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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2016/2017
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 093431 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA
Docente Carli Paolo , Concilio Grazia , Panza Angela
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAT12AZZZZB093431 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE URBANISTICA

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

PROGRAMMA DETTAGLIATO E RISULTATI DI APPRENDIMENTO PREVISTI (32.000 CARATTERI)

1. INQUADRAMENTO GENERALE DEL LABORATORIO

Nowhere is the implementation of sustainability

more potent and more beneficial than in the city

(Rogers 1997).

1.1. Introduzione

La città è il luogo in cui si gioca la sfida della sostenibilità e la progettazione si trasforma e diventa: dialogo, anche aspro, tra discipline e saperi assai diversi, tra teorie e pratiche, tra vincoli e visioni; equilibrio dinamico di differenze e uniformità, di immutabilità e instabilità, di continuità e discontinuità.

Non esistono formule o regole certe per progettare la città: bisogna gestire ampi margini di incertezza rispetto ai quali non è possibile considerare il progetto come un prodotto certo o finale, un processo in continuo divenire in cui gli attori si riconfigurano continuamente in relazione agli esiti che vengono prodotti e in ragione della sostenibilità ambientale delle trasformazioni.

Il focus si sposta sul progetto inteso come processo: la produzione e l’organizzazione degli spazi della città emergono dal divenire del progetto. Lungi dall’essere esclusivamente un futuro in una o più immagini e rappresentazioni, il progetto interagisce con il contesto, lo deforma ancor prima di immaginare una trasformazione, lo coinvolge, ci collabora. Fondamentali in questa di progetto/processo sono gli attori che, nelle città, sono protagonisti di trasformazioni, o anche le subiscono, o cercano di attivarle, o semplicemente ne desiderano alcune, o ancora ne sono potenzialmente interessati.

All’esito “città” sono connesse numerose risorse ma i meccanismi di interazione tra queste sono tutt’altro che scontati: come funzionerà un’area verde, o piuttosto un parcheggio? Quali fenomeni si attiveranno in uno spazio pubblico di periferia? Ci saranno i ciclisti su una ciclabile in realizzazione? Chi saranno gli utenti di un nuovo spazio pubblico? Molte di queste domande non trovano risposta nel progetto inteso come prefigurazione del futuro bensì nel progetto inteso come gestione progettuale della trasformazione, così crescendo in complessità per l’elevato numero di risorse la cui interazione produce città.

Il laboratorio interpreterà il tema della progettazione eco-urbanistica guardando la città come sistema socio-ambientale in cui le trasformazioni esito di dialoghi intensi fra contesti spaziali e attori all’interno del progetto.All’interno di questa visione di progetto sostenibile, il laboratorio prevede tre contributi didattico/disciplinari:

1)    Progetto urbano e comunità. Di questo contributo sarà responsabile Grazia Concilio e si riferisce fondamentalmente a rendere esplicite le criticità relative alla partecipazione delle comunità e dei cittadini nella progettazione delle trasformazioni urbane. Si tratta di un tema che in qualche modo sarà prevalente nelle attività del laboratorio ed è fortemente legato all’iniziativa Erasmus+ CPiP (Community Participation in Planning) in cui gli studenti saranno coinvolti insieme a loro colleghi delle Università di Aveiro (Portogallo) e Belfast (Irlanda).

 

2)    Progettazione ambientale per gli spazi urbani: il tema del bordo. Di questo contributo sarà responsabile Paolo Carli. È un contributo legato agli aspetti del processo di progettazione dal punto di vista ambientale e delle relazioni fisiche e spaziali. Attraverso l’integrazione con gli altri due contributi, il tema del bordo e del rapporto tra fiume e città verrà approfondito con attenzione al legame tra materiali della trasformazione, funzioni della città, e modi d’uso.

 

3)    Progettazione di sistemi energeticamente sostenibili. Di questo contributo sarà responsabile Angela Panza. Sulla base dei più accreditati protocolli di sostenibilità energetica, si codificheranno le funzioni del territorio in indicatori con l’obiettivo di creare uno scenario relativo alle condizioni presenti (baseline). Si valuteranno gli impatti energetici e ambientali derivanti dall’attuazione delle strategie di intervento - a livello di sistema e di spazi -  prefigurando i possibili scenari futuri.

Particolare attenzione verrà rivolta alle dimensioni della rappresentazione e della comunicazione del progetto proprio in quanto inteso come processo di indagine e trasformazione.

 

 

1.2. Tema del progetto “Milano intorno al Lambro”

Nel quadro degli obiettivi sopra indicati l’attività di laboratorio avrà come obiettivo operativo, nel contesto urbano milanese, la riconoscibilità e valorizzazione del sistema ambientale del fiume Lambro: in città esiste un fiume ma “nessuno lo sa”.

Lo studente dovrà confrontarsi con l’obiettivo di integrazione del fiume con la realtà urbana; una realtà che attualmente lo ignora, riducendo in modo semplicistico e ambientalmente rischioso l’attenzione alle trasformazioni delle aree in immediata prossimità o interazione con l’asta fluviale.

“Milano Intorno al Lambro” è composto dall’integrazione sistemica di tre laboratori didattici di cui, questo, costituisce il primo passo e interesserà il campo urbano caratterizzato dalla presenza del Parco Lambro e delle aree connesse nei comuni di Milano e di Segrate. Un ambito territoriale composto da aree agricole attive o in crisi, cascine in abbandono o in fase di recupero, servizi pubblici o del privato sociale e impianti sportivi, piccole attività commerciali, grandi infrastrutture della mobilità come i viadotti della tangenziale est e la ferrovia, piccoli o grandi aree verdi scarsamente accessibili ed ecologicamente isolate. La struttura sociale appare composta da, uno sconnesso e poco riconoscibile sistema di comunità, di ridotte dimensioni, che, attraverso alcune forme iniziali di autorganizzazione si rappresentano e iniziano a giocare un ruolo rilevante, nel contesto e nel processo di progettazione che traguarderà alcuni temi specifici:

  • Scenari integrati di trasformazione
  • Servizi di fruizione territoriale
  • Infrastrutture di connessione degli spazi di fruizione
  • Micro interventi di trasformazione

Particolare attenzione verrà posta sulla geografia di attori e azioni/iniziative così come su quella delle risorse ambientali entrambe, le geografie, utili alla costruzione di un sistema ecologico urbano.

 

1.3. Organizzazione e fasi del lavoro

Il lavoro di progettazione sarà strutturato in 3 fasi:

  1. Inquadramento dell’area di intervento
    • Analisi socio-ambientale del contesto
    • Identificazione di problemi e necessità
    • Restituzione grafica dei risultati
  2. Elaborazione di uno scenario/strategia
    • Analisi di casi
  • Costruzione di un masterplan

o   Concept del sistema di interventi

o   Strategia spazio/temporale della trasformazione

  1. Definizione di un intervento
    • Definizione dell’intervento

o   Componenti immateriali (servizi)

o   Componenti materiali (spazi)

In particolare:

-       la prima fase farà tesoro degli esiti di una ricerca del Politecnico di Milano coordinata dal Prof. Antonio Longo, finanziata dalla Fondazione Cariplo e relativa alla progettazione della rete ecologica del fiume Lambro e si arricchirà di numerosi momenti di interazione con attori e soggetti locali;

-       la seconda fase produrrà un masterplan unico di riferimento per tutti i gruppi di lavoro in cui verranno organizzati gli studenti; i gruppi saranno coordinati in un lavoro di allineamento e sinergia delle idee e condivideranno una unica strategia di intervento all’interno del masterplan per l’area del Parco Lambro; il masterplan conterrà elementi relativi a interventi fisico/spaziali che elementi relativi a interventi di carattere immateriale (servizi, flussi, strutture organizzative)

-       durante la terza parte ogni gruppo di lavoro avrà un compito specifico diverso dagli altri in modo che l’esito complessivo di questa parte del lavoro rappresenti nel modo più completo possibile tutte le dimensioni del masterplan; servizi e spazi verranno progettati con approcci agopunturali e sinergici.

Parallelamente al lavoro progettuale, al fine di rendere possibile agli studenti l’acquisizione di abilità di progettazione in contesti plurali e interattivi, alcune ore del laboratorio verranno trascorse in sito (nell’area del Parco Lambro) con attori e cittadini coinvolti o semplicemente interessati. Il Laboratorio rappresenterà una vera e propria esperienza di didattica sul campo e di azione nella sfera pubblica.

L’esperienza didattica sarà integrata da lezioni e da workshop a cui parteciperanno docenti ed esperti esterni e si concluderà con la pubblicazione delle proposte progettuali sul sito “Erasmus+ Community participation in Planning”.  

Il primo e l’ultimo giorno di laboratorio sono previste rispettivamente una presentazione pubblica dell’esperienza didattica e una presentazione di tutti i progetti degli studenti. Entrambe le presentazioni saranno rivolte a istituzioni e attori locali.

L’inserimento di questo Laboratorio nell’iniziativa “Erasmus+ Community Participation in Planning” prevede, a fine ottobre 2016, una settimana di lavoro al Politecnico di Milano con colleghi dell’Università di Belfast e dell’Università di Aveiro.

 

2. TRE DIMENSIONI PER IL PROGETTO

2.1 Progetto urbano e comunità (Concilio G.)

Dopo aver sviluppato alcune riflessioni generali sui concetti di comunità e partecipazione, anche alla luce della loro evoluzione storica, questa sezione didattica del laboratorio analizza i processi di progettazione urbana “comunitaria” nelle sue diverse articolazioni, a partire dalla fase preliminare di esplorazione del contesto, alla definizione degli interventi.

Questa sezione didattica verrà divisa in due parti che verranno svolte in modo parallelo: una teorico concettuale e una operativo pratica.

Nella prima parte si procederà in prima istanza alla analisi del concetto di “comunità”: difficoltà di definizione; differenza tra “comunità di pratiche”, “comunità di luoghi” e “comunità di interesse”. Si esamineranno i binomi: comunità e azione collettiva; comunità e identità; comunità e prossimità; comunità e città. Si esaminerà il concetto anche considerando che molti autori ritengono le comunità estinte, in crisi. Successivamente si esplorerà in modo critico il legame tra progetto urbano e comunità a partire dalla ”urbanistica partecipata” degli anni ’70-’80, alla molto recente (2013) ”urbanistica tattica” in una prospettiva sempre più condivisa di democrazia attiva. Sempre in questa parte il corso considererà alcune recenti innovazioni del binomio progettazione urbana e comunità e farà particolare riferimento alla recente introduzione del concetto di “community planning” nella realtà Irlandese: per “community planning” si intende la partecipazione delle comunità alla progettazione e produzione di servizi.

Nella parte operativo pratica verranno sostanzialmente discussi e analizzati metodi e strumenti del coinvolgimento e della partecipazione delle comunità nella progettazione urbana con particolare attenzione alle azioni di comunità nelle iniziative di trasformazione della città. Alcuni metodi e strumenti verranno anche discussi attraverso dei casi applicativi, opportunamente selezionati per raccontare storie di successo ma anche storie fallimentari, al fine di consentire una analisi dei rischi e delle opportunità offerte da ciascuno rispetto ai contesti di azione. Operativamente gli studenti dovranno scegliere e applicare alcuni dei metodi discussi nel contesto del Parco Lambro per gestire l’interazione con i soggetti locali.

 

2.2. Progettazione Ambientale degli spazi urbani (Carli P.)

La progettazione ambientale, dopo un periodo di parziale declino dovuto a un’interpretazione fuorviante dell’internazionalizzazione dell’architettura, ritorna oggi al centro del dibattito sul destino delle nostre città soprattutto grazie alle sempre più pressanti istanze di efficienza energetica dei sistemi produttivi (edilizi, industriali, terziari) e della gestione territoriale richieste dalla società contemporanea (M. Sorkin, 2001).

La progettazione ambientale è intesa, in questo laboratorio, come la disciplina che studia le modalità di relazione fra la molteplicità dei fattori naturali e artificiali, materiali e immateriali, ai fini dell'abitabilità e vivibilità dello spazio, in particolare di quello urbano (M. Bottero, 2008).

Gli obiettivi dell’integrazione, sono di promuovere una concezione ecosistemica della realtà che responsabilizzi l'azione progettuale degli effetti che produce sugli equilibri biofisici globali; di sviluppare un'idea di ambiente costruito come insieme di relazioni tra componenti naturali e artificiali che determinano i modi di abitare e vivere specifici di un determinato luogo e di un determinato tempo; di formare una coscienza progettuale che sappia coniugare ambiente e sviluppo attraverso una logica del progettare/costruire intesa come scienza del possibile che interviene a monte delle scelte decisionali e non a valle in riparazione dei danni prodotti.

L’integrazione si propone quindi di fornire un supporto e un punto di vista disciplinare durante le diverse fasi di lavoro nel laboratorio, ponendo particolare attenzione, data l’area di interesse, al rapporto tra la città e le sponde del Lambro, tra natura antropizzata e spazio pubblico e urbano; ma anche tra requisiti ambientali e istanze sociali, tra usi classici e usi non convenzionali e innovativi dello spazio urbano attraverso un approccio alla costruzione/trasformazione basato sul contenimento degli impatti, sulla scelta dei materiali e sulle tecnologie costruttive più appropriate.

 

2.3 Progettazione di sistemi energeticamente sostenibili (Panza A.)

La città è storicamente il luogo in cui si concentra una crescente domanda di energia. Se in passato si poneva l’accento sugli aspetti prevalentemente economici, oggi siamo propensi a ragionare in termini di benessere economico, sociale e ambientale. La consapevolezza di questa nuova concezione di benessere è stata certamente condizionata a livello globale dalle direttive europee e da accordi internazionali, tra cui si cita il pacchetto clima energia e ancora prima il protocollo di Kyoto. Si tratta di concetti semplici ma che spesso arrivano nei cittadini in forma confusa e strumentalizzata. La prima sfida è dunque quella di diffondere una cultura energetica che faccia chiarezza sui concetti di base che definiscono un sistema così complesso, attraverso la corretta lettura dell’excursus normativo. Altra sfida è quella di far comprendere che la sostenibilità energetica si basa su due concetti di base: la riduzione della spesa energetica e rendere i servizi e le soluzioni tecnologiche, per quanto possibile, sempre più efficienti. La sostenibilità non può infine prescindere da un aspetto etico e sociale che consente una diffusa equità del benessere. Nascono in questo scenario nuovi sistemi di governance e nuovi approcci, basati sul contributo di tutti gli stakeholders del territorio che si uniscono per concorrere all’obiettivo finale del benessere individuale e collettivo.

Il contributo della fisica tecnica ambientale al laboratorio è quello di fornire gli strumenti per leggere il territorio e gli spunti per soluzioni progettuali che soddisfino il criterio della sostenibilità ambientale. In vista di questo obiettivo si affronteranno le seguenti tematiche:

  1. Rassegna dei sistemi di rating della sostenibilità ambientale (focus sul GBC quartieri);
  2. Energia: cos’è, come si misura, quali sono le tecnologie tradizionali e le più innovative;
  3. Le emissioni climalteranti: cosa sono, che impatto hanno le nostre scelte sull’ambiente.

Al fine di consentire la valutazione della sostenibilità si propone l’applicazione del protocollo GBC quartieri all’area oggetto di indagine, mentre sul masterplan di progetto si eseguirà il bilancio energetico dei consumi finali con la conseguente valutazione dell’impatto in termini di CO2.

 

 

BIBLIOGRAFIA PRINCIPALE

Progettazione Urbana e Comunità

Pfeifer L. (2013) The Planner's Guide to Tactical Urbanism. Regina Urban Ecology. Regina Urban Ecology. [https://reginaurbanecology.files.wordpress.com/2013/10/tuguide1.pdf].

Wates N. (2014) The Community Planning Handbook: How People Can Shape Their Cities, Towns and Villages in any Part of the World. Routledge, New York

Paba G., Pecoriello A., Perrone C., Rispoli F. (2007) Reti di città e esperienze di partecipazione in Toscana: schedatura e interpretazione critica. Università degli studi di Firenze [http://nuovomunicipio.net/documenti/partoscana/partintoscanaxPRIN.pdf#page=48].

Fisher F. (2001), Building Bridges through Participatory Planning. UN-HABITAT. ISBN 92-1-131623-5. Retrieved 2008-10-21.

Arnstein, Sherry R. (1969). "A Ladder Of Citizen Participation". Journal of the American Institute of Planners 35 (4): 216.

 

Progettazione Ambientale degli Spazi Urbani

Bottero M., Progetto ambiente, Maggioli editore, Milano 2008

Lang J. T., Urban design: A typology of procedures and products, Elsevier/Architectural Press, 2005

Sorkin M., Some Assembly Required, University of Minnesota Press, Minneapolis 2001

Roberts M., & Greed C., Approaching urban design: The design process, Longman, 2001

Koolhaas R., S,M,L,XL., Monacelli Press, 1998

 

Progettazione di sistemi energeticamente sostenibili

Bertoldi P., Cayuela D., Monni S., Piers R. (2010) LINEE GUIDA "COME SVILUPPARE UN PIANO DI AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE - PAES". Commissione Europea, Centro Comune di Ricerca.

Autori vv. (2015) GBC QUARTIERI Sistema di verifica  - Per progettare, realizzare e riqualificare aree e quartieri sostenibili.

Unità Tecnica Efficienza Energetica (2012) RAEE 2012 Rapporto Annuale Efficienza Energetica. ENEA. ISBN: 978-88-8286-300-5.

Direttive europee e normativa nazionale sulle tematiche affrontate nel corso.

Link utili:

 


Note Sulla Modalità di valutazione

3. NOTE SULLE MODALITA’ DI VALUTAZIONE

Il lavoro nel laboratorio prevede che gli studenti vengano divisi in gruppi da 2 o 3 unità e prevede consegne di lavoro coerenti con le fasi 1, 2 e 3 di cui al paragrafo su “Organizzazione e fasi del lavoro”. Il calendario per queste consegne verrà presentato agli studenti il primo giorno di lezione ma potrà subire leggere modifiche se ritenuto necessario dai docenti nel corso del lavoro.

Per ciascuna consegna sarà assegnato un voto al gruppo e la valutazione finale consisterà in una media dei tre voti suscettibile di modifiche in eccesso in relazione all’impegno e all’interesse che il gruppo avrà dimostrato nel corso del lavoro e unicamente valutabile dai tre docenti alla fine del lavoro complessivo.

L'esame verrà considerato superato nel suo complesso quando gli studenti avranno, in coerenza con gli indicatori di Dublino, dimostrato:

- comprensione e conoscenza dei temi trattati nonchè capacità di elaborare e/o applicare idee originali in una propsettiva più amplia che quella strettamente didattica;

- di essere capaci di applicare le conoscenze acquisite, e di risolvere problemi complessi e interdisciplinari coerenti con il programma del laboratorio;

- la capacità di integrare le conoscenze e gestire la complessità del tema progettuale proposto anche includendo la riflessione sulle responsabilità sociali ed etiche di un progetto urbano;

- sappiano comunicare in modo chiaro e privo di ambiguità le loro conclusioni, nonché le conoscenze e la ratio ad esse sottese, a interlocutori specialisti e non specialisti (rilevanti per la prospettiva introdotta nel laboratorio dall'inclusione nel progetto Erasmus+;

- di aver sviluppato una capacità di apprendimento che consenta loro di continuare a studiare anche in modo auto-diretto o autonomo.


Bibliografia

Software utilizzato
Nessun software richiesto

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
66.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
73.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.7.2 / 1.7.2
Area Servizi ICT
01/07/2022