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Scheda Riassuntiva
Anno Accademico 2015/2016
Scuola Scuola del Design
Insegnamento 097392 - LABORATORIO DI FONDAMENTI DEL PROGETTO
Docente Marucco Pierangelo , Pizzocaro Silvia Luisa
Cfu 12.00 Tipo insegnamento Laboratorio

Corso di Studi Codice Piano di Studio preventivamente approvato Da (compreso) A (escluso) Nome Sezione Insegnamento
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1090) DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALEP2 AZZZZA097392 - LABORATORIO DI FONDAMENTI DEL PROGETTO
Des (1 liv.)(ord. 270) - BV (1156) DESIGN DEL PRODOTTO INDUSTRIALEARRCASADEIFUZZIA082640 - LABORATORIO DI TEORIE E PRATICHE DEL PROGETTO
NDVCASADEIFUZZIA082640 - LABORATORIO DI TEORIE E PRATICHE DEL PROGETTO
PROCASADEIFUZZIA082640 - LABORATORIO DI TEORIE E PRATICHE DEL PROGETTO

Programma dettagliato e risultati di apprendimento attesi

Il programma di insegnamento di questo laboratorio comprende moduli esercitativi che introducono elementi fondativi del disegno industriale; delineano gli strumenti di un approccio che privilegia la progettazione per i bisogni delle persone; strutturano capacità di analisi morfologica, tipologica e funzionale; addestrano ai metodi del disegno industriale.
L'obiettivo complessivo è la costruzione di abilità progettuali su un percorso guidato.

Tema del laboratorio
In particolare, questo laboratorio propone agli studenti un avvicinamento al progetto di prodotto a partire dalla relazione tra la funzionalità della mano (prensilità, manualità, presa, abilità, ipo-manualità, iperabilità) e le caratteristiche morfologico-funzionali degli oggetti di uso quotidiano.
Le tematiche affrontate nel corso delle esercitazioni sono rivolte a consentire agli studenti la formulazione di una soluzione innovativa che possa rispondere ad almeno uno dei seguenti problemi progettuali:
(i) individuare una soluzione ad un problema funzionale o ergonomico legato alla relazione tra la funzionalità della mano e un oggetto,
(ii) individuare una soluzione ad una "assenza" o "carenza" nella relazione mano-oggetto,
(iii) individuare una soluzione per il miglioramento di un oggetto, o di un insieme di oggetti, funzionali alla relazione mano-oggetto.

Percorso di addestramento
Il percorso di addestramento è articolato in due parti:
1. la prima propone una sequenza di esercizi guidati, con consegna degli elaborati secondo un calendario programmato;
2. la seconda si apre alla dimensione della creatività controllata e prevede l'elaborazione conclusiva di una soluzione progettuale.
I passaggi significativi di questa seconda parte sono in particolare focalizzati sull'apprendimento di capacità:
(i) per riconoscere il contesto problematico del progetto di un prodotto,
(ii) per conoscere il profilo e le caratteristiche dell'utente,
(iii) per costruire un repertorio morfologico di confronto,
(iv) per dare senso e forma all'idea di progetto,
(v) per saper valutare criticamente e verificare la fattibilità del progetto.

In aula si intende affrontare il tema delle difficoltà che insorgono nella relazione con gli oggetti d'uso quotidiano per coloro che presentano forme di riduzione delle abilità della mano. Gli studenti vengono introdotti alle possibili variabili di ipo-manualità rispetto alle quali identificare un contesto problematico su cui innestare un processo ideativo: il mancinismo, la mano dei bambini, la mano non abile, la mano disabile, la mano che trema, la mano assente, la mano immobilizzata, la mano delle persone deboli, la mano delle persone anziane.
Questi ambiti costituiscono un primo avvicinamento - per quanto solo indicativo - alle tematiche del design per categorie svantaggiate e del design per tutti.

Livelli di apprendimento attesi:
1. percezione e comprensione della relazione tra corpo e artefatto;
2. comprensione dei bisogni delle persone e del contesto;
3. introduzione all'operatività in un orizzonte morfologico, tipologico e tecnologico definito;
4. costruzione dell'immagine mentale delle possibilità di progetto;
5. costruzione dell'ipotesi progettuale su vincoli;
6. capacità di dare forma all'dea;
7. capacità di verifica critica dell'idea.

Modello didattico
Il modello didattico proposto agli studenti è strutturato in due momenti:
1. L'addestramento riflessivo, dove la teoria informa la pratica,
2. La sperimentazione, dove si incoraggia lo sviluppo della creatività controllata.

 

I risultati di apprendimento attesi sono:

- Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
- Autonomia di giudizio (making judgements)
- Capacità di apprendimento (learning skills)
 


Fasi dettagliate dell'insegnamento

Prof. Silvia Pizzocaro

Fase 1: L'addestramento riflessivo
(a) Dalla modalità conoscitiva alla modalità analitica
Percepire gli oggetti, vedere gli oggetti: stimolare lo sviluppo dell'osservazione empirica; il sistema dell'artificiale: cose, oggetti, artefatti, prodotti, famiglie, insiemi, sistemi di prodotti.
Pensare gli oggetti, rappresentare gli oggetti, modelli di strategie creative nel progetto. 
Aumentare la consapevolezza dell'utente e dei suoi bisogni (fisici, emotivi, culturali).
Stimolare la capacità di osservazione e di riflessione sul rapporto tra forma, uso e funzione degli artefatti.
Stimolare l'analisi del contesto reale: tipologie, classificazioni, tassonomie degli oggetti.
Sviluppare le capacità di analisi della relazione gesto-uso-funzione e dell'esperienza che ne deriva.
(b) La teoria informa la pratica
Sviluppare le capacità di analisi e di rappresentazione delle componenti degli oggetti: colore, forma, dimensione, posizione, orientamento, materia, tessitura, profondità, elementi sensoriali.
Sviluppare le capacità di percezione delle qualità comunicative dei prodotti. L'invito all'uso: cenni sull'affordance.
Sviluppare le capacità di percezione delle qualità emozionali degli artefatti: cenni al concetto di emotional design.


Prof. Pierangelo Marucco

Fase 2: La sperimentazione

Elaborazione di soluzioni innovative (o migliorative) sulla base dell'esperienza cognitiva acquisita e consolidata nella prima parte del laboratorio. La seconda parte del percorso didattico propone una "metodologia aperta" con la quale si possa raggiungere una sintesi progettuale in forma di prodotto/artefatto semplice. In questa seconda fase si partirà da una riflessione intorno ad una tipologia o più tipologie di prodotti, da mettere in relazione a specifici utenti. Lo studente sarà chiamato a comprendere e sviluppare i limiti e le opportunità del rapporto tra utente, uso, funzioni, prestazione, qualità formali e tecniche del prodotto in termini concreti, costruendo contemporaneamente un repertorio di riferimento rispetto all'esistente. Lungo un percorso progettuale guidato ogni studente sarà addestrato al processo mentale del progetto, ricorrendo alle proprie capacità di espressione con i diversi codici utili alla comunicazione delle diverse fasi del progetto: la descrizione analitico-verbale, la rappresentazione, la modellazione tridimensionale, tutti intesi come forme di espressione delle idee.

Progressione della fase di sperimentazione:
comprendere il problema progettuale, organizzare le idee (l'esplorazione), conoscere l'utente, conoscere il contesto, conoscere il contesto problematico, le idee e le proposte (lo sviluppo delle alternative in itinere), dare forma all'idea di progetto.

 

Oltre alle lezioni ex cathedra e alle attività d'aula, vengono organizzati interventi svolti da relatori esterni che avvicinano il tema del laboratorio da punti di vista diversi. Le iniziative esterne possono anche comprendere visite di mostre, ausilioteche, centri di ricerca. 

Sono inoltre previste sessioni di attività nel Laboratorio di Modelli.


Note Sulla Modalità di valutazione

Il laboratorio prevede sia la frequenza obbligatoria che l'obbligatorietà delle attività in itinere.
Durante il semestre tutti gli elaborati prodotti dai frequentanti sono valutati.
Le valutazioni in itinere concorrono a determinare la valutazione conclusiva in fase di consuntivazione.

I criteri di valutazione del percorso di apprendimento dello studente sono i seguenti:
(i) raggiungimento di capacità di osservazione e di riflessione sul rapporto tra forma, uso e funzione degli artefatti;
(ii) acquisizione delle capacità di analisi e di rappresentazione delle qualità degli oggetti (forma, dimensione, materia, tessitura, elementi sensoriali);
(iii) acquisizione delle capacità di analisi della relazione tra le qualità degli oggetti e i bisogni espressi dai potenziali utilizzatori;
(iv) acquisizione di capacità di comprensione del problema progettuale;
(v) sviluppo di capacità autonome di organizzazione delle idee;
(vi) acquisizione del concetto di ragione del progetto;
(vii) capacità di controllo progressivo delle fasi del processo progettuale;
(viii) acquisizione di capacità autonome di valutazione critica della soluzione progettuale.


Bibliografia
Risorsa bibliografica obbligatoriaGui Bonsiepe, Teoria e pratica del disegno industriale, Editore: Feltrinelli, Milano, Anno edizione: 1993, ISBN: 978-88-074-2067-2
Risorsa bibliografica obbligatoriaSilvia Pizzocaro, In evoluzione. Per una storia quasi naturale degli artefatti, Editore: Unicopli, Milano, Anno edizione: 2015, ISBN: 978-88-400-1823-2
Note:

Il volume contiene alcune delle tematiche proposte in particolare nel modulo di "Lezioni di design".

Risorsa bibliografica obbligatoriaS. Pizzocaro, M. Figiani, a cura di, Argomenti di ergonomia. Un glossario, Volume 1, Editore: FrancoAngeli, Milano, Anno edizione: 2009, ISBN: 978-88-568-0318-1
Risorsa bibliografica obbligatoriaS. Pizzocaro, M. Figiani, a cura di, Argomenti di ergonomia. Un glossario, Volume 2, Editore: FrancoAngeli, Milano, Anno edizione: 2010, ISBN: 978-88-568-3229-7
Risorsa bibliografica facoltativaAlberto Bassi, Design: progettare gli oggetti quotidiani, Editore: Il Mulino, Bologna, Anno edizione: 2013, ISBN: 978-88-152-4473-4
Risorsa bibliografica facoltativaAlberto Bassi, Design anonimo in Italia: Oggetti comuni e progetto incognito, Editore: Electa, Milano, Anno edizione: 2007, ISBN: 978-88-370-4183-0
Risorsa bibliografica facoltativaAndries Van Onck, Design. Il senso delle forme dei prodotti, Editore: Lupetti, Milano, Anno edizione: 1994, ISBN: 978-88-863-0214-2
Risorsa bibliografica facoltativaDonald A. Norman, La caffettiera del masochista, Editore: Giunti, Firenze, Anno edizione: 1997, ISBN: 88-09-21027-1
Risorsa bibliografica facoltativaRenato De Fusco, Filosofia del design, Editore: Einaudi, Torino, Anno edizione: 2012, ISBN: 978-88-062-1054-0
Risorsa bibliografica facoltativaRenato De Fusco, Parodie del design, Editore: Umberto Allemandi & C., Torino, Anno edizione: 2008, ISBN: 978-88-422-1541-7

Mix Forme Didattiche
Tipo Forma Didattica Ore didattiche
lezione
80.0
esercitazione
20.0
laboratorio informatico
0.0
laboratorio sperimentale
6.0
progetto
0.0
laboratorio di progetto
14.0

Informazioni in lingua inglese a supporto dell'internazionalizzazione
Insegnamento erogato in lingua Italiano
Disponibilità di materiale didattico/slides in lingua inglese
Possibilità di sostenere l'esame in lingua inglese
Disponibilità di supporto didattico in lingua inglese

Note Docente
schedaincarico v. 1.6.5 / 1.6.5
Area Servizi ICT
18/04/2021