polimi
Loading...
Risorse bibliografiche
Risorsa bibliografica obbligatoria
Risorsa bibliografica facoltativa
Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2016/2017
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 096346 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II
Docente De Curtis Annalisa , Morpurgo Guido Mario , Vercellotti Andrea
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAA12AZZZZC096346 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA II

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Progetto Waliców: forma e trasformazione.

Un Memoriale del presente tra le rovine dell’ex Ghetto di Varsavia.

 

L’ambito di progetto • Fondamenti

La città europea detiene una sorta di triste primato sull’origine della separazione forzata tra etnie e religioni che rappresentano le stesse componenti che hanno contribuito all’identità stessa dell’Europa quale arcipelago intrinsecamente multiculturale.

Nella sua problematica estensione, il principio spaziale che polarizza questo principio, quello del ghetto, si è declinato in molte varianti nel corso del tempo, come sequenza di recinti imposti per difendere privilegi e supposte identità razziali o nazionali, per separare gruppi comunitari e linguistici.

La ‘tradizione del ghetto’ in quanto fatto fisico assume oggi i connotati inquietanti di uno specifico fenomeno urbano, che si sta ulteriormente dilatando nella forma di enclaves interne al corpo della città europea, incidendo in profondità sull’identità futura e sul significato stesso del nostro spazio abitabile, sempre di più simile a una somma di recinti impermeabili, segnati da una profonda lacerazione sociale ed etnica, non più limitata alla granulosa frammentazione fisica delle periferie.

La storia contemporanea delle cosiddette ‘città divise’ –Belfast, Beirut, Berlino, Gerusalemme, Mostar e Nicosia- ne costituisce l’estremizzazione più radicale e, insieme alle recenti rivolte delle banlieues parigine e dei riots nelle periferie londinesi, rappresenta la declinazione a noi più prossima della ‘tradizione del ghetto’ caratterizzata dalla violenza e dalle barriere socio-culturali e fisiche della segregazione.

Il tema del ghetto è quindi di centrale attualità nel dibattito sul presente delle nostre città, che rende urgente comprendere i fenomeni di polarizzazione dei conflitti sociali, sempre più specializzati a livello spaziale. Ogni grande città è infatti in bilico tra le possibilità di integrazione e l’accettazione acritica e indifferente di una separata coesistenza delle sue componenti etniche e sociali, evidenziando la necessità di intervenire prima che tensioni e conflitti rendano inevitabili nuovi recinti, divisioni e forme di apartheid. Agire dunque anche attraverso il progetto di architettura, anticipando i possibili punti di non ritorno. Ma come?

È proprio la ‘tradizione del ghetto’ continuamente rieditata nella storia dell’Europa moderna, a rappresentare il terreno di studio da cui ripartire per poter avviare un’azione di riconoscimento critico del fenomeno, la cui urgenza sembra sfuggire non solo agli amministratori, ma anche agli architetti e ai pianificatori delle nostre città.

 

Il tema progettuale • Fondazioni

Ripercorrendo la drammatica vicenda della divisione urbana nello sviluppo della città europea, dalla sua prima apparizione medioevale fino ad oggi, il caso del Ghetto di Varsavia istituito dai nazisti tra il 1940 e il 1943 -anno della sua definitiva liquidazione insieme ad altri 35 casi nella sola Polonia-, rappresenta una matrice-base con cui rileggere le divisioni urbane che segnano il nostro presente, come fenomeno strutturato sulla base di ideologie difensive per giustificare il razzismo.

Il Ghetto di Varsavia rappresenta un caso del tutto speciale, in quanto proprio da questa città ferita è scaturita una speciale forma di vitale risposta, sia nei termini di una specifica produzione culturale, sia attraverso una rivolta compiuta da giovani civili.

L’importanza culturale di questo evento, premessa alla rivolta di Varsavia del 1944 organizzata dalla resistenza polacca, è come noto terminata con la distruzione pressoché totale della città da parte dei nazisti, edificio per edificio; con l’annientamento della sua popolazione, del suo patrimonio umano, storico-culturale, architettonico, urbano e artistico.

 

Nonostante le distruzioni naziste, le successive cancellazioni avvenute nel corso della ricostruzione di Varsavia da parte del regime comunista nel dopoguerra, e le demolizioni effettuate in anni recenti a seguito dello sviluppo incessante della Varsavia contemporanea, sopravvivono nella città contemporanea gli ultimi frammenti del vecchio ghetto. Queste testimonianze di un’intera cultura e della resistenza all’annientamento, sono oggi in pericolo, in quanto rischiano di essere definitivamente rimosse dalla città e dalla coscienza collettiva europea, a causa delle rapide trasformazioni urbane innescate da un’attività edilizia aggressiva e immemore. Si tratta di luoghi che sono patrimonio dell’umanità; essi rappresentano una testimonianza, un monito e al tempo stesso uno straordinario materiale di costruzione per un futuro di dialogo e di convivenza civile consapevole del proprio passato, un valore da proteggere e rigenerare mediante un attento progetto museografico, quindi architettonico e urbano, prima che sia troppo tardi.

Alcune aree dell’ex Ghetto polarizzano in maniera particolarmente eloquente il senso del tempo, la dimensione della Memoria, lo spessore documentale della Storia. Tra di esse, un caso-studio particolarmente significativo è rappresentato dall’isolato meridionale di ulica Waliców, durante l’occupazione abitato da intellettuali e teatro di battaglie i cui segni sono ancora visibili. Nell’angolo sud-ovest del vecchio ghetto, insieme alla ex fabbrica che costituiva un tratto del muro occidentale del recinto, resiste ancora una parziale sopravvivenza degli edifici d’affitto a corte interna che caratterizzavano tutta l’area di espansione della città fino al 1943. Dei sei edifici originali ne restano quattro, di cui tre abitati in condizioni di forte degrado e uno ridotto allo stato di rudere. Essi hanno conservato il loro aspetto originario, rappresentando con specifica e drammatica eloquenza il loro status di “reperti” di un’archeologia dell’epoca contemporanea.

La parte nord dell’isolato,rasa al suolo anche se i basamenti degli edifici sono con ogni probabilità ancora esistenti, è un’area libera, utilizzata a parcheggio.

 

Il principio progettuale parte dall’idea di offrire una forma di architettura urbana che sia trasformativa, che proponga contenuti attraverso la visibilità e la fruibilità dei resti del ghetto. Questa speciale “microstoria” urbana, a partire dalla conservazione dei quattro edifici ancora presenti in quanto ‘reperti’, stabilisce immediatamente una forma di auto-musealizzazione. Per l’edificio abbandonato si prevede di renderlo in parte attraversabile con un sistema di percorsi espositivi, anche in quota, mediante la formazione di una struttura di appoggio. Si ipotizza inoltre che l’area libera venga scavata al fine di riportare alla luce le tracce delle fondazioni degli edifici demoliti a costituire una sorta di complessivo campo ‘archeologico’, capace di attivare nuove forme di rapporto tra storia e presente.

Il progetto prevede in particolare di dotare questa parte dell’isolato di un Memoriale e Centro di documentazione, nel quale raccogliere gli indizi per la ricostruzione della vicenda di questa parte del cosiddetto ‘Ghetto piccolo’, a fianco di un ‘Laboratorio del presente’. Il progetto del nuovo edificio, insieme alla riattivazione di quelli esistenti e al disegno dello spazio aperto, si prefigge la costruzione di un comparto museale attrezzato, esteso agli isolati confinanti, capace di rivelare le tracce della storia, valorizzandone il significato civile e la loro dimensione memoriale, culturale ed etica.

 

Elaborati attesi (formato-base A1)

–      tavole di inquadramento, scale 1:1000, 1:500

–      tracciati regolatori, scale 1:500, 1:200

–      piante, sezioni generatrici, prospetti, assonometrie in scala 1:200, 1:100

–      modello generale in scala 1:500

–      modello e sue varianti in scala 1:200

–      modelli di parti e dettagli, scale 1:100 – 1:50

–      cahier de dessin in formato A4 verticale, rilegato

 

Organizzazione del workshop

Il Laboratorio di progettazione è attivato in collaborazione col Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, la Facoltà di Architettura della Warsaw University of Technology, il patrocinio del Polin Museum di Varsavia e della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano Onlus, in base alla Convenzione per l’insegnamento della Shoah di recente attivata con la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano.

 

Programma (in corso di perfezionamento):

 

Ottobre 2016: avvio del workshop in parallelo con la Facoltà di Architettura della Warsaw University of Technology.

Insieme alle esercitazioni sono previste comunicazioni tematiche da parte di ospiti esterni, tra i quali i rappresentanti del Consolato Generale della Repubblica di Polonia a Milano, direttori di musei italiani e progettisti.

 

Inizio novembre 2016

Primo seminario di verifica progettuale:

Fondamenti/Fondazioni: Riconoscere la pluralità architettonica/Proporre un manifesto del progetto

 

Inizio dicembre 2016

Viaggio-studio a Varsavia.

Gli studenti del LPA incontreranno gli studenti e i professori della Warsaw University of Technology, coi quali si stanno organizzando attività varie.

Il viaggio comprende un sopralluogo sull’area di progetto, la visita nei luoghi topici della città e l’incontro coi rappresentati del Polin Museum.

 

Fine dicembre 2016

Seminario progettuale intermedio:

Rifondare un isolato urbano: figure di regolazione e sezioni generatrici

 

Fine gennaio 2017

Seminario conclusivo: Trasformare i frammenti in figura unitaria.

 

Corrisponderà alla mostra dei progetti degli studenti del LPA insieme a quelli della Warsaw University of Technology.

La mostra dei progetti verrà allestita dagli studenti negli spazi del Memoriale della Shoah di Milano, nel contesto di una iniziativa pubblica che prevede anche altre attività tematiche. La mostra resterà aperta nelle due settimane successive.

I lavori degli studenti saranno presentati dai docenti del LPA e commentati da una commissione formata dagli ospiti esterni invitati per le lezioni nel corso del semestre e possibilmente dai docenti della facoltà di Architettura della Warsaw University of Technology.


Note Sulla Modalità di valutazione

L’attività svolta dagli studenti, che sarà sviluppata da gruppi di 2 persone, verrà valutata in forma progressiva a partire dai risultati dei tre seminari, fino al confronto individuale nell’esame finale.

Insieme a modelli e ai disegni che verranno richiesti per i tre seminari previsti, si utilizzerà lo strumento del cahier de dessin in formato A4 verticale, illustrato con disegni, schizzi e commentato da note scritte, da redigere durante il laboratorio.

Il seminario conclusivo consisterà nell’esposizione dei progetti in forma comparativa, senza spiegazioni verbali da parte degli studenti, come avviene in un concorso di progettazione.

Lo studio dei contenuti delle lezioni, della bibliografia di riferimento -testi e progetti- e di eventuali approfondimenti proposti dagli studenti a integrazione della stessa e a commento delle comunicazioni, costituisce il fondamento culturale dell’esercizio progettuale.

Nella tabella sottostante (che si riferisce al lavoro svolto ai tavoli da disegno, durante i seminari didattici e quant’altro messo in campo come elemento di verifica) sono riassunte le modalità attraverso cui le diverse attività didattiche previste dal laboratorio contribuiscono al raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi, definiti in accordo con i seguenti 5 descrittori di Dublino:

1 Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
2 Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
3 Autonomia di giudizio (making judgements)
4 Abilità comunicative (communication skills)
5 Capacità di apprendimento (learning skills)


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaM. Auge', Rovine e macerie. Il senso del tempo, Editore: Bollati Boringhieri, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica obbligatoriaA. de Curtis, Figurazione: alla ricerca della forma. Dialogo con Umberto Riva, Editore: Christian Marinotti Edizioni, Anno edizione: 2015
Note:

La Prof. de Curtis fornira' le indicazioni sulle parti da approfondire. Vedasi anche la recensione di V. Gregotti in Corriere della Sera, 15 giugno 2016

Risorsa bibliografica obbligatoriaA. Ferlenga, Citta' e memoria come strumenti del progetto, Editore: Christian Marinetti Edizioni, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica obbligatoriaK. Frampton, Tettonica e architettura. Poetica della forma architettonica nel XIX e XX secolo, Editore: Skira, Anno edizione: 1999
Risorsa bibliografica obbligatoriaV. Gregotti, Architettura e postmetropoli, Editore: Einaudi, Anno edizione: 2011
Note:

Particolare attenzione va prestata al capitolo IV 'Accampamenti-citta', pp. 43-49

Risorsa bibliografica obbligatoriaL.I. Kahn, Conversations with students, Editore: Princeton Architectural Press, Anno edizione: 1988
Note:

in alternativa: M. Bonaiti, Architettura e'. Louis Kahn, gli scritti, Electa, Milano 2002

Risorsa bibliografica obbligatoriaLe Corbusier, a cura di R. Tamborrino, Scritti, Editore: Einaudi, Anno edizione: 2003
Risorsa bibliografica obbligatoriaG. Morpurgo, Prefazione a J. Calame, E. Charlesworth, Citta' divise. Belfast, Beirut, Gerusalemme, Mostar e Nicosia, Editore: Medusa, Anno edizione: 2012
Note:

Chiedere indicazioni al docente

Risorsa bibliografica obbligatoriaG. Morpurgo, The Ghetto 'Tradition' in Contemporary European Cities: Memory, Narrative and Reissues/Eutopia. Ideas for Europe Magazine, Editore: Galaxia Gutenberg, S. Fischer, Laterza, Seuil, Anno edizione: 2014 http://www.eutopiamagazinearchive.eu/en/guido-morpurgo/issue/ghetto-â¿¿traditionâ¿¿-contemporary-european-cities-memory-narrative-and-reissues.html
Note:

Testo disponibile in Italiano

Risorsa bibliografica obbligatoriaJ. Rykwert, La seduzione del luogo. Storia e futuro della citta', Editore: Einaudi, Anno edizione: 2008
Risorsa bibliografica facoltativaP. Biscottini, Note di museologia, Editore: EDUCatt, Anno edizione: 2004
Risorsa bibliografica facoltativaA. de Curtis, G. Morpurgo, Il Memoriale della Shoah di Milano: infrastruttura tra documento e progetto, in A. Cozza I. Valente (a cura di), La freccia del tempo. Ricerche e progetti di architettura delle infrastrutture, pp.68-74, Editore: Pearson, Anno edizione: 2015
Risorsa bibliografica facoltativaM. Edelman, a cura di W. Goldkorn, Il ghetto di Varsavia lotta, Editore: Giuntina, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaB. Engelking, J. Leociak, The Warsaw Ghetto. A Guide to a Perished City, Editore: Yale University Press, Anno edizione: 2009
Note:

I docenti forniranno indicazioni dettagliate su quali parti dell'opera andranno consultate, ivi comprese le mappe allegate in scala 1:5000

Risorsa bibliografica facoltativaF. Espuelas, Madre materia, Editore: Christian Marinotti Editore, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaA. Ferlenga, Le strade di Pikionis, Editore: Letteraventidue, Anno edizione: 2014
Risorsa bibliografica facoltativaG. Morpurgo, Architettura e narrazione nel progetto del Memoriale della Shoah: uno 'scavo archeologico' nella Stazione Centrale di Milano/ArcHistoR n.5, Anno edizione: 2016 http://pkp.unirc.it/ojs/index.php/archistor/article/view/67
Risorsa bibliografica facoltativaRaccolta delle mappe del Ghetto di Varsavia http://www.siger.org/warsawghettomaps/
Note:

Raccolta critica delle mappe che descrivono le successive modifiche della geografia del Ghetto di varsavia tra il 1940 e il 1943. Molte sono estratte dal volume di B. Engelking e J. Leociak, The Warsaw Ghetto. A Guide to a Perished City, Yale University Press (in bibliografia)

Risorsa bibliografica facoltativaRaccolta delle fotografie storiche di Varsavia http://warszawa.fotopolska.eu/314374,foto.html
Note:

Si veda nello specifico il link: http://fotopolska.eu/Warszawa/u75787,ul_Walicow.html?f=160183-foto che ¨ un sottocapitolo dedicato all'area di progetto

Risorsa bibliografica facoltativaDatabase sul Ghetto di Varsavia http://warszawa.getto.pl/index.php?temp=temp&lang=en
Risorsa bibliografica facoltativaMappatura monumenti a ricordo dei principali avvenimenti dell'occupazione di Varsavia http://www.sztetl.org.pl/en/article/warszawa/13,sites-of-martyrdom/
Risorsa bibliografica facoltativa https://en.wikipedia.org/wiki/Warsaw_Ghetto
Note:

Se ne consiglia la consultazione per avere una base informativa iniziale

Risorsa bibliografica facoltativa http://warsawrising.eu/?chapter=10
Note:

Film-documento costruito da materiale storico e sintesi scritte dei principali eventi occorsi dall'invasione nazista della Polonia (1 settembre 1939) fino alla distruzione di Varsavia (1944-1945)


Software utilizzato
Nessun software richiesto

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
66.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
73.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.7.2 / 1.7.2
Area Servizi ICT
05/07/2022