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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2016/2017
Scuola Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Insegnamento 091319 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA
Docente Baccarelli Marco Giuseppe , Lucchini Marco
Cfu 14.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Arc - Urb - Cost (Mag.)(ord. 270) - MI (1136) ARCHITETTURAD12AZZZZA091319 - LABORATORIO DI PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi
  1. Obiettivi del Laboratorio

Il laboratorio affronta il tema delle (grandi) trasformazioni urbane proponendo un’esperienza di progetto in un’area frammentaria e marginale della periferia milanese. Il tema di progetto è la definizione di un tessuto urbano residenziale con una quota significativa di servizi. Il lavoro si svilupperà dalla scala insediativa a quello dello spazio domestico affrontando diverse scale simultaneamente e coinvolgendo molteplici aspetti disciplinari. Il progetto urbanistico e architettonico è inteso come un percorso di conoscenza teso a perseguire la ricomposizione di un’area urbana sfrangiata e marginale e dalla definizione di spazi abitabili caratterizzati da un elevato grado di urbanità. Le scelte di progetto saranno orientate verso la delineazione di un sistema insediativo strutturato ma con possibilità di trasformazione ed evoluzione che riguarderanno ai fini didattici soprattutto i margini dell’area di progetto e i punti di contatto con il contesto. Il  confronto dialettico con quest’ultimo sarà uno dei temi fondanti delle decisioni progettuali e avverrà sia sul piano della forma (allineamenti, giaciture, ricomposizioni) che su quello delle relazioni.

 La grande crisi globale ha messo in discussione molti modelli della società contemporanea e tra questi uno dei più criticati è quello urbano. Non più tessuti ma oggetti urbani accostati casualmente assecondando i programmi dei grandi investitori immobiliari.I modelli insediativi tradizionali della città ottocentesca e quelli del Moderno che, in modi diversi hanno sotteso l’urbanità della “grande città”, non sono più praticabili o, quando lo sono, sembrano parodie poco convincenti delle forme urbane consolidate.È molto difficile considerare degli insediamenti residenziali realizzati a Milano, e nell’area metropolitana, dalla metà degli anni Ottanta, in avanti “parti di città”.L’idea di città,  passata, per metonimia, dalla letteratura (cfr. ad esempio L'idea di città: antropologia della forma urbana nel mondo antico di J. Rykwert) a rappresentare la condensazione del rapporto tra i caratteri figurativi di un insediamento urbano e la socialità dei suoi abitanti, è divenuta una locuzione anacronistica; le trasformazioni insediative più recenti non sono infatti sostenute da progettualità finalizzata al miglioramento della qualità della vita urbana ma, nella maggior parte dei casi, da logiche legate al profitto immobiliare o alla spartizione dei suoli in base di accordi fra gruppi di potere economico e politico.

 La configurazione tradizionalmente garantita dalla città definisce uno spazio pensato come un sistema chiuso e definito una volta per tutte in cui degli operatori si incaricano di realizzare quanto pensato dagli architetti e dalla loro committenza.

Il Laboratorio propone un approccio basato sul concetto di città adattabile e inclusiva. Il progetto urbano è visto come qualcosa in grado di evolversi nel tempo: l’obiettivo è combinare una visione ad ampio termine in grado di dare delle prospettive di lunga durata alle trasformazioni insediative, con il presente, caratterizzato da una rapida evoluzione e da cambiamenti estremamente pronunciati. Gli spazi e i modi di abitare devono adattarsi ad una città che si evolve con rapidità ma che e allo stesso tempo si auspica essere inclusiva, affinchè si possano aprire possibilità di integrazione e partecipazione alla vita urbana per chi si trova in situazioni di marginalizzazione, povertà o sia nella condizione di essere profugo o rifugiato.

La città non è semplicemente composta da “oggetti” posti sul suolo, ma da una stratificazione complessa di layers costituiti a loro volta dall’intreccio fra spazi, limiti, intervalli, soglie, relazioni, pratiche di uso dello spazio, in cui gli edifici sono elementi di un sistema di relazioni.

 Quello offerto dall’ integrazione di Urbanistica sarà quindi un percorso formativo che vede nell’esercizio del progetto e nella sua pratica uno strumento privilegiato per la comprensione dei territori urbani contemporanei e delle molteplici e complesse dinamiche in atto su di essi. Il progetto, infatti, è inteso come strumento di conoscenza e come guida alla trasformazione del territorio.

L’obbiettivo è quello di stimolare una riflessione critica e iniziare a far maturare una consapevolezza intorno ad alcuni ambiti problematici che, in diversi modi, attraversano la progettazione e la pianificazione contemporanea.

La volontà è altresi quella di istruire le capacita di lettura e interpretazione dei territori alle diverse scale e nelle differenti condizioni urbane per giungere a soluzioni progettuali in grado di affrontarle.

2. Tema di progetto:

a. case per l’abitare contemporaneo.

L’obiettivo del Laboratorio di Progettazione Architettonica (prof. Marco Lucchini 8 cfu composizione architettonica e urbana) è la progettazione di un sistema residenziale e di un sistema di spazi pubblici integrati (vedi parte b). Le quantità insediate e le gerarchie saranno definite dagli studenti.

Il mercato della casa è tuttora marcato da un’offerta piuttosto rigida di alloggi basati su modelli quasi invariati dal dopoguerra. Nonostante a Milano negli ultimi anni siano stati realizzati interventi residenziali quantitativamente significativi, ad esempio nelle aree dismesse, non si è assistito a ricerche particolarmente innovative né dal punto di vista insediativo né nell’organizzazione e conformazione degli spazi abitativi.

Il settore delle costruzioni lavora, per quanto riguarda la residenza, in modo prevalentemente artigianale omologando il prodotto casa verso soluzioni costose e quindi poco adatte a rispondere al bisogno dell’abitare di tutti. Quindi il contenimento dei costi è ottenibile dal controllo minuzioso delle superfici d’uso e dei volumi delle abitazioni e ha portato alla realizzazione di case rigidamente tagliate su misura, la cui dimensione contenuta incide relativamente poco sui costi di costruzione, ma influisce in modo rilevante sulla flessibilità dell’abitare.

Inoltre i cambiamenti nella compagine sociale hanno modificato la struttura dei nuclei familiari: sono apparse nuove categorie di utenza come i single, lavoratori in mobilità, giovani coppie con redditi contenuti mentre è cresciuto il numero degli anziani e delle persone in condizioni di marginalità. Inoltre appare urgente e assolutamente inderogabile la necessità di offrire soluzioni abitative decorose ai rifugiati e ai migranti.

Per rispondere a questi problemi si ritiene utile che l’università anche nelle attività didattiche promuova l’elaborazione di progetti innovativi per sperimentare, mettere a fuoco e divulgare nuovi modelli di strutture abitative che permettano di accogliere i diversi modi di vita della contemporaneità.

Il laboratorio intende guidare la progettazione di case adatte a rispondere ai diversi profili di utenza (differenziati per età, professione, composizione famigliare, cultura, ecc.) assumendo come tema trainante la composizione dello spazio domestico in relazione alla flessibilità, nello spazio e nel tempo, permettendo ad una abitazione di adattarsi e modificarsi generando soluzioni specifiche per esigenze diverse.

È necessario infatti ripensare la residenza superando i limiti imposti dalla normativa (che mantiene alcune prescrizioni ottocentesche dei regolamenti di igiene come l’obbligo del bagno a ventilazione naturale) rivolta a un inesistente utente medio.

Le abitazioni devono permettere le più ampie possibilità di organizzazione della vita degli abitanti perseguendo la flessibilità rispettando le seguenti linee guida

 

  1. Abitazioni destinate all’affitto temporaneo per accogliere categorie in stato di necessità (studenti, lavoratori in mobilità, migranti). È necessario attuare la strategia del co-housing (differente dalla comune di abitazione dove gli spazi privati sono condivisi) inteso come equilibrio tra spazi privati (camere, soggiorni), spazi semipubblici (cucine, giardini, spazi ricreativi) e servizi comuni centralizzati. Queste abitazioni potranno essere organizzate in appartamenti ma con ampi spazi comuni di socialità e potranno avere tagli variabili da 50 a 150 mq. Si richiede inoltre sia l’adattabilità che la flessibilità d’uso in modo che gli utenti siano in grado di modificare autonomamente la configurazione degli alloggi.
  2. Abitazioni di misura medio grande (70-100- 120mq) destinate a nuclei famigliari stabilizzati destinati alla vendita il cui ricavato andrà a finanziare gli appartamenti del punto precedente.

 

Gli alloggi dovranno sempre essere flessibili, secondo le indicazioni trasmesse nel corso delle lezioni e in particolare:

-         alcuni ambienti della casa non dovranno avere una specificazione funzionale eccessiva permettendo più usi nel corso della giornata

-         si dovranno prevedere riserve di spazio per espansioni del nucleo familiare

-         le partizioni dovranno essere mobili o spostabili in moda da permettere una variazione dell’organizzazione dell’alloggio nel tempo.

 

Il principale obiettivo di un sistema insediativo dovrebbe essere il controllo della densità, intesa come forma della quantità, le relazioni con gli altri edifici la forma e la qualità dello spazio aperto, i valori figurativi dello spazio

 

b. il disegno dello spazio aperto e di relazione

 

Il contributo di Urbanistica all’interno del Laboratorio rappresenta l’integrazione per una progettazione più articolata degli spazi costruiti, aperti e di relazione. A livello teorico le lezioni di progettazione urbanistica intendono indagare il ruolo del progetto urbano a ridosso  di un quadro disciplinare che affronta tematiche cogenti quali, tra le altre, il ruolo dello spazio pubblico, la densità e l’urbanitá.

Il progetto dello spazio fisico della città è visto in questo contesto come uno strumento a disposizione dell'urbanistica per confrontarsi con i bisogni ed i desideri della città e della società che la abita orientando le trasformazioni ed innescando processi di trasformazione dei territori urbani.

Le esercitazioni progettuali partiranno da un inquadramento dello spazio pubblico nella città così come sopra intesa, affermando il ruolo dello spazio di relazione come sistema strutturante, fondato su spazi aperti, strade e piazze come luoghi di una centralità spaziale su cui sviluppare l’urbanità della citta contemporanea.

 


Note Sulla Modalità di valutazione
  1. Modalità di esame e di valutazione

La frequenza del laboratorio è obbligatoria. L’accesso all’esame comporta la partecipazione attiva alle revisioni e alle lezioni. E la consegna degli elaborati alle scadenze programmate. L’esame finale consiste nella presentazione degli elaborati di progetto (disegni e modelli). La presentazione include una breve esposizione critica delle ragioni del progetto.

La valutazione del progetto sarà formulata in base a:i descrittori di Dublino con particolare riferimento a:

 

  1. Conoscenza e capacità di comprensione, valutabili in base a:

1.1.   relazioni tra masterplan e il contesto fisico della città;

1.2.   definizione di modelli insediativi in grado di formulare un giudizio critico sulla città e sulla progettazione urbana contemporanea.

 

  1. Capacità di applicare conoscenza e comprensione valutabili in base a:

2.1.   riconoscibilità di figure dello spazio aperto (tradizionali, innovative o dirompenti);

2.2.   correttezza degli aspetti organizzativi della residenza.

  1. Autonomia di giudizio valutabili in base a:

3.1.   qualità dello spazio domestico e attenzione al tema della flessibilità della casa;

3.2.   correttezza tecnica delle soluzioni progettuali.

  1. Abilità comunicative valutabili in base a:

4.1.   impaginazione, espressione grafica, proprietà di linguaggio durante le revisioni e la presentazione finale.

  1. Capacità di apprendimento valutabile in base a:

5.1.   formulazione, attraverso il progetto, di un giudizio critico sui temi della città e della casa.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaMarco Lucchini, Oltre Babele. Architetture per linguaggi vivi, Editore: Mim Eidizioni, Anno edizione: 2012
Risorsa bibliografica facoltativaMart¬ Aris Carlos, La centina e lâ¿arco, pensiero teoria progetto in architettura, Editore: Marinotti, Anno edizione: 2007
Risorsa bibliografica obbligatoriaMacchi Cassia Cesare; Ischia Ugo, Architettura e territorio. Una ricerca attraverso il progetto, Editore: Edizioni Forum, Anno edizione: 2008
Risorsa bibliografica obbligatoriaVigan² Paola, Territorio dell'urbanistica. Il progetto come produttore di conoscenza, Editore: Officina Edizioni, Anno edizione: 2010

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
65.0
esercitazione
46.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
0.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
72.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Disponibilità di libri di testo/bibliografia in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
15/04/2021